Formula 1

F1, Gp Messico: Hamilton e il quarto titolo iridato

Lewis Hamilton pluricampione con i complimenti di Sebstian Vettel

Sebastian Vettel, Max Verstappen, Lewis Hamilton. A poche ore dal Gp del Messico era chiaro a tutti chi sarebbero stati i protagonisti della gara, indicati secondo l'ordine di piazzamento in qualifica, ognuno con un obiettivo ben preciso. Se per il pilota tedesco della Ferrari l'obiettivo era vincere la gara, forte della sua pole position o quantomeno arrivare secondo, sperando in un Hamilton fuori dalla zona punti, per il giovane pilota olandese della Red Bull la gara messicana rappresentava sicuramente un'occasione per poter dimostrare una volta di più la ritrovata competitività della sua Red Bull (sebbene alcuni voci nel paddock sostengano che questa rinascita del team di Milton Keynes sia legata anche all'aver introdotto in concomitanza dell'addio del delegato FIA Budkowski una nuova sospensione anteriore attiva), ribadendo al contempo come da Singapore ad oggi sia il pilota ad aver ottenuto il maggior numero di punti dopo una parte di stagione piuttosto deludente; per Hamilton, infine, il Gp del Messico può rappresentare il primo match point utile per la conquista del quarto titolo iridato, raggiungendo così nella classifica di tutti i tempi non solo Alain Prost, ma anche (guarda caso!) Sebastian Vettel. Il pilota inglese della Mercedes, però, non si accontenta del quinto posto (condizione minima per vincere il titolo in caso di vittoria della gara da parte di Vettel): il suo sogno è quello di vincere il Mondiale salendo sul gradino più alto del podio.

Non c'è dubbio, però, che uno degli aspetti a cui tutti guardavano con una certa attenzione era sicuramente la partenza, con Vettel e Hamilton che partono dal lato più pulito della pista dove è più facile innescare il grip per via della gommatura già presente dalle giornate precedenti, Verstappen da quello leggermente più sporco. A differenza delle altre piste, infatti, il circuito dedicato ai fratelli Rodriguez dalla linea di partenza fino alla prima curva presenta un rettilineo di circa 892 m, che consente così ai piloti di poter arrivare anche in tre alla prima curva. Mai come in quel frangente, diventa decisivo lo scatto, la rapidità con cui riesci ad arrivare più rapidamente degli altri da 0 a 240 Km/h in quel tratto di pista.

Partenza che di fatto ha deciso l'esito del Gp del Messico, e che quindi, andiamo ad esaminare.

Partenza Sequenze 1_4

Al via Vettel (Foto 1) ha un buono scatto al via, ma non riesce a sfruttare il vantaggio di partire dalla pole, in quanto anche Verstappen (nonostante partisse dal lato sporco della pista) ed Hamilton hanno fatto la stessa cosa. Arriviamo così in prossimità della prima curva con i tre quasi allo stesso livello. All'altezza della prima curva il giovane pilota olandese della Red Bull attacca di forza la Ferrari del pilota tedesco (Foto 2) superandolo, conquistando così la testa della gara (Foto 3). Nel tentativo di sorpasso, però, tra i due c'è stato un contatto, come possiamo vedere dalla Foto 2, con la gomma posteriore destra di Verstappen che danneggia l'ala anteriore della Ferrari di Vettel. Nel frattempo all'altezza della curva 3 che porta a un breve rettilineo, alla sinistra di Vettel compare anche la Mercedes di Hamilton, con sulla destra l'altra Freccia d'Argento guidata da Bottas, a mò di sandwich. Vettel inevitabilmente deve spostare la sua monoposto sulla sinistra, e finisce così con l'appoggiare involontariamente la sua gomma anteriore sinistra sulla posteriore destra di Hamilton, finendo non solo con il danneggiare ulteriormente la sua ala anteriore, ma finendo anche con il toccare e rompere il diffusore posteriore della Mercedes W08 dell'inglese (Foto 4).

Se Verstappen può così scappare via verso la terza vittoria in carriera senza particolarmente soffrire precedendo di 19”678 la Mercedes di Bottas e di 54”007 la Ferrari di Raikkonen (autori, entrambi, di una gara decisamente sotto tono), per Vettel e per Hamilton, la corsa può considerarsi di fatto segnata, costretti entrambi a una difficile rimonta dal fondo.

