Formula 1

F1, Gp Austria: la vittoria di Verstappen e la debacle Mercedes

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Max Verstappen (Red Bull) si aggiudica a sorpresa il Gp d'Austria davanti alle Ferrari di Kimi Raikkonen e di Sebastian Vettel. Doppio ritiro Mercedes per problemi tecnici: è la prima volta nell'era turboibrida!

Una gara emozionante e piena di colpi di scena. Chi si aspettava la netta vittoria Mercedes sul circuito del Red Bull Ring alla fine è rimasto deluso: ad aggiudicarsi il Gp d'Austria, nona prova del mondiale 2018 di Formula 1, è stato a sorpresa Max Verstappen su Red Bull, seguito dalle Ferrari di Kimi Raikkonen e di Sebastian Vettel.

Una vittoria, quella del giovane pilota olandese, assolutamente meritata, e che rimarca una volta di più il processo di maturità che dopo il Gp di Monaco il giovane Verstappen ha cominciato molto seriamente ad intraprendere. Del pilota nervoso e assai aggressivo in pista che troppi errori aveva commesso nelle prime gare della stagione non c'è più traccia: al suo posto un ragazzo serio, determinato, ma al contempo più abile a ragionare con freddezza all'interno dell'abitacolo. Un pilota che prova a tirare fuori il massimo dalla propria monoposto, cercando però al contempo anche la massima resa nella gestione dei pneumatici: una dote, questa, che si è rivelata a dir poco basilare nel corso della gara di ieri. In una giornata in cui le temperature dell'asfalto hanno toccato dei valori vicini ai 50° mai raggiunti nelle giornate di venerdì e sabato e che hanno mandato in crisi la quasi totalità dei team, Max è stato l'unico assieme alle Ferrari a gestire correttamente il blistering sulla gomma posteriore sinistra (tipologia soft) su cui ha disputato una lunghissima seconda parte di gara.
Se la Red Bull da una parte festeggia giustamente la vittoria di Verstappen, dall'altra, però, non può non ignorare quanto accaduto a Daniel Ricciardo, costretto a ritirarsi a causa di un problema al motore Renault rebrandizzato Tag Heuer). Già da qualche gara il pilota australiano di origini italiane stava continuando a guidare con  risultati meno validi rispetto al compagno di squadra a causa del MGU-K che tanti problemi gli aveva dato nella seconda parte del vittorioso Gp di Montecarlo pur di evitare una penalità in griglia, a questo punto non più rinviabile.

Quella di Verstappen è stata quindi la prima storica vittoria della Red Bull sul circuito di casa dopo anni di dominio Mercedes, subito davanti alle due Ferrari di Kimi Raikkonen e di Sebastian Vettel, autori entrambi di un'ottima gara che riporta non solo il pilota tedesco ma anche il team di Maranello in testa alle classifiche piloti e costruttori.
Una gara, quella disputata dai due piloti della Rossa, decisa come abbiamo già rilevato dall'ottima gestione delle gomme che alla fine ha fatto la differenza sulla concorrenza. Il set-up che tanti problemi aveva evidenziato nelle giornate di venerdì e sabato sopratutto nelle ultime due curve ieri è stato perfetto, quasi come se con l'aumento delle temperature fosse decisamente scomparso il sottosterzo presente su entrambe le SF71-H (in particolare su quella di Vettel).

Per il resto, molto buona è stata la gara di Raikkonen, autore di un'ottima partenza al via, dove, passando in mezzo alle due Mercedes, era riuscito addirittura a conquistare il secondo posto dietro alla W09 di Hamilton, prima di commettere un paio di lunghi tra curva 1 e curva 3 che hanno alla fine consentito a Bottas e a Verstappen di poterlo sopravanzare. Il finlandese si è poi rifatto nella seconda parte di gara recuperando prima la posizione persa ai danni di Ricciardo e poi andando alla caccia di Verstappen, arrivando a 1”504 di distacco alla bandiera a scacchi.

Molto buona anche la gara di Vettel, il quale senza prendere troppi rischi alla prima curva, giro dopo giro riesce a ricostruire la sua gara dopo le tre posizioni di penalità in griglia comminategli sabato pomeriggio dalla Direzione Gara riuscendo addirittura a salire sul podio, e a riconquistare la vetta della Classifica Piloti (bellissimo il sorpasso effettuato ai danni di Hamilton).

