Formula 1

Presentazione Gp Giappone

© LAPRESSE

La Formula 1 sbarca in Giappone sul circuito di Suzuka per la 17° prova del Mondiale 2018.

Una vera e propria Mission Impossible. Con 50 punti di distacco a cinque gare dal termine la Ferrari e Sebastian Vettel sono chiamati quanto meno a una prova d'orgoglio sul circuito di Suzuka, che domenica ospiterà il Gp del Giappone, 17° prova del Mondiale di Formula 1.
Se per il titolo iridato le speranze ormai sono ridotte al lumicino (ci vorrebbe un ritiro o comunque un guasto tecnico alla Mercedes di Hamilton e al contempo una vittoria della Rossa numero 5 per sperare quanto meno di ridurre il gap), mai come in questo momento è necessaria una vittoria per dimostrare ai tifosi che il potenziale attuale della Ferrari (che a partire da questo weekend presenta una nuova livrea con raffigurato il logo Mission Winnow, legato alla nuova campagna di sensibilizzazione della Philip Morris in merito all'uso delle sigarette elettroniche, senza così pubblicizzare prodotti legati in qualche modo al tabacco) non è quello visto nelle due ultime gare di Singapore e di Sochi. Non è un'impresa facile, visto che l'ultima vittoria ottenuta dalla scuderia di Maranello a Suzuka risale al 2004 con Michael Schumacher, e che dal 2014 ad oggi in piena era turbo-ibrida a vincere è sempre stato un pilota Mercedes, con 3 affermazioni di Lewis Hamilton (2014, 2015 e 2017) e una vittoria di Nico Rosberg nel 2016, ma neanche impossibile.

SUZUKA E I PRECEDENTI IRIDATI.

Un circuito, quello di Suzuka, che più volte in passato ha visto aggiudicarsi il titolo piloti, forte di una collocazione che in passato lo vedeva posto sul finire del campionato.

La prima volta è stata nel 1987, con Nelson Piquet su Williams-Honda che, approfittando dei postumi del violento incidente occorso nelle libere al compagno di squadra Nigel Mansell (contusioni alla spina dorsale) si aggiudica con due gare di anticipo il titolo iridato.

Nel triennio 1988-1990 sul circuito di proprietà della Honda la lotta iridata vede come protagonisti Alain Prost ed Ayrton Senna, compagni di squadra in McLaren-Honda  nel biennio 1988-1989, e poi rivali al volante rispettivamente di Ferrari e McLaren nel 1990. Se nel 1988 è il brasiliano ad avere la meglio, nel 1989 è il Professore a conquistare il titolo iridato, al termine di una gara passata alla storia per il contratto tra le due McLaren all'altezza della Triangle Chicane nel corso del 46° giro. Se Prost giocoforza è costretto a scendere dalla sua monoposto, Senna grazie alla spinta dei commissari riesce a tornare in pista e, una volta cambiato il musetto, a vincere la gara. Poche ore dopo, però, il brasiliano verrà squalificato sia per il vantaggio generato dalla spinta dei commissari per tentare di rimetterlo in pista, sia per non aver percorso correttamente la chicane, con il titolo che verrà così assegnato a Prost.
Nel 1990 la nuova resa dei conti tra i due rivali, con Senna che si aggiudica il suo secondo titolo piloti, dopo aver speronato Prost alla prima curva, mettendo così fuorigioco entrambe le monoposto.
Nel 1991 Senna conquista il suo terzo titolo piloti arrivando secondo dietro al compagno di squadra Gerhard Berger, sfruttando l'harakiri di Mansell che al 10° Giro commette un errore ed esce di pista alla prima curva, salutando così le speranze iridate.


Nel 1996 è Damon Hill su Williams-Renault a conquistare il titolo iridato, approfittando di un problema alla ruota posteriore destra che porta il compagno di squadra, Jacques Villeneuve, a ritirarsi.
Nel biennio 1998-1999 è Mika Hakkinen su McLaren-Mercedes a conquistare  il titolo iridato sconfiggendo le Ferrari guidate rispettivamente da Michael Schumacher (1998) e da Eddie Irvine (1999).
Nel 2000, però, è Schumacher a prendersi una rivincita sul pilota finlandese aggiudicandosi il titolo mondiale, riportandolo così in Ferrari 21 anni dopo l'ultima vittoria targata Jody Scheckter. Suzuka decisiva per il tedesco anche nel 2003, quando grazie alla vittoria di Barrichello, e al secondo posto di Kimi Raikkonen con la McLaren, il campione di Kerpen pur arrivando ottavo può festeggiare il suo quarto titolo iridato consecutivo (il sesto in carriera).