Una rimonta che vedrà da una parte il pilota tedesco della Ferrari risalire fino al quarto posto finale (faticando non poco nei sorpassi alla Williams di Felipe Massa al 13° Giro (sopra raffigurato) e alla McLaren-Honda di Fernando Alonso) grazie a una SF70-H apparsa decisamente competitiva, dall'altra il pilota inglese della Mercedes in difficoltà nei sorpassi (e doppiato da Verstappen nel corso del 22° Giro) per via del diffusore rovinato in seguito al contatto con Vettel, ma capace comunque di arrivare prima in zona punti al 10° posto, e poi di conquistare la 9° posizione finale (acquisendo così la certezza matematica del titolo) al 68° dei 71 giri in programma al termine di un bellissimo duello con la McLaren di Fernando Alonso.

Un duello, quello tra i due ex compagni di squadra nel 2007 in McLaren, che dimostra, caso mai ce ne fosse bisogno, l'assoluto valore del pilota asturiano, capace di resistere fino all'ultimo al pilota inglese della Mercedes, nonostante le differenti velocità di punte tra la power unit tedesca e quella Honda, ma ancor più come Alonso possa ancora dare tantissimo alla Formula 1.

Dunque, grazie al nono posto conseguito ieri (e al contemporaneo quarto posto di Vettel), Lewis Hamilton si può dunque laureare Campione del Mondo per la quarta volta (i titoli precedenti, lo ricordiamo erano stati conquistati nel 2008 con La McLaren, nel 2014 e nel 2015 con la Mercedes). Da una parte evidente la delusione per una gara che il campione di Stevenage si aspettava sicuramente diversa, azzerata però dalla gioia per la conquista del titolo iridato, come peraltro ribadita nell'intervista rilasciata in pista all'ex pilota di F1 (e ora commentatore televisivo per Channel 4), David Coulthard. “Voglio solo ringraziare tutti coloro che sono venuti per sostenerci. Spero di essere riuscito a dargli una grande gara. I tifosi messicani sono, credo, i migliori che ho visto in tutto il mondo. (…) Ho fatto tutto quello che potevo. Ho avuto una buona partenza. Non so cosa sia successo alla curva 3, ma gli ho dato un sacco di spazio. Ho provato a fare il mio il più duramente possibile pur di tornare. Solo un grande ringraziamento alla mia famiglia, al mio team- la Mercedes è stata incredibile negli ultimi 5 anni, e sono così orgoglioso di farvi parte. (…)

Ovviamente, questo non è il tipo di gara che voglio, quando tu sei 40 secondi dietro o qualcosa del genere. Ma sai, non ho mai smesso di crederci, e questo è importante, quello che è nel mio cuore. Ho continuato a tirare fino alla fine (…)”.

Se Hamilton festeggia il quarto titolo iridato, non possiamo non sottolineare lo stato d'animo di Sebastian Vettel. Se come possiamo vedere dalla fotografia sopra pubblicata, il pilota tedesco della Ferrari non ha mancato di complimentarsi con il pilota inglese (applaudito anche in pista in occasione del giro di rientro), il campione di Heppenheim si è presentato ai box con la stampa piuttosto demoralizzato, dando l'impressione che, nonostante i 66 punti di distacco, Sebastian credeva veramente a una possibilità di rimonta. “Ovviamente è deludente. Non è così importante quello che abbiamo fatto oggi, è importante quello che ha fatto Lewis. Ha fatto un ottimo lavoro tutto l'anno e merita di vincere il titolo. Quindi, congratulazioni a lui. Oggi è il suo giorno, non è di nessun altro. Non ho paura di Lewis, mi piace gareggiare con lui, ma mi avrebbe fatto piacere fare qualcosa di più in questa stagione. Ma nel complesso loro (la Mercedes) era il gruppo migliore.”

Se Hamilton, dunque, vince il suo quarto titolo piloti con due gare di anticipo, guai a pensare a un mondiale privo d'interesse.

Come possiamo vedere dalla Classifica Piloti, infatti, Bottas in virtù del secondo posto conquistato ieri, si è riavvicinato a Vettel: solamente 15 punti separano i due piloti, con il ferrarista che dovrà provare a combattere fino all'ultima curva dell'ultima gara, come sostiene da sempre il Team Principal del Cavallino, Maurizio Arrivabene.

[Classifica Costruttori] In Classifica Costruttori con la Mercedes già sicura del titolo con 595 punti, la Ferrari conquista matematicamente la seconda posizione con 455 punti. Stabile al terzo posto la Red Bull con 340 punti, seguita dalla Force India a quota 175. Più staccate la Williams a 76 punti, Toro Rosso a 53 punti, mentre la Renault, settima a 48 punti, vede assottigliarsi a un solo punto il vantaggio sulla Haas, ottava a 47 punti, forte dell'ottavo posto conquistato ieri da Kevin Magnussen.

Prossimo appuntamento con la Formula 1 domenica 12 Novembre con il Gp del Brasile (diretta esclusiva SKY SPORT, differita RAI).