Chi esce sicuramente a pezzi dalla trasferta austriaca è a sorpresa la Mercedes, costretta dopo 44 gare a ritirarsi con entrambe le monoposto per problemi tecnici (Valtteri Bottas per un problema al cambio, e Lewis Hamilton per un problema all'alimentatore). Una situazione, questa, che nell'era turbo ibrida non si era mai verificata, e che, complice anche i problemi occorsi allo stesso pilota finlandese nel corso della FP2 del Gp di Francia e alla Force India di Perez (che monta la stessa specifica di motore 2.1 adottata dalla Mercedes) comincia a far sorgere nuovamente dei dubbi in merito alla nuova power unit portata in pista al Paul Ricard.
Come se questo non bastasse, il team campione del mondo ha evidenziato ancora una volta come sotto pressione vada facilmente in difficoltà (vedi la decisione di non far fermare Hamilton ai box in regime di VSC (Virtual Safety Car), adottata proprio a causa del ritiro di Bottas, come anche la difficile gestione delle gomme con mescola più morbida una volta che le temperature sono particolarmente alte. Rischio che la Mercedes potrebbe ritrovare nel prossimo weekend in Inghilterra, dove in questi giorni sta facendo particolarmente caldo, anche se l'utilizzo per l'ultima volta quest'anno (dopo Barcellona e Paul Ricard) delle gomme con battistrada ribassato di 0.4 mm con mescole molto dure e su un circuito che Hamilton ama particolarmente e dove ha vinto nelle ultime 4 edizioni consecutive potrebbe nuovamente mettere il team campione del mondo in una situazione di forza rispetto agli avversari.

Scorrendo rapidamente la classifica, da sottolineare le ottime performance di Haas e di Sauber che grazie all'arrivo a punti di entrambe le coppie di piloti consentono alla Ferrari di poter piazzare tutte e sei le power unit del Cavallino nei primi 10 posti.
Un risultato, quello della Haas, classificatasi quarta con Romain Grosjean (ai primi punti in campionato) e quinta con Kevin Magnussen, che non solo ripaga la squadra della delusione patita nella gara inaugurale a Melbourne, ma che ad oggi rappresenta in assoluto il miglior risultato conseguito dalla scuderia americana dal suo debutto in Formula 1.
Molto bene, dicevamo anche l'Alfa Romeo Sauber, che riesce a piazzare sia Charles Leclerc (9°), che Marcus Ericsson (10°) a punti.

Tra i protagonisti di giornata, infine, due parole anche su Fernando Alonso, il quale, partito dalla pitlane per la sostituzione dell'MGU-K Renault, come anche dell'ala anteriore (montata quella 2017, avendo finito il team quelle 2018, usate dal compagno di squadra Vandoorne)  è riuscito comunque a portare la sua McLaren all'ottavo posto in piena zona punti.

Riepiloghiamo, dunque, l'ordine di arrivo, con Max Verstappen che si aggiudica il Gp d'Austria con 1"504 sulla Ferrari di Kimi Raikkonen, e con 3"181 su quella di Sebastian Vettel. Doppiate ad un giro le Haas di Grosjean e di Magnussen, le Force India di Ocon e di Perez, la McLaren di Alonso e le Alfa Romeo Sauber di Leclerc e di Ericsson. Da sottolineare che il podio maturato ieri era lo stesso podio del Gp di Spagna 2016, a cui risaliva l'ultimo doppio ritiro Mercedes: in quel frangente, però Hamilton e Rosberg si eliminarono a vicenda dopo poche curve.

 

 

In Classifica Piloti Vettel (146) torna in testa con un punto di vantaggio su Hamilton (145). Al terzo posto sale Kimi Raikkonen (101), seguito da Ricciardo (96), Verstappen (93) e da Bottas (92).

In Classifica Costruttori torna in testa la Ferrari (247 punti), seguita dalla Mercedes (237). Terza la Red Bull con 189 punti. Più staccate Renault (62 punti), Haas (49), McLaren (44), e Force India (42).

Prossimo appuntamento con la Formula 1 domenica prossima, 8 Luglio con il Gp di Gran Bretagna, che verrà trasmesso in diretta esclusiva da SKY SPORT F1 HD e in differita serale da TV8.