Formula 1

Amarcord, Prost e la 100° vittoria Ferrari in Formula 1

© Zabulon Laurent/ABACA

Alain Prost regala alla Ferrari sul circuito di Le Castellet l'8 Luglio 1990 la 100° vittoria in un Gp di Formula 1 al termine di una gara che vedrà come protagonista anche Ivan Capelli a bordo della sua Leyton House.

Una delle piste più celebri ed affascinanti nella storia del Circus. A distanza di dieci anni dall'ultima edizione (disputata nel 2008 sul circuito di Magny Cours) la Formula 1 torna in Francia e lo fa sul circuito di Le Castellet (intitolato ormai da diversi anni al suo fondatore, l'industriale francese Paul Ricard (1909-1997)), da cui mancava da circa 28 anni.
Una stagione, quella 1990, ancora una volta all'insegna del grande duello Senna-Prost: a differenza, però, del biennio 1988-1989 i due piloti non sono più compagni di squadra in McLaren, con il Professore che aveva lasciato dopo sei anni il team di Woking a causa delle frizioni con il rivale brasiliano per approdare alla corte di Maranello al fianco di Nigel Mansell.
Osservando la classifica piloti, Senna si presenta a Le Castellet con 8 punti in più rispetto a Prost (31 vs 23), frutto di una prima parte di campionato molto positiva, contraddistinta dalle tre vittorie conseguite nella gara inaugurale a Phoenix, a Monaco e in Canada. Il francese dopo un inizio di campionato piuttosto tribolato a causa dei problemi di affidabilità che hanno afflitto la Ferrari 641 progettata da John Barnard (surriscaldamento del motore a causa di un'aerodinamica troppo chiusa), e che hanno portato all'allontanamento del tecnico inglese, si presenta più motivato e più forte che mai grazie alla vittoria conseguita nella gara precedente in Messico a bordo della nuova 641/2 progettata da Enrique Scalabroni, decisamente più competitiva rispetto al modello precedente. L'obiettivo di Prost non a caso è quello di sfruttare al massimo la gara di casa per cercare di rilanciarsi in campionato nella caccia al rivale brasiliano.


Le qualifiche confermano ancora di più la sensazione di un duello tra Ferrari e McLaren, con le monoposto dei due team che occupano le prime due file dello schieramento: ad ottenere la pole position è infatti Nigel Mansell (Ferrari) con il tempo di 1'04”402; seguito dalle due McLaren-Honda di Gerhard Berger (1'04”512) e di Ayrton Senna (1'04”549), e dal compagno di squadra Alain Prost (1'04”781). Più staccate le Benetton-Ford di Alessandro Nannini e di Nelson Piquet, qualificatesi quinto e nono, come anche le Williams-Renault di Riccardo Patrese e di Thierry Boutsen, rispettivamente sesto e ottavo in griglia di partenza. Scorrendo la top ten, colpisce non poco la presenza di entrambe le Leyton House, con Ivan Capelli settimo e Mauricio Guglielmin decimo: se nella gara precedente in Messico le due monoposto del team inglese progettate da un giovanissimo Adrian Newey non erano riuscite a qualificarsi, sul circuito francese le due Leyton House  (in particolare quella di Capelli) supportate dal motore Judd grazie a un pacchetto aerodinamico introdotto in questo GP si mostrano fin da subito molto competitive sul rettilineo del Mistral riuscendo quasi ad eguagliare le prestazioni dei top team.

La gara, costituita da 80 giri, vede al via la McLaren di Berger superare nettamente dopo poche curve la Ferrari di Mansell, imitato nel corso del secondo giro anche dal compagno di squadra Senna. Anche Prost non parte benissimo, superato sia dalla Benetton-Ford di Nannini che dalla Williams-Renault di Patrese.
Quando buona parte dei piloti è costretta a fermarsi ai box per il cambio gomme tra il 26° e il 32° Giro, ecco, a sorpresa, il primo colpo di scena: non solo le Leyton House di Capelli e di Guglielmin passano in testa, ma addirittura decidono di non effettuare la sosta, in quanto grazie al pacchetto aerodinamico messo a punto da Newey le gomme Goodyear montate sulle monoposto del team inglese sembrano non consumarsi così repentinamente come su Ferrari e McLaren.
Capelli e Guglielmin sono quindi in testa al Gp di Francia e in casa Leyton House si comincia giro dopo giro a pregustare il sapore di una vittoria a dir poco clamorosa e inaspettata, ma a sorpresa al 54° giro, ecco il primo campanello d'allarme: Guglielmin comincia a rallentare sempre più a causa di un problema di surriscaldamento del motore Judd. Prost, terzo dopo aver superato in occasione della sosta  ben quattro monoposto (la Benetton-Ford di Nannini, la Williams-Renault di Patrese e le McLaren-Honda di Senna e di Berger, queste ultime penalizzate da un problema nell'avvitamento della gomma posteriore sinistra durante il pit stop) ne approfitta e supera il pilota brasiliano della Leyton House, costretto al ritiro tre giri dopo per l'esplosione del motore.

Prost è quindi secondo, staccato di 5”311 da Capelli, e nel giro di poche tornate arriva a pochi decimi dal pilota milanese della Leyton House (circa sei intorno al 67° giro) tentando il sorpasso, senza di fatto riuscirci. In questa fase Capelli riesce a gestire molto bene la situazione, riuscendo addirittura ad aumentare il gap nei confronti della Rossa del Professore portandolo a 2”719 intorno al 70° Giro.

Una gara in apparenza dall'esito già scritto, ma in Formula 1 mai dare nulla per scontato, e così a pochi giri dal termine anche sulla monoposto di Capelli il motore Judd comincia a surriscaldarsi a causa di un calo della pressione del carburante e dell'olio, esattamente come era successo al compagno di squadra. Il pilota milanese è così costretto a rallentare sempre di più per cercare almeno di portare la monoposto fino al traguardo, con il distacco su Prost che scende dai 2”194 del 72° Giro ai 646 millesimi del giro successivo. Mai come in questo frangente il pilota francese della Ferrari sente che la vittoria sul circuito di casa è possibile, e così nel corso della 77° tornata supera alla Courbe De Signes Capelli portandosi in testa alla gara, ed andando così a vincere il Gp di Francia, con 8”626 sul pilota milanese, il quale con molta fatica, riuscirà comunque a portare la propria monoposto fino al traguardo, e con 11”606 sul rivale di sempre, Senna.

Una vittoria, quella conseguita da Prost l'8 Luglio 1990, diversa da tutte le altre per la Ferrari: si tratta, infatti, della 100° vittoria di un team in Formula 1. Un traguardo, fino a quel momento mai raggiunto da nessun'altra squadra e che nel corso degli anni verrà prima raggiunto e poi superato oltre che dal team di Maranello (arrivato oggi a 232 vittorie), anche da McLaren (182) e Williams (114).