Formula 1

F1, Qualifiche Singapore: Hamilton monstre a Marina Bay!

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Pole position (la settima stagionale) e giro record per il quattro volte campione inglese sul circuito più ostico alla sua Mercedes W09. Dietro di lui Max Verstappen (Red Bull) e Sebastian Vettel (Ferrari).

Una prestazione monstre, degna dei grandi campioni. Sul circuito sulla carta più sfavorevole alla sua Mercedes W09 alla fine è Lewis Hamilton a festeggiare nella notte di Marina Bay la pole position del Gp di Singapore, quindicesima prova del mondiale 2018 di Formula 1, rifilando oltre 3 decimi alla Red Bull di Max Verstappen, e con Sebastian Vettel staccato di oltre 6 decimi (613 millesimi per la precisione). Un risultato impensabile da immaginare se consideriamo sia le varie sessioni di prove libere (con la Mercedes apparsa sempre piuttosto imprecisa sul posteriore), sia la prima sessione di qualifica (che aveva visto Hamilton con le gomme Ultrasoft retrocedere fino al 14° posto rischiando addirittura l'eliminazione), ma alla fine divenuto realtà grazie alle grandi doti di un campione, capace nel momento in cui conta solo spingere sull'acceleratore, di fare la differenza al volante mantenendo al contempo la giusta freddezza. Doti, queste, tipiche del grande Michael Schumacher all'epoca della sua esperienza in Ferrari, e che in Lewis rivediamo nella sua interezza.

Non è un caso, quindi, che con la monoposto gemella Bottas si sia qualificato quarto, a oltre 9 decimi da Hamilton: a fare la differenza più che la monoposto, è stato il pilota in tutto e per tutto. Agevolato, magari, dalla minore temperatura della pista tra Q2 e Q3, che ha portato la Mercedes ad essere molto più stabile rispetto alle libere.

Chi, pur arrivando secondo, ha motivi per festeggiare una buona prima fila è sicuramente la Red Bull. Se nelle libere di ieri il team austriaco aveva evidenziato un eccezionale passo gara (battuto nel finale di FP2 da Raikkonen) associato però a una non eccellente simulazione di qualifica (dimostrazione, questa, di come sul giro secco la scuderia guidata da Chris Horner stesse alla fine bluffando), nella giornata di oggi non sono mancate le difficoltà sulla monoposto di Verstappen, prima in FP3 con la macchina che, come dichiarato dal pilota olandese, si metteva continuamente in folle, e poi sul finale delle qualifiche quando nel corso dell'ultimo tentativo c'è stato un calo di potenza del motore che ha costretto il giovane Verstappen ad accontentarsi del secondo posto in griglia.

Chi invece esce piuttosto delusa dalle qualifiche è stata la Ferrari,che vede Sebastian Vettel partire domani dalla terza casella dello schieramento, e Raikkonen solo dalla quinta. Un deciso passo indietro anche rispetto alla terza e ultima sessione di prove libere, che aveva visto dominare le Rosse con Vettel primo davanti a Raikkonen.
Cosa può essere successo nelle due ore che separano la FP3 dalle qualifiche per creare questa discrepanza nel risultato?
Salvo la sostituzione di un sensore sulla monoposto di Vettel, occorsa mezz'ora prima dell'inizio delle qualifiche, gli assetti dovrebbero essere rimasti invariati tra FP3 e Qualifiche, per cui non è da escludere che la minore competitività delle due Ferrari rispetto alla FP3 sia da cercarsi nelle diverse condizioni della pista, la quale in qualifica si presentava con una minore temperatura dell'asfalto. Come sappiamo bene, in qualifica è fondamentale scaldare bene le gomme, e, su un pista come Singapore dove sorpassare non è facile anche un po' di traffico può condizionare non poco la prestazione sul giro secco. Se a questo aggiungiamo anche un errore commesso nel secondo settore in entrambi i tentativi effettuati nel corso della Q3, si evince come senza questi errori Vettel avrebbe potuto tranquillamente conquistare la pole position su un circuito che sulla carta doveva essere favorevole alla Ferrari. 

 


Scorrendo la classifica, da segnalare nella top ten la presenza delle Force India di Perez (7°) ed Ocon (9°), come anche della Haas di Grosjean (8°), pronto a riguadagnare sul campo i punti tolti dai commissari al termine del Gp d'Italia per via dell'irregolarità riscontrata sul T-Tray.
Fuori dalla top 10 Fernando Alonso, il quale ha cercato di fare il massimo con una McLaren che anche tra i muretti di Singapore conferma una volta di più la scarsa efficienza del proprio telaio come anche del pacchetto aerodinamico. Delude Charles Leclerc (13°e al debutto su questa pista), il quale riesce comunque a rifilare sette decimi al compagno di squadra, Marcus Ericsson.
Sempre più in fondo alla classifica le due Williams, con Sirotkin (19°) davanti a Stroll (20°), con le monoposto del team di Grove staccate di oltre 5 secondi dalla Mercedes di Hamilton, ma, cosa ancora più grave, di quasi un secondo e mezzo dai rivali più vicini, rappresentati in questa circostanza dalla McLaren di Stoffel Vandoorne.

Cosa, aspettarsi, infine, dalla gara di domani (diretta esclusiva su SKY SPORT F1 HD e SKY SPORT UNO alle 14:10; differita in chiaro su TV8 alle 21:15)? Sorpassare a Singapore è pressochè impossibile, per cui i momenti chiave saranno sostanzialmente due: la partenza e la sosta ai box. Se al via sarà importante non commettere errori per non vedersi rovinata la propria gara, per quanto riguarda la sosta ai box al momento in cui scriviamo la tendenza delle squadre sarebbe quella di fare una sola sosta passando dalla Hypersoft del via (destinata a fare pochi giri, in quanto si deteriora piuttosto rapidamente) alla gomma Soft (più stabile, ma al contempo con tempi sul giro piuttosto alti). In alternativa, un'altra possibilità potrebbe essere fare una sola sosta passando dalla Hypersoft alla Ultrasoft, ma si tratta in questo caso di una soluzione valida cronometricamente parlando, ma molto al limite per quanto concerne la durata della gomma, visto l'abrasività dell'asfalto del circuito di Marina Bay.
Una possibile strategia potrebbe vertere su due soste partendo con gomme Hypersoft e montando nel corso della gara due set di gomme Ultrasoft: soluzione, questa, che consentirebbe di poter arrivare in fondo alla gara mantenendo anche delle buone performance cronometriche.

Ricordiamo, infine, come a Singapore nelle dieci edizioni precedenti del Gp sia regolarmente scesa in pista la Safety Car, per cui non è da escludere dei colpi di scena che possano in qualche modo determinare l'esito della gara.