Formula 1

Amarcord: Hakkinen e il primo titolo iridato

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Il 1° Novembre 1998 Mika Hakkinen si laureava campione del mondo con la McLaren-Mercedes. Vent'anni dopo proviamo a ricostruire il primo dei due titoli consecutivi vinti dal pilota finlandese.

Il pilota gentiluomo, o meglio, il Finlandese volante. Questi alcuni dei soprannomi che sono stati attribuiti a Mika Hakkinen, un pilota capace negli anni di contraddistinguersi per la sua sportività e per la sua correttezza in pista, ma anche per esser stato l'unico sul finire degli anni Novanta a bordo della sua McLaren a mettere in seria difficoltà un grande campione come Michael Schumacher.

Avvicinatosi fin da piccolo al motorsport grazie a un kart regalatogli all'età di cinque anni dal campione di rally Henri Toivonen, che lo porterà poi qualche anno dopo ad iscriversi prima e a vincere poi i principali campionati kartistici giovanili del suo Paese, nel 1987 Hakkinen debutta sulle monoposto conquistando al debutto la Formula Ford 1600, a cui seguirà l'anno dopo la vittoria nella Formula Lotus con il team Dragon, e nel 1990 la vittoria del campionato di Formula 3 con il team West Surrey Racing motorizzato Mugen-Honda dopo un anno di apprendistato con il team Dragon.
Inevitabile l'interesse della Formula 1 nei suoi confronti, con Hakkinen che approda così nel biennio 1991-1992 in Lotus grazie ai risultati conseguiti nelle annate precedenti e al prezioso supporto del suo manager, l'ex campione del mondo Keke Rosberg. Se il primo anno nonostante un quinto posto conquistato ad Imola sarà piuttosto deludente a causa della mancata competitività della sua monoposto motorizzata Judd, è nel 1992 grazie a due quarti posti conseguiti in Francia e in Ungheria che Hakkinen viene notato dalla McLaren, la quale non esita ad ingaggiarlo come collaudatore per la stagione successiva, e dove a partire dalle ultime gare del 1993 il pilota finlandese troverà spazio come pilota titolare regalando numerose soddisfazioni negli anni a seguire fino al 2001, anno del suo ritiro dalla Formula 1. 

Dopo un quadriennio avaro di soddisfazioni (se escludiamo il 1997 con la prima pole nel Gp del Lussemburgo disputato sul circuito tedesco del Nurburgring e la prima vittoria in carriera nel Gp finale della stagione a Jerez) contrassegnato anche da un bruttissimo incidente nel 1995 in occasione del Gp d'Australia ad Adelaide che lo mandò in coma per due giorni prima di riprendersi prontamente per l'avvio della stagione successiva, non c'è dubbio come il 1998 rappresenti per Hakkinen l'anno della consacrazione potendo contare sull'approdo in McLaren di un tecnico di assoluto valore come Adrian Newey e di una monoposto, la MP 4/13, rivelatasi estremamente competitiva potendo sfruttare le ottime gomme scanalate della Bridgestone, gommista nipponico destinato a partire dalla stagione successiva a prendere il monopolio della fornitura di pneumatici in Formula 1 in seguito alla decisione dell'americana Goodyear di ritirarsi a fine anno.

Il Mondiale 1998 si gioca quindi sulla sfida a distanza tra la McLaren motorizzata Mercedes di Mika Hakkinen gommata Bridgestone e la Ferrari del due volte campione del mondo Michael Schumacher gommata Goodyear, inizialmente in difficoltà con le gomme scanalate, ma poi capace grazie a degli step di sviluppo introdotti nel corso dell'anno dal gommista americano di recuperare progressivamente prestazione sul rivale.

Si arriva così Domenica 1° Novembre all'ultimo Gp della stagione in Giappone sul circuito di Suzuka con Hakkinen in vantaggio di quattro punti su Schumacher (90 a 86), con il pilota finlandese vincitore di sette Gp (Australia, Brasile, Spagna, Montecarlo, Austria, Germania, Lussemburgo disputato sul circuito tedesco del Nurburgrimg) e a cui basta un secondo posto per aggiudicarsi la corona iridata contro le sei vittorie del pilota tedesco della Ferrari (Argentina, Canada, Francia, Inghilterra, Ungheria e Italia).
Fin dalle qualifiche Schumacher e Hakkinen danno vita a un duello a suon di giri veloci che vede come favorito il campione di Kerpen (1'36”293), in vantaggio di 178 millesimi sul rivale finlandese della McLaren (136”478). Nettamente staccati gli altri piloti, a partire dai rispettivi compagni di squadra, con Coulthard (McLaren) terzo a oltre un secondo (1'37”497) ed Irvine (Ferrari) quarto con il tempo di 1'38”197, a quasi due secondi dalla pole di Schumi.

