Formula 1

F1 Russia: Bottas in pole davanti a Hamilton, Ferrari in seconda fila

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Dominio Mercedes nelle qualifiche del Gp di Russia a Sochi, con Valtteri Bottas in pole per 175 millesimi davanti a Lewis Hamilton. Ferrari staccate di oltre mezzo secondo e in difficoltà nel terzo e ultimo settore

Un allungo forse decisivo, ai fini della lotta per il titolo mondiale. La Mercedes conferma dopo Singapore di aver risolto i suoi problemi con le gomme e con la mescola più morbida (la Hypersoft) portata dalla Pirelli conquista l'intera prima fila del Gp di Russia (16° prova del mondiale 2018 in programma domani sul circuito di Sochi), con Valtteri Bottas in pole position con 175 millesimi di vantaggio su Lewis Hamilton.
Che Sochi potesse essere una riserva di caccia della Mercedes era pressochè assodato, tenuto e considerato che nelle precedenti 4 edizioni ad imporsi era stato sempre un pilota della Stella a 3 punte (2 volte Hamilton nel 2014 e nel 2015, Rosberg nel 2016, e Bottas lo scorso anno).

Nessuno, però, si sarebbe potuto immaginare una superiorità tecnica con le gomme morbide come quella emersa sia nelle tre sessioni di libere, sia nelle qualifiche di oggi pomeriggio. Se fino al Gp del Belgio il team campione del mondo era costretto a togliere un paio di minuti prima della discesa in pista le termocoperte sulle gomme posteriori per evitare un surriscaldamento della mescola più morbida, ora questo problema sembra del tutto risolto, con il risultato che con le gomme Hypersoft la monoposto in pista risulta essere perfettamente attaccata al suolo, con pochissime correzioni al volante, non solo nei primi due settori, ma anche e sopratutto nel terzo settore, caratterizzato da curve a 90° in cui la trazione più che la potenza del motore è a dir poco basilare.
Se a questo aggiungiamo anche come Valtteri Bottas rispetto ad Hamilton apprezzi molto più la pista russa che in passato lo ha visto non solo protagonista di alcune gare di assoluto valore (vedi il terzo posto nel 2014 con la Williams) ma anche conquistare la sua prima vittoria in Formula 1 lo scorso anno con la Mercedes, ecco quindi spiegato come rispetto alle ultime gare che lo hanno visto in difficoltà nei confronti del compagno di squadra quattro volte campione del mondo qui a Sochi il pilota finlandese salvo ordini di scuderia può veramente pensare a fare una gara di testa.

Per Hamilton, nonostante il primo errore stagionale dovuto al tentativo di superare in qualifica Bottas, la sicurezza che la Mercedes nel momento decisivo della stagione è tornata a far paura, e a mostrare quella superiorità che aveva caratterizzato i primi anni dell'era power unit.

Per una Mercedes che festeggia, c'è una Ferrari che nel momento di sferrare l'attacco per ridurre il gap nei confronti di Hamilton sembra invece aver fatto un passo indietro. Se a Singapore in qualifica la Rossa non era riuscita a trovare la giusta finestra di temperatura delle gomme tornando ad evidenziare quei limiti che avevano condizionato in negativo la stagione 2016, in Russia purtroppo è arrivata la conferma che ci sono ancora dei problemi sopratutto con quella mescola morbida che fino a due gare fa rappresentava il suo punto di forza.
Sia nelle tre sessioni di libere, sia nelle qualifiche non c'è mai stato un momento in cui la scuderia di Maranello sia stata davanti alla Mercedes, con Vettel staccato ripetutamente di oltre  mezzo secondo dalle Frecce d'Argento, e con Raikkonen a sua volta staccato di mezzo secondo dal compagno di squadra.

Se fino a ieri si pensava a una pretattica da parte della scuderia di Maranello, la decisione di cambiare il set-up della monoposto oggi in FP3 a meno di due ore dalle qualifiche dimostra, purtroppo, come i problemi fossero reali.
Una modifica che se da una parte consente alla Ferrari di giocarsela con la Mercedes nei primi due settori ottenendo dei distacchi veramente minimi, purtroppo mostra tutti i suoi limiti nel terzo e ultimo settore, con una monoposto molto nervosa nell'affrontare le curve a 90° che accumula in quel tratto la quasi totalità dei cinque decimi rimediati. Un vero peccato, perchè sia sul fronte aerodinamico che in ambito motoristico, la Ferrari pur non avendo più quel vantaggio tecnico emerso nel corso dell'estate sembra ancora giocarsela piuttosto bene con la Mercedes. La differenza, dunque, sta nella comprensione della gestione delle gomme morbide, come anche nell'individuazione del miglior set-up per poterle meglio sfruttare.

