Formula 1

F1 Brasile: vince Hamilton, rissa sfiorata tra Verstappen ed Ocon

© LAPRESSE

La Mercedes con Lewis Hamilton conquista gara e quinto titolo costruttori consecutivo, ma a dominare la scena è la rissa sfiorata nel garage della FIA tra Max Verstappen (Red Bull) ed Esteban Ocon (Force India).

Un post gara assai movimentato. Lewis Hamilton conquista il Gp del Brasile (penultima gara del Mondiale 2018) davanti alla Red Bull di Max Verstappen e alla Ferrari di Kimi Raikkonen, ma, nel giorno in cui la Mercedes si aggiudica il quinto titolo costruttori consecutivo, a prendersi la scena è la rissa sfiorata avvenuta a fine gara nel garage della FIA (Federazione Internazionale dell'Automobilismo) tra il giovane pilota olandese ed Esteban Ocon.  Il pilota francese della Force India, infatti, è stato autore di una speronata in fase di doppiaggio all'altezza della S di Senna a inizio del 44° Giro che alla fine ha privato Verstappen della vittoria del Gran Premio, e che è costato ad Ocon uno Stop & Go di 10 secondi a cui va aggiunta ovviamente la percorrenza a velocità ridotta della pitlane (circa 21 secondi in più). Quella che ad oggi è di fatto la penalità più severa prevista dal Regolamento Sportivo in caso di incidenti in pista.


Se è possibile comprendere la rabbia via radio da parte di Max Verstappen per la mancata seconda vittoria consecutiva dopo quella conseguita 15 giorni fa in Messico, non si può altrettanto non condannare il suo comportamento a fine gara. Recatosi nel garage FIA per le tradizionali operazioni di peso di fine gara, Verstappen incrocia proprio Ocon. Il pilota della Red Bull visibilmente arrabbiato si scaglia contro il 22enne pilota della Force India dandogli una spinta, a cui Ocon risponde. Verstappen è sempre più arrabbiato, e a questo punto contrattacca con una spinta ancora più forte che porta il pilota francese fuori dalla bilancia, a cui ne seguirà un'altra ancora, prima di andarsene via irato. Ad assistere all'episodio non solo alcuni piloti (tra cui Hartley e Bottas), ma anche gli stessi commissari della FIA adibiti alle misurazioni di peso, i quali segnalano l'episodio al collegio dei commissari, i quali decidono di convocare entrambi i piloti per valutare delle possibili misure disciplinari.  Ascoltati sia Verstappen che Ocon, i commissari decidono giustamente di sanzionare il comportamento del pilota Red Bull comminandogli due giorni di servizi sociali presso la sede della FIA da effettuarsi entro sei mesi dalla data dell'incidente odierno (da non escludere possa essere quasi sicuramente coinvolto in alcune iniziative volte a promuovere la sicurezza in pista tra i piloti più giovani).
Una sanzione, quella della Federazione, assolutamente corretta, in quanto con il suo comportamento a fine gara Verstappen è di fatto venuto meno come sportivo al suo ruolo di modello, di esempio, insomma, per le future generazioni.

Chiudendo l'argomento, e soffermandoci maggiormente su quanto emerso dalla gara,  non c'è assolutamente dubbio come, nonostante la vittoria di Hamilton sia di gran lunga la Red Bull la monoposto più in forma in questo finale di stagione. Lo avevamo già notato in Messico, ne abbiamo avuto la conferma qui in Brasile: nonostante la power unit Renault sia meno potente rispetto a quella Mercedes o Ferrari, la RB14 in queste ultime gare è stata decisamente la migliore nella gestione delle gomme Pirelli. Significativo ieri lo stato delle gomme supersoft al 36° Giro dei 71 previsti appena tolte dalla monoposto di Verstappen per sostituirle con le gomme Soft con cui finire la gara: sembravano appena uscite dalla fabbrica, non presentando alcun segno di degrado o di blistering!
Una perfetta gestione delle gomme Pirelli in Red Bull figlia però anche dell'ottimo pacchetto aerodinamico presente sulla RB14, come ci dimostra anche l'ottima performance di Ricciardo, arrivato finalmente al traguardo in quarta posizione, dopo essere partito undicesimo per via della penalità di cinque posizioni in griglia determinata dalla sostituzione del turbo (sabato si era infatti qualificato con il sesto tempo).
Peccato, quindi, che il contatto con Ocon abbia finito con il vanificare la vittoria di Verstappen: era quello che ieri se la sarebbe meritata maggiormente, anche alla luce della maturità di guida raggiunta nel corso degli ultimi mesi.

