Formula 1

F1, Alonso e il motore da GP 2

Una comunicazione che non mancherà di far discutere per parecchio tempo. Il team radio con cui al 26° giro Fernando Alonso si è sfogato dopo aver subito l’ennesimo sorpasso in gara ad opera della Toro Rosso di Max Verstappen (“Motore da GP2, Motore da GP2, Argh!”) durante il Gp del Giappone di Formula 1, in mondovisione e a casa della Honda (con i vertici del motorista nipponico presenti sul circuito) rappresenta forse il punto massimo della frustrazione con cui il pilota spagnolo sta disputando i GP nel corso di questa stagione. Non è la prima volta che il pilota spagnolo ama polemizzare tramite i team radio (ricordare in tal senso la polemica con i tecnici Ferrari in occasione del Gp d’Italia del 2013, apostrofati via radio in occasione delle qualifiche o geni o scemi. Team radio del quale non è mai stato possibile apprendere quale fosse la corretta versione), o polemizzare verso le scuderie con cui si corre o si è corso in passato (se vogliamo, questo può essere l’unico limite dell’Alonso pilota). Detto questo, però, non si può neanche nascondere come nel team radio pronunciato dal pilota asturiano domenica non ci possa essere in fondo un pizzico di verità. Non sappiamo se da GP2, ma che il motore Honda sia stato nel corso della stagione il motore meno potente dell’intero lotto è purtroppo assodato. Come ribadito anche dal responsabile tecnico di Honda Motorsport, Yasuhisa Arai, al momento il problema più grosso per la power unit giapponese , dopo aver fatto rispetto alla prima versione un notevole passo avanti con il motore a combustione interna, rappresenta sicuramente il recupero dell’energia per quanto riguarda la componente ibrida. Oltre 160 cavalli che mancano sia al pilota asturiano che a Button e che spiegano la notevole differenza in pista rispetto alle monoposto più quotate come Mercedes e Ferrari come anche le prestazioni non soddisfacenti dei piloti McLaren, abituati a fornire delle prestazioni in pista decisamente più convincenti. Detto questo, quindi, Alonso ha ben fatto a lamentarsi della minore potenza del suo motore, anche se poteva farlo in maniera più riservata, ai box, e non in mondovisione. Come detto, il team radio di Alonso, non ha mancato di generare polemiche. In una intervista rilasciata a Sky Sports UK, il patron della McLaren, Ron Dennis, pur cercando di giustificare parzialmente Fernando Alonso, non ha mancato comunque di richiamarlo, affermando che “ Fernando non è stato molto costruttivo; abbiamo qui presenti i vertici della Honda e sono tutti impegnati a rendere vincente questa sfida. Però lui è un pilota che vive di adrenalina e passione per le corse, se c’è frustrazione può capitare e quindi non sarei troppo arrabbiato con lui per quello che ha detto. Come si può controllare un pilota una volta che è  in macchina? Non mi arrabbierò per questo, devo essere professionale, mettere da parte quanto successo e se avrò qualcosa da dire lo dirò a Fernando. I piloti si interfacciano relativamente poco con il management Honda. Parlano con i tecnici. Magari l’ha fatto perché il messaggio venisse sentito da tutti. Non ci passerò sopra, ma non criticherò i nostri piloti. Sistemerò le cose a porte chiuse”. Dopo il team radio polemico, Alonso, intervistato a fine gara dalla BBC, ha tenuto a chiarire come “il team ha tutto il mio sostegno; il deficit di potenza che abbiamo è tale che è come un’altra categoria”, per poi ribadire in serata tramite Twitter che a volte vengono trasmessi dei team radio che rappresentano delle conversazioni private e che tali dovrebbero rimanere, e che lui intende onorare il contratto di tre anni con la McLaren, andando così a smentire quelle voci che vorrebbero il pilota asturiano prossimo al divorzio dalla scuderia di Woking in cerca di un volante alla Red Bull o addirittura a lasciare la Formula 1 per passare alla categoria Endurance. Alle dichiarazioni di Alonso ha poi risposto ieri, come dicevamo, il Responsabile tecnico di Honda Motorsport, Yasuhisa Arai, il quale, ha così commentato il team radio e non solo “Fa parte delle responsabilità della squadra non creare delle situazioni come questa. Come team facciamo tutto il possibile per restare uniti e non creare delle divisioni. Honda è sempre stata onesta. Abbiamo spiegato a che punto ci troviamo, ma questo non è stato fatto come team e sarebbe stato meglio dirlo a tutti. Sapevamo che sarebbe stato molto difficile, ma, allo stesso tempo, essere qui nel 2015 ci ha permesso di imparare molto. In ogni caso, come detto in precedenza, non è tutta colpa del motore. Anche in termini di telaio stiamo facendo molta fatica”. Conferma, come avevamo già visto a Singapore, con entrambe le McLaren ritiratesi per un problema al cambio non dipendente da Honda, che oltre al motore sono anche altri i problemi della McLaren MP 4/30. In attesa di ulterori sviluppi della questione, l’augurio che ci sentiamo di fare da appassionati di Formula 1, è di vedere presto la Mc Laren-Honda tornare ad essere competitiva, così come lo era stata nel suo primo ciclo in Formula 1 sul finire degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90. In un campionato letteralmente dominato dalla Mercedes e che ha visto in questa stagione un progressivo recupero da parte della Ferrari, il recupero della scuderia di Woking consentirebbe di avere in pista non solo tre macchine realmente competitive ma anche di avere in pista ben tre motoristi diversi capaci di rendere le gare più appassionanti e divertenti rispetto alla situazione attuale. Rüdiger Franz Gaetano Herberhold