Formula 1

La Formula 1 e l'approdo in Vietnam

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Dal 2020 la Formula 1 farà tappa in Vietnam sul circuito cittadino di Hanoi, progettato da Hermann Tilke e dal suo staff, che, come nel caso di Austin, ha ripreso alcuni tratti dai più celebri circuiti di tutto il mondo

Fondere le caratteristiche dei circuiti cittadini con quelle dei circuiti semipermanenti all'interno dei confini topografici di una città al fine di creare un circuito cittadino capace di emozionare gli appassionati. Con queste premesse è stato presentato questa mattina in Vietnam il circuito di Hanoi, che farà il suo debutto in Formula 1 a partire dall'Aprile 2020. Già nelle scorse settimane a dire il vero giravano voci in merito alla possibilità che il Vietnam potesse ospitare un Gp della massima serie automobilistica, senza però avere conferme vere e proprie in merito. Questa mattina la conferma ufficiale, con la presentazione del layout del circuito, progettato dall'ingegnere tedesco Hermann Tilke e dal suo staff, che, come già fatto in occasione del Circuit Of Americas di Austin, non ha esitato a riprendere alcuni tratti dei circuiti più celebri di tutto il mondo.


Osservando con molta attenzione il layout del circuito di Hanoi (costituito da 22 curve e lungo 5565 metri), la prima cosa che salta all'occhio proprio prendendo come metro di paragone non solo Austin ma anche il circuito cittadino di Marina Bay a Singapore (messo a punto anche in quel caso da Tilke) è l'assenza di curve cieche a 90°, sostituite da curve tortuose il cui scopo è quello di dare la possibilità ai piloti di poter combattere ruota a ruota mantenendo però quella sensazione di una carreggiata più stretta tipica dei circuiti cittadini.

Andando nei dettagli, occhio alle curve 1-2-3, che ricordano non poco le prime curve del Nurburgring caratterizzate dalla Mercedes Arena. Situato tra curva 4 e curva 6 il primo dei tre rettilinei lungo 800 metri. Da rilevare come la vicinanza del rettilineo del traguardo (lungo 675 metri) con quello situato tra curva 4 e curva 6 ricordi pur con le dovute differenze la coppia di rettilinei finali presenti sul circuito malese di Sepang. Dopo le curve 6-7-8-9 anch'esse tortuose e simili alla 1-2-3, si snoda un tratto velocissimo compreso tra curva 9 e curva 11 lungo 1.5 Km in cui i piloti secondo le simulazioni fatte potrebbero sfrecciare toccando i 335 Km/h. Un tratto di pista, questo, che per la sua collocazione in mezzo alle curve miste ricorda il rettilineo di Austin, lungo 1 km e situato tra curva 11 e curva 12.
Dopo il lungo rettilineo, arriviamo alle serie di curve 12-15 (situate in prossimità del Mi Dinh National Stadium), che ricorda molto le curve iniziali del circuito di Monaco, che dalla curva di Saint Devote portano, in salita, fino alla curva del Massenet, e poi alla serie di curve 16-19, che ricordano molto le Esse situate tra la curva 2 e la curva 6 del circuito di Suzuka. Le ultime tre curve (20-22) che immettono sul rettilineo del traguardo lungo 675 metri ricordano infine la successione di curve veloci sinistra-destra compresa tra le curve 12-14 del circuito di Sepang, e possono offrire al pilota che segue la possibilità di mettersi in scia, e, in caso di errore, poter attaccare alla prima curva potendo sfruttare anche il rettilineo del traguardo.

Una gara, quella del Vietnam, che sarà la quarta stagionale in Asia dopo quelle di Giappone, Cina e Singapore, e che risponde alle esigenze della nuova Formula 1 targata Liberty Media e del suo Presidente, Chase Carey, di espandere sempre più i confini del Circus. Come spiegato dal Direttore di gara Charlie Whiting (che ha visitato per conto della FIA la sede di Hanoi un mese fa prima di recarsi a Suzuka per il Gp del Giappone), quello che sorgerà in Vietnam sarà principalmente un circuito cittadino perchè l'intenzione è quella di sfruttare maggiormente le strade già esistenti, ma una parte del circuito dovrà venir appositamente costruita.

Come detto, infine, la gara vietnamita entrerà nel Calendario della Formula 1 a partire dal 2020, ma al momento non è ancora chiaro se andrà a sostituire una delle gare in scadenza di contratto il prossimo anno, o se porterà a 23 il numero di gare previsto per il 2020 (visto anche il debutto della seconda gara americana a Miami), andando così a interpretare il desiderio di Liberty Media e dello stesso Carey che avevano fissato in massimo 25 gli appuntamenti destinati a caratterizzare in un prossimo futuro il Mondiale della massima serie automobilistica.