Formula 1

Amarcord, Vettel e la prima vittoria in Formula 1

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Grande attesa a Monza per Sebastian Vettel su quello stesso circuito che dieci anni fa lo vide conquistare la sua prima vittoria in Formula 1.

Uno dei protagonisti più attesi. Non c'è dubbio che in vista del Gp d'Italia in programma questo fine settimana a Monza i riflettori siano tutti puntati su Sebastian Vettel, fresco vincitore con la sua Ferrari SF71-H del Gp del Belgio, corso domenica scorsa sul circuito di Spa-Francorschamps.
Un duello, quello con il pilota Mercedes ed attuale leader della classifica iridata Lewis Hamilton, che si riproporrà immancabilmente anche questo weekend su un circuito, quello brianzolo, che ha visto entrambi vincere diverse volte il Gp d'Italia, con il campione inglese giunto a ben 4 successi (2012 con la McLaren, 2014, 2015 e 2017 con la Mercedes), e il campione tedesco della Ferrari a quota 3 (2008 con la Toro Rosso, 2011 e 2013 con Red Bull).
Una pista, quella di Monza, che ha uno posto speciale nel cuore di Vettel: proprio su questo circuito, infatti, dieci anni fa conquistò a sorpresa la sua prima vittoria in Formula 1 al volante della Toro Rosso.

VETTEL E IL DEBUTTO IN FORMULA 1.

Una passione, quella per la velocità, che Sebastian comincia a coltivare fin dall'età di tre anni, quando il padre Norbert gli mette a disposizione un kart da 60cc per “tenerlo lontano dalla strada”, e che diventerà ancora più radicata all'età di 8 anni, quando, iscrittosi al kartodromo della famiglia Schumacher a Kerpen, non solo potrà conoscere e chiedere un autografo al suo idolo Michael Schumacher (in procinto di passare alla Ferrari), ma addirittura si metterà in luce nel corso di una gara amatoriale riuscendo a guidare con gomme slick su pista bagnata cavandosela peraltro egregiamente. Ad osservare la gara del piccolo Vettel c'è tra gli altri il Presidente del kartodromo, Gerhard Noack, uno che di talenti se ne intende, essendo stato peraltro lo scopritore di Michael Schumacher. Noack intuisce subito il talento di Sebastian, e così non esita a prenderlo sotto la sua ala protettrice, formandolo e rendendolo sempre più un pilota completo, aprendogli la strada del mondo che conta, dandogli così la possibilità di firmare a 13 anni per lo junior team della Red Bull.

Dopo alcuni titoli vinti con i kart a Kerpen, la conquista del Campionato tedesco di Formula BMW nel 2003 ottenendo 18 vittorie su 20 gare, e il debutto nel 2005 nella Formula 3 Euroseries con il team ASL Mücke Motorsport (sponsorizzato Red Bull) che lo vedrà classificarsi al quinto posto (l'anno successivo sarà secondo dietro al vincitore Paul Di Resta) aggiudicandosi il premio come miglior esordiente, nel 2006 ecco spalancarsi per lui le porte della Formula 1 con il team BMW Sauber che a partire dal Gp di Turchia lo ingaggia come terzo pilota nonché collaudatore.

Sebastian mostra fin da subito tutto il suo potenziale ottenendo il miglior tempo nella FP2 in Turchia e nei test di Monza antecedenti il Gp d'Italia, ricevendo i complimenti da parte proprio del suo idolo, Michael Schumacher, che negli anni a seguire diventerà anche un carissimo amico, e con cui vincerà in coppia per la Germania diverse edizioni della Race Of Champions.

Nel 2007 arriva il debutto in Formula 1 al volante della BMW Sauber nel Gp degli Usa a Indianapolis, dove sostituisce precauzionalmente Robert Kubica (dopo il terribile incidente che lo aveva visto uscire illeso la settimana prima a Montreal in occasione del Gp del Canada), portando a casa un preziosissimo ottavo posto, diventando così il più giovane pilota ad andare a punti nella storia della Formula 1. Nell'agosto dello stesso anno in occasione del Gp d'Ungheria ecco arrivare il passaggio alla Toro Rosso al posto del licenziato Scott Speed, con Vettel che nelle restanti gare del Mondiale sfiorerà il primo podio in carriera in Giappone prima di vederlo sfumare a causa di un incidente generato da Mark Webber in regime di Safety Car, per poi una settimana dopo in Cina conquistare il quarto posto e la riconferma per l'anno successivo.

Un 2008 che vede nella prima parte del Mondiale Vettel in grave difficoltà con ben 4 ritiri nelle prime 5 gare, con due quinti posti come miglior risultato a Monaco e in Belgio, ma è a Monza che la storia di Sebastian in Formula 1 cambia improvvisamente. Complice ancora una volta la sua ottima guida sul bagnato.