A beneficio della Ferrari la scelta della Red Bull di scontare a Sochi su entrambe le macchine la sostituzione della power unit Renault, con la Specifica C che verrà abbandonata per motivi di affidabilità a favore della precedente Specifica B, che ha spinto il team di Milton Keynes a far effettuare alcuni giri in Q1 a Verstappen e a Ricciardo, rinunciando però a correre Q2 e Q3. Non sono però mancati i problemi, con il giovane pilota olandese che è stato sanzionato poco fa dai commissari per non aver rallentato in occasione della bandiera gialla, esposta dopo un testacoda della Williams di Sirotkin. Se il comportamento di Verstappen per fortuna non ha generato una situazione di pericolo, al contempo però rappresenta una violazione al Regolamento, che i commissari hanno voluto sanzionare comminando al giovane pilota olandese una penalità di 3 posizioni in griglia (inutile, visto che Verstappen parte già ultimo), e di due punti sulla patente.

La decisione della Red Bull di far saltare Q2 e Q3 ai suoi piloti ha così permesso a diverse squadre di poter ottenere un miglior piazzamento in griglia, a cominciare dalla Haas che qualifica Kevin Magnussen al quinto posto e Romain Grosjean al nono. Per entrambi i piloti (riconfermati ieri dal team americano) non c'era modo migliore per festeggiare il rinnovo contrattuale, con il danese che ha rivelato di aver firmato addirittura un biennale.
Molto bene anche la Force India, con Ocon (6°) davanti a Perez (8°).

 



Da sottolineare, infine, scorrendo la classifica, il settimo posto dell'Alfa Romeo Sauber con Charles Leclerc, il quale, su una pista dove non aveva mai corso in passato, riesce a star davanti al compagno di squadra, Marcus Ericsson (10° sulla griglia di partenza).

Quale scenario aspettarsi domani in gara (diretta esclusiva alle 13:10 su SKY SPORT F1 HD e SKY SPORT UNO; differita in chiaro alle 21:15 su TV8)? Uno dei punti chiave della gara è sicuramente la partenza, visto e considerato che se eccettuiamo il rettilineo compreso tra curva 2 e curva 3 è impossibile superare. Lo scorso anno partendo dalla terza posizione Valtteri Bottas riuscì tra curva 1 e curva 2 a superare le due Ferrari di Vettel e di Raikkonen che erano davanti e a vincere la gara. Teoricamente parlando, Sebastian Vettel (terzo in griglia domani) potrebbe sfruttare questa possibilità, ma, a differenza dello scorso anno, la Ferrari eccetto il secondo settore ha una velocità di punta sostanzialmente paragonabile a quella  della Mercedes, se non appena inferiore.

Un aspetto che però al via potrebbe fare o meno la differenza riguarda la differente asfaltatura della griglia di partenza. Per motivi, infatti, non rivelati dagli organizzatori, la prima fila è stata interamente riasfaltata, mentre per quanto riguarda la terza posizione in piazzola è stata riasfaltata solo in parte, con Vettel che potrebbe rischiare di avere le gomme anteriori sul nuovo asfalto, e le posteriori su quello vecchio. Dalla quarta posizione in poi gli altri piloti si schiereranno sulle piazzole su cui è presente il vecchio asfalto. Sarà quindi basilare capire come si comporta il nuovo asfalto in termini di aderenza al momento della partenza. Se ci sarà abbastanza grip Bottas ed Hamilton potrebbero avere un vantaggio, e quindi scappare via. In caso negativo, Vettel pur rischiando di pattinare sull'anteriore per via dell'eventuale mancanza di aderenza dovuta al nuovo asfalto potrebbe però avere un vantaggio dal vecchio asfalto sul posteriore, e quindi avere più chance di attaccare le due Mercedes.