Formula 1

L'incidente di Sainz e le barriere in Formula 1

Un incidente che ha spaventato non poco la Formula 1, conclusosi per fortuna senza nessuna conseguenza, ma che porta al contempo team e piloti ad interrogarsi nuovamente sul capitolo sicurezza. Il terribile incidente occorso al pilota spagnolo Carlos Sainz Jr in occasione della FP3 del Gp di Russia di Formula 1 torna a porre in evidenza la questione delle barriere di protezione. Se è vero che da una parte le barriere hanno svolto pienamente il proprio lavoro andando ad assorbire il violentissimo urto generato dalla Toro Rosso (andatasi ad impattare alla velocità di 309.4 Km/h) e consentendo al pilota, salvo un po' di mal di collo e mal di schiena, di uscirne praticamente illeso, dall'altra ha lasciato abbastanza perplessi piloti e team come esse si siano alzate al momento dell'urto, con la Toro Rosso entratavi a mò di coltello, e con una ventina di minuti necessari a liberare il pilota dalle protezioni stesse. Un urto, quello di Sainz, che ricorda nella sua conclusione l'altrettanto violento urto occorso all'ex pilota di F1, Luciano Burti, durante il GP del Belgio, disputato il 2 Settembre 2001 sul circuito di Spa-Francorschamps. [embed]http://www.youtube.com/watch?v=1Lc_9wCEs7o[/embed] Se andiamo a rivedere le immagini, sopra riportate,a parte l'inizio dell'incidente che ha cause indubbiamente diverse (nel caso di Sainz potrebbe esser stato o un errore del pilota o una frenata fatta con gomme non sufficientemente riscaldate; nel caso di Burti fu invece generato da una collisione della sua Prost motorizzata Ferrari con la Jaguar dell'ex pilota Ferrari Irvine), il resto dell'incidente è praticamente simile con le due monoposto che vanno a sbattere contro le barriere e a finirne sotto. Se nel caso di Burti l'incidente purtroppo comportò anche un trauma facciale che di fatto portò alla conclusione della carriera in F1 del pilota brasiliano, passato poi grazie all'influenza dell'amico Rubens Barrichello in Ferrari come test driver dal 2002 al 2004 e poi in Brasile nelle Stock Car l'anno successivo, per poi appendere il casco al chiodo negli anni successivi e diventando così commentatore tv delle gare di F1 per Rede Globo, fortunatamente, come dicevamo sopra, per Sainz non ci sono state conseguenze rilevanti a dimostrazione di come le scocche in Formula 1 abbiano fatto nel corso degli anni un notevole passo in avanti sul fronte della sicurezza. Altro incidente simile è avvenuto quest'anno anche all'altro pilota della Toro Rosso, Max Verstappen, il quale, tamponando il pilota della Lotus, Romain Grosjean, andò a sbattere contro le barriere in occasione del GP di Montecarlo. Bisogna rilevare però che, a contrario di quanto avvenuto sabato a Sochi, le barriere assorbirono l'urto ma non si alzarono. Resta quindi il dilemma barriere, che, come dicevamo, dopo l'incidente di Sainz, ha portato team e piloti a tornare sull'argomento. Se per il Direttore di gara, Charlie Whiting, le barriere non sarebbero minimamente oggetto di problemi (“Perché con Max non si sono mosse e con Carlos sì? Questione di circostanze, escludo che siano mal fissate, semmai bisognerebbe concentrarsi sul lato positivo della vicenda, ovvero che Sainz è ok. Le protezioni hanno fatto il loro dovere”), c'è chi la pensa diversamente. A cominciare dal Team Principal Toro Rosso, Franz Tost, il quale, intervistato dall'agenzia di stampa Reuters, ha rievocato proprio l'incidente di Burti. “Penso che sia un po’ pericoloso quanto visto oggi, mi ha ricordato quanto accaduto a Burti a Spa, le barriere dovrebbero assorbire sì l’impatto ma credo che dovrebbero essere un po’ più compatte. Non sono la persona adatta a parlare di queste cose ma sono certo che la Fia se ne occuperà”. A favore della linea di Tost anche il compagno di squadra di Sainz, Max Verstappen (“Bisogna trovare una soluzione. Penso che la barriera non dovrebbe alzarsi così, anche perché potrebbe colpire la testa. Sono sicuro che nella prossima riunione ne parleremo, e si proverà a risolvere la cosa per il prossimo anno…”), e il pilota della Ferrari, Sebastian Vettel, da sempre molto attento alle questioni legate alla sicurezza (“È stato scioccante vedere come Carlos è stato coperto dalle barriere. Rispetto all’incidente di Monaco di Max, il modo in cui hanno lavorato le barriere è stato diverso. L’idea delle barriere consiste nel fatto che non devono finire sopra e la vettura non deve andarci sotto. Sarà un qualcosa che dovremo cercare di capire”. ). Un argomento, quello delle barriere, che, siamo certi, sarà preso seriamente in considerazione, al fine di garantire una effettiva sicurezza del pilota così come sta accadendo tuttora, ma facendo in modo al contempo di non vedere più monoposto che si infilino sotto esse. Rüdiger Franz Gaetano Herberhold