VETTEL: POLE POSITION E VITTORIA A MONZA.

Sabato 13 Settembre 2008, Circuito di Monza. C'è grande attesa per il Gp d'Italia che vede in lizza per il titolo iridato Lewis Hamilton con la McLaren-Mercedes e Felipe Massa per la Ferrari. L'attenzione è tutta per i due contendenti, separati in classifica da due punti, 76 a 74 a favore del pilota inglese della McLaren.
Le qualifiche, così come le prove libere, si svolgono sul bagnato. C'è grande indecisione per l'assetto, vista poi l'impossibilità a poterlo cambiare in regime di parco chiuso.
Se la Q1 mostra una McLaren piuttosto competitiva con poca pioggia in pista con Heikki Kovalainen davanti al caposquadra Lewis Hamilton e alla Toro Rosso motorizzata Ferrari di Sebastian Vettel, con l'aumento della pioggia in Q2 la situazione cambia a favore del giovane pilota tedesco, il quale con sei millesimi di vantaggio su Kovalainen passa con il miglior tempo in Q3, al termine di una manche che vedrà eliminati sia Hamilton che Raikkonen, rei di aver aspettato troppo ai box, e con l'inglese sceso in pista con gomme intermedie, insufficienti per smaltire la crescente quantità d'acqua presente sul circuito.
Anche in Q3 la lotta per la pole sarà limitata a Vettel e Kovalainen, con il primo che prevarrà di 76 millesimi sull'altro, diventando così il pilota più giovane di sempre in Formula 1 a conquistare una pole position.
Alle loro spalle la Red Bull di Mark Webber (1'38”117), e l'altra Toro Rosso motorizzata Ferrari di Sebastien Bourdais (1'38”445). Detto di Raikkonen 14° e Hamilton 15°, da registrare l'ottimo sesto posto in qualifica di Massa.

Domenica 14 Settembre 2008. Dopo aver piovuto nella mattinata, la gara inizia dietro alla Safety Car, che tornerà ai box al termine del secondo giro. Vettel può così cominciare a condurre la propria gara, dimostrando una volta di più di trovarsi perfettamente bene sul bagnato resistendo ai deboli attacchi di Heikki Kovalainen, più in difficoltà sul bagnato rispetto alle qualifiche del giorno prima.  Dalle retrovie comincia la rimonta di Kimi Raikkonen e di Lewis Hamilton, ma è l'inglese a dimostrarsi più in forma sul bagnato, e così nel corso dell'11° Giro in Curva 4 supera il pilota finlandese della Ferrari. Hamilton approfittando sia della scarsa competitività delle altre vetture sul bagnato sia dei primi pit stop  si lancia in una rimonta che lo porterà nel corso del 18° Giro ad insidiare la leadership di Vettel (appena fermatosi ai box per cambiare le gomme) senza successo, dovendosi poi fermare anche lui nei giri successivi e finendo nuovamente nelle retrovie.

La minore pioggia in pista spingerà i piloti nella seconda parte di gara a passare alle gomme intermedie e il Gp si concluderà con la netta vittoria di Sebastian Vettel che taglierà il traguardo con 12”512 di vantaggio sulla McLaren di Kovalainen, e con 20”503 sulla BMW di Robert Kubica, autore al pari di Alonso (classificatosi quarto) di un'ottima strategia che gli consentirà con un'unica sosta ai box di poter passare dalle gomme full wet alle gomme intermedie al momento giusto senza perdere troppo tempo, e senza dover fare a differenza degli altri una seconda sosta ai box. Al quinto posto la BMW-Sauber di Nick Hedifeld, seguito dalla Ferrari di Felipe Massa, e dalla McLaren di Hamilton (a poco meno di un secondo dal ferrarista). Con questa vittoria Vettel con 21 anni e 73 giorni diventa così il più giovane pilota nella storia della Formula 1 ad aggiudicarsi un Gp (record che verrà poi battuto il 15 Maggio 2016 da Max Verstappen, il quale si aggiudicherà con la Red Bull il Gp di Spagna a 18 anni, 7 mesi e 15 giorni).

Grandissima l'emozione per il pubblico italiano di risentire a due anni di distanza dal ritiro di Michael Schumacher il doppio inno tedesco (per Sebastian Vettel) e italiano (per la Toro Rosso). In tanti vedono in lui il nuovo Schumacher, viste le doti dimostrate sulla guida del bagnato e profetizzano un suo approdo in Ferrari, avvenuto poi nel 2015. Prima, però per Sebastian c'è un finale di stagione che lo vedrà confermarsi a Singapore (5° posto), Giappone (6° posto) e in Brasile (4° posto, con sorpasso ai danni di Lewis Hamilton), prima di approdare in Red Bull, dove tra il 2010 e il 2013 conquisterà ben 4 titoli mondiali. Ma questa, come direbbe Michael Ende, è un'altra storia.