Formula 1

F1, Gp Gran Bretagna: la vittoria di Vettel e la rimonta di Hamilton

© LAPRESSE

Sebastian Vettel riporta dopo 7 anni la Ferrari sul gradino più alto del podio di Silverstone aggiudicandosi il Gp di Gran Bretagna davanti alla Mercedes di Lewis Hamilton e all'altra Rossa guidata da Kimi Raikkonen.

Due grandi campioni che con il loro talento sono stati capaci di illuminare la gara. Il Gp di Gran Bretagna, corso ieri pomeriggio sul circuito di Silverstone ha ribadito ancora di più l'assoluto valore di Sebastian Vettel e Lewis Hamilton (non a caso impegnati nella lotta al titolo iridato) accomunati dalla passione e dalla volontà di vincere.
Una gara, quella inglese, che Vettel  (reduce da un fastidiosissimo mal di collo) vince sia al via dove, grazie a un'ottima partenza, riesce a superare subito Hamilton prendendo così la testa della corsa, sia sopratutto negli ultimi cinque giri grazie a un bellissimo sorpasso ai danni di Bottas che di fatto gli spalanca la via del successo in Gran Bretagna, che in Ferrari mancava dal 2011, quando ad aggiudicarsi il Gp era stato Fernando Alonso davanti alle Red Bull dello stesso pilota tedesco e di Mark Webber.
Una gara che la Ferrari e Vettel (al suo 51° sigillo in carriera, al pari di Alain Prost nella classifica dei vincitori di tutti i tempi) vincono giocando all'attacco su una pista che nelle ultime stagioni aveva riservato loro numerose delusioni, ribadendo una volta di più la validità della SF71-H, monoposto dal passo leggermente più lungo rispetto all'ottima SF70-H della passata stagione, e, proprio per questo, apparsa decisamente più a suo agio sul circuito britannico, dove la bontà della power unit Ferrari associata alla bontà del telaio e degli aggiornamenti aerodinamici portati dai tecnici del Cavallino hanno funzionato alla grande.

All'ottima gara di Sebastian Vettel, corrisponde una altrettanto entusiasmante rimonta da parte di Lewis Hamilton. Partito male con ruote che pattinavano al via e superato sia dal pilota tedesco che dal compagno di squadra Bottas, il campione inglese è stato spinto fuoripista involontariamente dall'altra Ferrari guidata da Kimi Raikkonen,ripartendo dalla 18° posizione. Una gara apparentemente finita, ma che Hamilton ha provato a ricostruire a suon di sorpassi (12 in circa 7-8 giri)  sempre con l'intento di voler trionfare davanti al pubblico di casa. Un sogno apparentemente impossibile da realizzarsi, ma che per poco ha rischiato di diventare realtà grazie all'ottima intuizione del muretto Mercedes di non far effettuare al quattro volte campione del mondo inglese una nuova sosta in occasione della safety car mandata in pista dai commissari dopo l'incidente occorso all'Alfa Romeo Sauber di Marcus Ericsson, in virtù delle gomme montate più tardi rispetto alla concorrenza, e che ha così consentito al campione di Stevenage di recuperare buona parte dello svantaggio acquisito nelle prime fasi di gara, concludendo così al secondo posto a poco più di due secondi da Vettel.

Una decisione che però al contempo è costata la vittoria alla W09 gemella di Valtteri Bottas, passato in testa subito dopo la sosta in regime di safety car della SF71-H del pilota tedesco della Ferrari e che fino all'ultimo ha provato senza riuscirci a difendere la sua leadership con delle gomme medie ormai finite, venendo superato da Vettel grazie a una bellissima manovra solamente a cinque giri dal termine, e rischiando di venir superato oltre che dal compagno di squadra Hamilton e dalla Ferrari di Raikkonen anche dalla Red Bull di Ricciardo, arrivato quinto con pochi decimi di distacco, in una giornata che ha visto la scuderia di Milton Keynes non solo perdere Verstappen negli ultimi giri per un problema tecnico ai freni, ma anche la stessa RB14 non essere particolarmente competitiva (come peraltro era emerso anche nelle simulazioni del venerdì), confermando ancora una volta le difficoltà nei tratti veloci a causa della mancanza di velocità della power unit Renault.

