Formula 1

F1 Messico: Ricciardo e la pole in extremis su Verstappen

© LAPRESSE

La Red Bull dopo cinque anni torna a conquistare l'intera prima fila a Città del Messico con Ricciardo davanti a Verstappen. Terzo Hamilton, quarto Vettel

Una qualifica risoltasi sul filo dei millesimi. In casa Red Bull era tutto pronto per festeggiare la prima pole position in carriera per Max Verstappen (autore del miglior tempo non solo nelle tre sessioni di prove libere, ma anche nelle prime due fasi di qualifica), il quale sarebbe a sua volta diventato il pilota più giovane nella storia della Formula 1 a conseguire una pole, ma a sorpresa in Q3 a conquistare la pole (la 60° per la Red Bull) è stato il compagno di squadra, Daniel Ricciardo, che ha beffato Verstappen di soli 26 millesimi. Una soddisfazione immensa la pole  per il pilota australiano di origini italiane (ormai da tempo separato in casa con il team in seguito alla sua decisione di passare il prossimo anno in Renault), che la squadra ha comunque accolto nel migliore dei modi, in quanto assieme al secondo tempo conseguito da Verstappen consente alla scuderia di Milton Keynes di conquistare per la prima volta un'intera prima fila nell'era turbo-ibrida: l'ultima volta, infatti, che la Red Bull aveva posizionato due piloti davanti a tutti in qualifica era stato negli Usa il 16 Novembre 2013 con Sebastian Vettel che conquistò la pole (1'36”338) staccando di poco più di un decimo il compagno di squadra Mark Webber (1'36”441)nell'ultimo anno in cui la Formula 1 utilizzava i motori V8 aspirati.

Tornando però alla stretta attualità, non deve sorprendere il risultato conseguito dalla scuderia di Milton Keynes: già lo scorso anno con Verstappen la Red Bull aveva molto ben impressionato in Messico, perdendo di 86 millesimi la pole position sulla Ferrari di Sebastian Vettel, ma rifacendosi con gli interessi il giorno successivo andando a vincere agevolmente il Gran Premio, a dimostrazione di come in altitudine la differenza di potenza tra la power unit Renault e le più potenti power unit Mercedes e Ferrari non sia così del tutto evidente, potendo contare la RB14 su un'aerodinamica e un telaio di assoluto valore, frutto del genio di Adrian Newey.
In particolare, come emerso sopratutto nella giornata di ieri, la facilità con cui la Red Bull si è saputa adattare in primis alla gomma Hypersoft (essendo di fatto l'unico team a saperla gestire) e poi sulle altre mescole morbide portate qui da Pirelli (Ultrasoft e Supersoft) mette una seria ipoteca sull'esito della gara, salvo colpi di scena clamorosi.

Dietro alle Red Bull si qualifica con il terzo tempo la Mercedes di Lewis Hamilton, staccato di 135 millesimi da Ricciardo, e capace nell'ultimo tentativo in Q3 di scavalcare il rivale per la corsa al titolo, il ferrarista Sebastian Vettel.  Il pilota inglese, rendendosi conto di non poter fare la differenza contro le monoposto di Milton Keynes, ha cercato riuscendoci di poter portare a casa il miglior risultato possibile. Resta solo da capire come si comporterà domani la sua Mercedes con le temperature più calde previste sull'asfalto dopo la decisione da parte del team tedesco di chiudere come già fatto ad Austin i fori sui mozzi e sui cerchioni in modo da evitare polemiche nel giorno in cui Hamilton potrebbe diventare per la quinta volta campione del mondo andando così ad eguagliare l'indimenticabile campione argentino Juan Manuel Fangio (basta arrivare settimo in caso di vittoria di Vettel).

In casa Ferrari buono il quarto posto di Sebastian Vettel (staccato di soli due decimi dalle Red Bull) al termine di una qualifica che visto una Rossa piuttosto competitiva sul dritto, ma al contempo con qualche leggero problema in trazione nel secondo settore. L'importante per il campione di Heppenheim sarà attaccare al via sul dritto (ricordiamo che in Messico la prima curva arriva dopo un rettilineo lungo 948 metri in cui si registrano velocità sui 340-350 Km/h) evitando possibilmente gli errori commessi nelle ultime gare con Verstappen (in Giappone) e Ricciardo (ad Austin domenica scorsa). 

Deludenti, al contrario, le prestazioni dei rispettivi compagni di squadra, Valtteri Bottas (Mercedes)e Kimi Raikkonen (Ferrari), mai in reale lotta per la pole position. Nel caso di Bottas, da ricordare la sostituzione della power unit dopo il problema accusato sul finire della FP3 che però non gli provocherà alcun tipo di penalizzazione, avendo optato per un motore già punzonato in precedenza.

Da rilevare, ancora una volta, la netta differenza tra i primi sei qualificati (che hanno potuto qualificarsi per la Q3 utilizzando delle gomme Ultrasoft) e il resto del gruppo, che ha dovuto tassativamente puntare sulle Hypersoft per tentare di passare il turno. Una scelta, quella del trio costituito da Red Bull – Mercedes- Ferrari legata non solo alla minore resistenza della mescola più morbida portata qui da Pirelli, ma anche alla volontà di fare domani in gara (diretta tv alle 20:10 su SKY SPORT F1 HD su satellite e fibra; diretta tv in chiaro anche su TV8 con pre-gara dalle 19:10) un solo pit stop, visto che la pit lane di Città Del Messico è una delle più lunghe presenti nel Circus.

Per la lotta al quarto posto del titolo Costruttori, da segnalare il deciso passo in avanti della Renault che conferma quanto di buono aveva già fatto vedere nel corso delle libere piazzando al settimo e all'ottavo posto subito dietro i top team sia Nico Hulkenberg che Carlos Sainz Jr. Un risultato, quello del team di Enstone, che fa da contraltare con il risultato negativo della Haas, che qualifica al 15° posto Romain Grosjean e al 17° Kevin Magnussen. Continuando a parlare di team motorizzati Ferrari, buona la performance dell'Alfa Romeo Sauber che qualifica al nono e al decimo posto le monoposto di Leclerc e di Ericsson.

Q3 CLASSIFICATION

It's @redbullracing's first 1-2 in qualifying since USA 2013!

The title rivals will line up next to one another on the second row #MexicoGP #F1 pic.twitter.com/QafdT1vkb1


Scorrendo la classifica, da rilevare l'esclusione dai primi 10 della Force India con Ocon 11° e Perez 13° che però in ottica gara potranno avere il vantaggio di scegliere con quale mescola partire, non avendo effettuato la Q3. Da non escludere si sia trattato di una scelta strategica, per consentire a Sergio Perez di compiere magari una bella rimonta davanti al pubblico di casa.

Tutto sommato buona, infine, la qualifica di Fernando Alonso, il quale a tre gare dal termine non manca una volta di più di mostrare tutto il suo valore, qualificandosi al 12° posto con una McLaren apparsa una volta di più in difficoltà a maggior ragione osservando i risultati conseguiti dagli altri motorizzati Renault (Red Bull in primis). Un valore, quello del pilota asturiano che alla Formula 1 mancherà non poco la prossima stagione.