Formula 1

F1, Mercedes e il quarto titolo Costruttori

Un passo decisivo verso il quarto titolo Mondiale. Nel giorno in cui la Mercedes conquista il suo quarto titolo Costruttori consecutivo e la Ferrari torna sul podio con Sebastian Vettel 2° e Kimi Raikkonen 3°, i riflettori sono per tutti per Lewis Hamilton, il quale non solamente vince il Gp degli Usa, 17° prova del Mondiale 2017 di Formula 1, ma addirittura porta a 66 i punti di vantaggio (su un massimale di 75 ancora da assegnare) sul pilota tedesco della scuderia di Maranello.

Che la pista di Austin potesse essere favorevole alla Mercedes e più in particolare ad Hamilton non era certo un segreto, come dimostravano le 4 vittorie su 5 edizioni della gara disputata sul Circuito delle Americhe, ma anche le varie sessioni di prove libere e qualifiche che avevano sempre visto il campione inglese di Sevenage svettare davanti a tutti. La gara di ieri ha finito per confermare di fatto quanto emerso nei giorni precedenti.

Partenza 2

Nonostante Vettel al via sia riuscito a superare brillantemente Hamilton portandosi subito in testa alla gara, sono bastati 6 giri al pilota della Mercedes per recuperare il gap accusato nei primi giri e superare il pilota di Heppenheim, alle prese con dei seri problemi di blistering sulle Ultrasoft della sua SF70-H.

Da lì in poi Hamilton non ha più avuto ostacoli nella sua corsa verso la vittoria. Neppure il ritornare in pista con pochi decimi di vantaggio su Vettel dopo la prima e unica sosta, o il successivo sorpasso su Verstappen ha mai impensierito o preoccupato particolarmente il pilota inglese, capace di esprimersi come nessun altro sulla pista texana, e a ben interpretare sopratutto il primo settore, caratterizzato da numerosi cambi di direzione in cui la sua guida aggressiva emerge come forse in nessun'altra pista, senza peraltro patire problemi con le gomme soft portate qui dalla Pirelli. Non è quindi un caso che Hamilton sia riuscito a concludere la gara con un solo pit stop senza doversi fermare una seconda volta come invece è successo a Vettel, a Verstappen (scelta in questo caso giustificata, partendo dalle ultime file dello schieramento per via della sostituzione della power unit), e al proprio compagno di squadra, Valtteri Bottas.

Se dunque Hamilton festeggia una nuova importante vittoria in vista di un titolo piloti praticamente a un passo dall'essere conquistato, non può fare del tutto festa la Mercedes, nonostante il titolo costruttori messo in bacheca.

Hamilton Vettel 19° Giro

Dopo la sosta al 16° Giro di Vettel (passato da gomme Ultrasoft a gomme Soft con il tentativo (non riuscito) di finire la gara), il team campione del mondo ha lasciato troppi giri fuori Hamilton prima di effettuare la prima sosta al 19° Giro, consentendo così alla Ferrari del pilota tedesco di azzerare di fatto il vantaggio accumulato dal pilota inglese in precedenza, passato da oltre 5 secondi a poco più di 8 decimi. Vero, con il passare dei giri Hamilton ha progressivamente ricostruito il vantaggio perso, ma se per assurdo ci fosse stato un inconveniente di qualsiasi genere nel corso del pit stop, Vettel sarebbe stato sicuramente davanti. Dimostrazione che sul fronte delle strategie in Mercedes manca ancora un po' di reattività di fronte alle mosse della concorrenza.

Bottas Ricciardo Gara tris

Se Hamilton, come dicevamo, di fatto è riuscito a dare il suo ritmo alla gara denotando una volta di più il suo feeling con la pista di Austin, ancora una volta dobbiamo registrare le difficoltà del compagno di squadra, Valtteri Bottas, autore di un bellissimo duello con la Red Bull di Daniel Ricciardo (poi costretto al ritiro nel corso del 15° Giro per un problema alla power unit Renault) qui raffigurato e giunto sul traguardo 5° a ben 34 secondi, quasi come se stesse guidando un'altra Mercedes rispetto all'inglese. Difficoltà acuite con l'introduzione dell'ultimo pacchetto aerodinamico in Malesia, che il finlandese sembra di fatto non sopportare: se la monoposto è diventata di fatto più nervosa soddisfando così Hamilton, Bottas fa decisamente più fatica a gestire la monoposto, girando più lento rispetto al proprio caposquadra.