Tornando al podio, da sottolineare la buona gara di Kimi Raikkonen, conclusa al terzo posto grazie a un bellissimo sorpasso nel corso del 43° giro ai danni di Max Verstappen, dopo un duello intenso tra i due iniziato cinque tornate prima con un primo tentativo di sorpasso ad opera del pilota finlandese della Ferrari, a cui ha subito controrisposto  ottimamente il giovane pilota olandese della Red Bull. Una gara, quella di Kimi, condizionata inevitabilmente, come dicevamo prima, dal sorpasso ai danni di Hamilton al via, con il finlandese che involontariamente a ruote fumanti lo ha spinto fuori pista. Un episodio che Hamilton ha dimostrato a fine gara di non aver assolutamente digerito evitando inizialmente l'intervista post gara con Martin Brundle (recuperata poi dopo la premiazione sul podio) preferendo recarsi nel retropodio per rinfrescarsi e riflettere a mente fredda, e che poi lo ha spinto nel corso della Press Conference a sparare a zero sulla Ferrari ribadendo come per la seconda volta in tre gare una monoposto del team di Maranello avesse buttato fuori una Mercedes. Il pilota inglese ha poi aggiunto che d'ora in poi il loro obiettivo dovrà essere quello di conseguire il maggior numero di pole position in modo tale da stare il più lontano possibile dalle monoposto rosse. Dichiarazioni rispedite al mittente pochi istanti dopo da Sebastian Vettel, il quale ha sostenuto la non validità la teoria di Hamilton, ma che poi nei minuti successivi è stata ripresa dal Team Principal del team tedesco, Toto Wolff ai microfoni di Sky Sports UK sostenendo come a detta del Dt Allison dietro alla manovra compiuta da Raikkonen ci potesse essere solo incompetenza o deliberazione, e che ha innescato una serie di botta e risposta con il Team Principal del Cavallino, Maurizio Arrivabene, intervenuto ai microfoni di Sky Sport per difendere il proprio pilota. Lo stesso Wolff, intervistato in seguito da Sky Sport Italia, ha poi ritrattato quanto precedentemente dichiarato sostenendo come la manovra di Raikkonen non potesse esser stata assolutamente deliberata, e che quanto dichiarato in precedenza fosse da considerare uno “scherzo”.

Scherzo o non scherzo, il botta e risposta tra Mercedes e Ferrari è un chiaro segnale di come tra le due squadre il clima da qui fino a fine campionato sia destinato ulteriormente a surriscaldarsi, sintomo dell'evidente competitività (e superiorità tecnica) evidenziata dalla SF71-H, che il team campione del mondo sembra evidentemente aver mal digerito.

Scorrendo la classifica, bene la Renault che con Hulkenberg porta a casa un preziosissimo sesto posto, come anche Fernando Alonso che, in una settimana caratterizzata dall'allontanamento di Eric Boullier consente alla McLaren di portare a casa un positivo ottavo posto, sebbene dal team di Woking sia lecito aspettarsi qualcosa di più. Chi purtroppo è stato costretto al ritiro nel corso del 19° Giro è stato Charles Leclerc, autore fino a quel momento di un'ottima gara che lo aveva portato fino al settimo posto. Ritiro determinato da un errato avvitamento di una gomma posteriore, che ha spinto poi la Direzione gara a comminare una multa di 5000 dollari all'Alfa Romeo Sauber per unsafe release.
 


Questo, dunque, l'ordine di arrivo grazie alla schermata realizzata dalla FOM.

In Classifica Piloti Vettel (171) porta ad 8 i punti di vantaggio su Hamilton (163), seguito da Raikkonen (116), Ricciardo (106), Bottas (104), e Verstappen, fermo a 93 punti.

In Classifica Costruttori la Ferrari (287) porta a 20 i punti di vantaggio sulla Mercedes (267). Terza la Red Bull, con 199 punti. Seguono più staccate Renault (70 punti), Haas (51), Force India (49), e McLaren, a 48 punti.

Prossimo appuntamento con la Formula 1 Domenica 22 Luglio con il Gp di Germania, che verrà trasmesso in diretta esclusiva da SKY SPORT F1 HD e in differita serale su TV8.