Formula 1

Focus: Lawrence Stroll e il salvataggio della Force India

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Una cordata di imprenditori capitanata dal multimiliardario Lawrence Stroll (padre del pilota Williams, Lance) rileva le quote della Force India. Salvati tutti e quaranta i posti di lavoro dei dipendenti.

La quiete dopo la tempesta. Il titolo della celebre poesia del Leopardi è il migliore per descrivere la situazione occorsa al team Force India, passato in circa due settimane dall'amministrazione controllata alla possibilità seria e concreta di una nuova ripartenza, materializzatasi nella serata di martedì, quando una cordata di imprenditori capitanata dal miliardario canadese Lawrence Stroll (padre del giovane pilota Williams, Lance) si è proposta di rilevare le quote della squadra. Proposta subito accettata dal patron della scuderia anglo-indiana, Vijay Mallya. Finisce così un periodo piuttosto delicato per la squadra, che ora può guardare al futuro con maggiore fiducia e sollievo.

Un momento difficile, quello della Force India, iniziato due anni, nel 2016, quando il proprietario del team anglo-indiano, Vijay Mallya, viene denunciato da un consorzio costituito da 17 banche a causa della mancata restituzione di circa 90 miliardi di rupie (oltre un miliardo di euro) messi a disposizione dalle varie banche al fine di salvare la propria compagnia aerea, la Kingfisher Airlines, fallita il 20 Ottobre 2012. A questa denuncia, seguirà poi quella del fisco indiano che accusa il patron della scuderia di riciclare denaro, sostenendo come i soldi ricevuti dai vari istituti di credito per salvare la Kingfisher Airlines siano finiti in dei conti segreti presenti in alcuni paradisi fiscali. Nel Marzo 2017 Mallya per evitare l'arresto decide di lasciare l'India per rifugiarsi in Gran Bretagna, dove un mese dopo, il 18 Aprile, viene prima arrestato da Scotland Yard, e poi rilasciato in libertà provvisoria dietro pagamento di una cauzione di 650 mila sterline (circa 767 mila euro). Questa situazione fa si che Mallya non possa più seguire la squadra in pista nei vari Gp (se non in quello di Gran Bretagna a Silverstone), e così, per dedicarsi a tempo pieno alla risoluzione dei problemi legali, lo scorso 31 Maggio lascia il suo incarico di Ad, rimanendo comunque Presidente del team anglo-indiano, nonché azionista di maggioranza.

In questa situazione indubbiamente non facile bisogna dare atto alla Force India di aver conquistato per due stagioni consecutive nel 2016 e nel 2017 il quarto posto nella classifica costruttori, nonché di aver sempre portato in pista delle vetture estremamente competitive, ben supportate dalla power unit Mercedes.

A inizio anno, però, la situazione cambia: tra gennaio e febbraio, infatti, cominciano ad arrivare le prime voci di una Force India in difficoltà economica e per questo in ritardo tecnico con la progettazione della monoposto 2018. Ipotesi suffragate dalla decisione di mandare in pista nella prima sessione di test pre-campionato la monoposto 2017 su cui è stata dipinta la livrea 2018. Nel corso della seconda sessione di test pre-campionato cominciano a filtrare le prime indiscrezioni in merito a una possibile acquisizione del team da parte della Rich Energy, industria britannica specializzata nella produzione di bevande energetiche. Le due parti non riescono però a trovare l'accordo.

La sera dello scorso 27 Luglio l'Alta Corte di Londra decide di mettere in amministrazione controllata la Force India. Come verrà poi appreso in un secondo momento, a spingere i giudici a prendere questa decisione è stato il pilota messicano del team, Sergio Perez, il quale vantava per via di alcune sponsorizzazioni da lui messe a disposizione della squadra un credito di oltre 4 milioni di dollari dalla sua scuderia assieme alla Mercedes (creditrice di circa 10 milioni di dollari per via della fornitura delle proprie power unit), e allo sponsor principale BWT.

La situazione venutasi a creare martedì con la cordata di imprenditori guidati da Lawrence Stroll (e costituita da Andre Desmarais (manager canadese a capo della Power Corporation), da Jonathan Dudman (capo della Monaco Sports e Managements), da John Idol (capo della Michael Kors, sponsor McLaren nel biennio 2016-2017), John Mc Caw Jr, Michael De Picciotto, Silas Chou) se da una parte consente ai 40 dipendenti della Force India di poter mantenere il proprio posto di lavoro, e al team di poter tornare a lavorare con serenità sia agli sviluppi aerodinamici della monoposto 2018, sia alla progettazione della monoposto 2019, dall'altra è destinata ad avere una significativa ripercussione anche sul fronte piloti.

Non è un mistero, infatti, come Lance Stroll (figlio del multimiliardario canadese a capo della cordata che ha salvato la Force India, e attualmente in forza alla Williams) sia sempre più intenzionato a lasciare il team di Grove alle prese con una evidente crisi tecnica che lo ha portato quest'anno in fondo alla classifica costruttori. Considerato che Perez porta alla Force India un discreto contributo grazie alla sue sponsorizzazioni, non è da escludere che Stroll Jr possa in ottica 2019 prendere il volante attualmente occupato da Esteban Ocon, vicinissimo alla Renault nelle scorse settimane.
Quel che è certo è che se il cambio avverrà, non avverrà nel corso di questa stagione, in quanto come ribadito dal Direttore Operativo del team, Otmar Szafnauer, la squadra vuole riconfermare per il terzo anno consecutivo il quarto posto nella classifica costruttori (attualmente la Force India è al sesto posto con 59 punti, 23 meno della Renault, al momento in quarta posizione), e lo vuol fare con Perez ed Ocon al volante. Se sarà o meno rimonta, sarà solo il resto della stagione a dirlo.