Vettel  Bottas 51° Giro bis

Chi dopo Monza torna finalmente a salire sul podio è la Ferrari con Sebastian Vettel (sopra raffigurato in occasione del sorpasso effettuato al 51° Giro ai danni della Mercedes del già citato Bottas) e con Kimi Raikkonen. Una gara positiva quella del pilota tedesco, ma non sufficiente a recuperare punti ad Hamilton in classifica piloti: salvo la partenza, e gli ultimi giri con le supersoft, il pilota tedesco non è riuscito di fatto a girare nei tempi del pilota inglese della Mercedes, mostrando peraltro una insolita tendenza a del blistering nel primo stint di gara, e persino del sottosterzo con le gomme Soft che ha condizionato non poco il ritmo di gara del tedesco.

Raikkonen Gara

Chi invece esce sicuramente a testa alta da Austin è Kimi Raikkonen, autore di un'ottima gara e sopratutto molto abile a gestire le gomme Soft, soffrendo nel finale con Verstappen, ma senza di fatto necessitare di una seconda sosta. Sulla gara del pilota finlandese è necessario però fare un'osservazione: rispetto alla monoposto di Vettel, il pilota finlandese montava il vecchio aggiornamento aerodinamico comprensivo di fondo, diffusore, ala posteriore, e che alla fine si è rivelato persino migliore delle ultime novità portate in pista. Non solamente Kimi non ha sofferto dei problemi di gomme che hanno caratterizzato la gara di Vettel, ma al momento opportuno non ha esitato ad aiutare il compagno di squadra, cedendogli la posizione in modo da consentirgli di tenere ancora accesa la flabile fiammella di speranza per il titolo piloti.

Non c'è dubbio, però, che l'episodio che ha deciso la gara di Raikkonen (e di fatto il terzo gradino del podio, non mancando di generare polemiche) sia stato il duello finale con Max Verstappen.

Sorpasso Verstappen Raikkonen 1_4

Come possiamo vedere dalle immagini, Verstappen in scia alla Rossa (1) prima affianca (2) e poi effettivamente supera Kimi Raikkonen (4), ma (ed è questo il punto che ha spinto i commissari a penalizzarlo) con tutte e 4 le ruote sul cordolo (3). Fuori cioè dalla sede stradale. Questo comportamento da parte del pilota olandese della Red Bull ha spinto i commissari ad comminargli una penalità di 5 secondi perdendo così il podio appena conquistato.

Come già avvenuto in Messico lo scorso anno, il Capo della Comunicazione FIA Matteo Bonciani ha così invitato Verstappen a lasciare il retropalco a favore di Raikkonen, richiamato d'urgenza per salire sul podio. Forte la rabbia del giovane pilota olandese che nel dopo gara ha protestato non poco per la decisione presa dai commissari, anche se le immagini sono piuttosto eloquenti.

Riepilogo Gara

Sperando di farvi cosa gradita, andiamo a riepilogare l'ordine di arrivo della gara, tramite la consueta tabella riepilogativa della FOM.

Classifica Piloti

In Classifica Piloti Hamilton porta a 66 i punti di vantaggio su Sebastian Vettel: 331 i punti del pilota inglese, contro i 265 del pilota tedesco della Ferrari. Al terzo posto Bottas si porta a 244 punti. Seguono al quarto posto Ricciardo a 192 punti, Raikkonen a quota 163, e Verstappen a 123 punti.

Classifica CostruttoriIn Classifica Costruttori la Mercedes conquista il titolo con tre gare di anticipo con 575 punti, seguita dalla Ferrari a quota 428 (mancano ancora 15 punti per la certezza matematica del secondo posto). Terza la Red Bull a quota 315. Più staccata Force India a 159 punti, seguita dalla Williams a 68 punti, dalla Toro Rosso a quota 53 (buon 10° posto di Kvyat, al rientro dopo due gare di stop), e dalla Renault a 48 (grazie al 7° posto di Sainz, autore di un'ottima gara all'esordio con il team francese).

Prossimo appuntamento con la F1 Domenica prossima, 29 Ottobre con il Gp del Messico, in diretta su RAI e SKY.

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold Twitter: @ruggero81