Mai come in questa occasione si percepisce una certa tensione nell'aria, con la partenza che viene ripetuta addirittura tre volte. Se al primo start è la Prost di Jarno Trulli che si spegne, determinando l'arretramento della monoposto in fondo alla griglia e la ripetizione di un nuovo giro di formazione, al momento del secondo start Michael Schumacher sbaglia mettendo la sua Ferrari in prima, determinando così lo spegnimento della F300.Inevitabile anche in questo caso l'arretramento della Rossa in ultima fila, e la ripetizione di un ulteriore giro di formazione che porta da 53 a 50 il numero dei giri effettivi di gara.

Al via, questa volta tutto procede correttamente e così Hakkinen prende agevolmente la testa della corsa seguito dalla Rossa di Irvine e dal compagno di squadra Coulthard. Schumacher dalle retrovie inizia la sua rimonta che lo porta nel corso del primo giro a superare ben 8 monoposto, e nel corso della terza tornata a conquistare già la settima posizione alle spalle della Jordan del suo acerrimo rivale di sempre, Damon Hill. Qui la rimonta del campione di Kerpen subisce un rallentamento, con Schumacher che riuscirà a superare il pilota inglese solo nel corso del 15° Giro in occasione della sosta della Jordan.  Dopo aver passato nel corso del 16° Giro la Williams-Megachrome di Jacques Villeneuve, il pilota tedesco della Ferrari si ferma per la sosta rientrando al 7° posto. Nonostante un dritto nel corso del 22° Giro il suo recupero procede inesorabile con Schumacher che arriva approfittando delle soste di Coulthard e di Frentzen addirittura fino al terzo posto, staccato però di circa mezzo minuto da Hakkinen, il quale aveva accumulato circa sei secondi e mezzo di vantaggio sull'altra Ferrari guidata da Irvine.

Un distacco impossibile da recuperare, con le speranze iridate del campione di Kerpen che vanno definitivamente in frantumi nel corso del 30° Giro quando, passando per la Chicane Triangle la Ferrari di Schumacher raccoglie alcuni detriti rimasti in pista dopo la collisione avvenuta in quel tratto due giri prima tra la Tyrrell-Ford di Toranosuke Takagi e la Minardi-Ford di Esteban Tuero, con entrambi i piloti costretti al ritiro. Inevitabile, purtroppo, l'esplosione della gomma posteriore destra sul rettilineo del traguardo, con Schumacher costretto inesorabilmente al ritiro all'inizio del 31° Giro.
La gara vede così la vittoria di Hakkinen con 6”491 di vantaggio sulla Ferrari superstite di Eddie Irvine e con 27”662 sul compagno di squadra Coulthard. In virtù di questo risultato Mika Hakkinen e la McLaren conquistano rispettivamente il Mondiale Piloti e il Mondiale Costruttori.

La stagione 1999 vedrà Mika Hakkinen bissare il titolo Piloti, con la Ferrari vincitrice del Mondiale Costruttori costretta a fare a meno di Schumacher per alcune gare a causa dell'incidente occorso al campione di Kerpen in Inghilterra a Silverstone (frattura di tibia e perone) puntando così le residue speranze iridate su Eddie Irvine.
Il duello tra Hakkinen e Schumacher si ripeterà così nella stagione 2000, che vedrà prevalere questa volta a Suzuka il campione di Kerpen. Dopo una stagione deludente contrassegnata da due vittorie in Inghilterra e negli Usa a Indianapolis e da numerosi ritiri (celebre quello in Spagna, quando in testa alla gara fu costretto a fermarsi nel corso dell'ultimo giro per un problema alla frizione della sua McLaren MP 4/16) nel 2001 Hakkinen deciderà di lasciare per sempre la Formula 1 ritirandosi.