L'ultima volta in cui il circuito di Suzuka ha assegnato il titolo iridato è stata nel 2011, quando nonostante la vittoria della McLaren-Mercedes di Jenson Button, Sebastian Vettel su Red Bull-Renault può comunque festeggiare con quattro gare di anticipo la conquista del suo secondo mondiale piloti.

SUZUKA E IL RISCHIO TIFONE: I PRECEDENTI LEGATI AL MALTEMPO.

Se, come dicevamo, più volte nella sua storia il circuito di Suzuka ha visto aggiudicarsi il titolo mondiale, è altrettanto vero come negli ultimi anni il circuito di proprietà della Honda abbia dovuto convivere forzatamente con il maltempo, che negli ultimi anni ha finito con il condizionare qualifiche o gara. Il primo caso è stato nel 2004, quando a causa dell'arrivo del ciclone Ma-On, le qualifiche vengono rinviate dal sabato pomeriggio alla domenica mattina.
Maltempo drammaticamente protagonista nell'edizione 2014: dopo che al 43° giro era uscita fuoripista a causa della forte pioggia all'altezza della curva Dunlop la Sauber motorizzata Ferrari di Adrian Sutil, un giro dopo anche la Marussia guidata da Jules Bianchi esce fuori pista in quel tratto, colpendo ed incastrandosi sotto al trattore che doveva spostare la monoposto elvetica. La bandiera rossa sancisce così la fine della gara (con l'ordine di arrivo che verrà stilato in base alla classifica del 44° Giro), ma la cosa purtroppo più triste è che questo incidente di fatto costerà la vita al giovane pilota francese, ricordato in queste ore da Charles Leclerc, suo carissimo amico.
Per questo fine settimana in Giappone c'è paura per il possibile passaggio del tifone Kong-Rey, che dovrebbe lambire il circuito secondo le previsioni meteo tra domani e sabato (previsto tempo buono per la gara di domenica). Chi segue con preoccupazione l'evolversi della situazione sono Renault e McLaren che rischiano molto seriamente di non disputare le prove libere del venerdì, essendo bloccato alla dogana di Tokyo l'olio motore della Castrol destinato ad entrambe le scuderie.

ASSETTO MONOPOSTO E GOMME PIRELLI.

Il circuito di Suzuka è l'unico tra i circuiti di Formula 1 ad avere una conformazione a 8, ed è molto amato per le sue caratteristiche da parte dei piloti. Per quanto riguarda l'assetto, è consigliabile l'uso di un carico aerodinamico medio, al fine di poter avere un buon compromesso tra i rettilinei (di media lunghezza) e le parti più guidate, con curve ad alta velocità e tornanti.

Per quanto riguarda le gomme, Pirelli ha portato in Giappone (come possiamo vedere dalla Preview) gomme Supersoft, Soft e Medie.

Occhio, infine, anche alle scelte delle squadre, fatte circa tre mesi fa (ricordiamo, infatti che per i Gp extra-europei le squadre devono comunicare alla Pirelli la suddivisione dei 13 set a disposizione dei rispettivi piloti almeno 14 settimane prima della disputa del Gp), con la Ferrari che, come a Singapore, sembra abbia puntato a un approccio molto aggressivo, essendo l'unica squadra ad aver richiesto più gomme Ultrasoft (ben 10 set a testa per Vettel e Raikkonen), con 2 set di gomme Soft e 1 solo set di Medie, al pari di Red Bull.
Più conservativa, in tal senso, la scelta della Mercedes che sia per Hamilton che per Bottas ha optato per 7 set di gomme Supersoft, 4 set di gomme Soft e 2 set di Medie.

COPERTURA TELEVISIVA SU SKY E TV8.

Per quanto riguarda, infine, la trasmissione televisiva del Gp, prove libere (stanotte alle 3 e domattina alle 7 FP1 e FP2; sabato alle 5 la FP3), qualifiche (sabato dalle 8 alle 9) e gara (domenica alle 7:10) verranno trasmesse in diretta esclusiva su SKY SPORT F1 HD e su SKY SPORT UNO, con repliche nel corso della giornata.
Il Gp verrà inoltre trasmesso in differita in chiaro da TV8 con le qualifiche in programma sabato dalle 20 alle 21, e la gara domenica a partire dalle 21:15.