Per una Red Bull tornata arrembante grazie all'ottima capacità di saper gestire le gomme Pirelli, c'è una Mercedes che, nonostante la vittoria di Lewis Hamilton e la conquista del titolo Costruttori, alla terza gara consecutiva con i fori chiusi continua a soffrire nella gestione delle gomme. Riprova ne è il quinto posto finale di Valtteri Bottas, costretto a una doppia sosta al contrario del cinque volte campione del mondo inglese, capace di gestire per cinquanta giri le gomme medie faticando non poco per via del blistering presente non solo sulle gomme posteriori, ma anche sull'anteriore sinistra, ma al contempo agevolato dal fondo rovinato della Red Bull di Verstappen dopo il contatto con Ocon, che ha finito con il rallentare pesantemente il tentativo di rimonta del pilota olandese.

Passando in casa Ferrari, difficile valutare la perfomance offerta ieri in gara dalla scuderia di Maranello. Se la SF71-H ha dimostrato di aver superato i problemi di blistering accusati nel corso delle libere del venerdì denotando anche un buon ritmo gara quando era da sola in pista con Kimi Raikkonen che lo ha portato a concludere la corsa al terzo posto staccato di poco più di quattro secondi e mezzo dal vincitore, di fatto non appena arrivava in scia a una monoposto da superare (Bottas nella prima parte di gara, Verstappen dopo il contatto con Ocon), improvvisamente la Rossa non riusciva a sferrare il colpo decisivo, quasi come facesse fatica a superare, o perdesse comunque del carico aerodinamico. Questo episodio rimarca una volta di più la necessità per il prossimo anno delle nuove regole aerodinamiche volute da FIA e Liberty Media, volte ad agevolare i sorpassi delle monoposto in scia.

Ancor peggio è andata a Sebastian Vettel, che ha concluso la gara al sesto posto, anche se nel caso del pilota tedesco bisogna rilevare come già nel corso del giro di formazione avesse accusato un problema a un sensore. Cosa, questa, che, come confermato dal Team Principal Maurzio Arrivabene, ha spinto i tecnici del Cavallino ad adottare delle regolazioni diverse da quelle usate normalmente, finendo con il peggiorare la guidabilità pur di consentire al pilota tedesco di riuscire a concludere regolarmente la gara.


Scorrendo la classifica, da sottolineare l'ottimo settimo posto dell'Alfa Romeo Sauber con Charles Leclerc (che dimostra una volta di più la costante crescita del team guidato da Frederic Vasseur, e che vede in Simone Resta e Luca Furbatto due autentiche punte di diamante da un punto di vista prettamente tecnico), seguito dall'ottavo e nono posto delle Haas di Romain Grosjean e Kevin Magnussen e dal decimo posto della Force India di Sergio Perez. Anche se fuori dai punti, merita di essere segnalata la gara della Toro Rosso di Brendon Hartley, il quale pur arrivando undicesimo riesce comunque a stare davanti al più quotato compagno di squadra Gasly (giunto 14°).

In Classifica Piloti Hamilton (già campione del mondo) sale a 383 punti, seguito da Vettel a quota 302. Raikkonen, terzo con 251 punti, rafforza il vantaggio su Bottas (237), con Verstappen che però sale a quota 234. Più staccato Ricciardo, sesto con 158 punti.

In Classifica Costruttori come detto la Mercedes conquista con una gara di anticipo il titolo con 620 punti, seguita dalla Ferrari a 553 punti, e dalla Red Bull, che conferma il terzo posto con 392 punti. Con la Renault ferma a 114 punti, la Haas sale a quota 90.Seguono McLaren (62), Force India (48), Alfa Romeo Sauber (42) e Toro Rosso con 33 punti.

Prossimo appuntamento con la Formula 1 Domenica 25 Novembre, con l'ultimo Gp stagionale ad Abu Dhabi, con diretta su SKY SPORT F1 HD ed eccezionalmente (rispetto al prospetto originario) anche su TV8.