Formula 1

F1, Gp Singapore: Vettel e il terzo sigillo Ferrari

Una vittoria ottenuta guidando non solo brillantemente ma anche mentalmente, con una grande visione di gara. Dopo due safety car che di fatto avevano azzerato per ben due volte il vantaggio fin lì ottenuto, ci voleva poco per perdere la testa, e invece per fortuna così non è stato. Sebastian Vettel regala la terza vittoria stagionale alla Ferrari disputando un weekend di grandissimo livello e disputando a nostro giudizio una delle sue gare più belle in carriera, dimostrando caso mai ce ne fosse bisogno a tutti che i titoli conquistati gli anni scorsi in Red Bull non erano dovuti solamente al fatto di possedere un'ottima monoposto telaisticamente parlando, ma che in una Formula 1 sempre più tecnologica anche lo stile di guida e la visione di gara del pilota sono altresì importanti. Vettel prime fasi Gara Già in qualifica Sebastian era stato davvero all'altezza della situazione, ma anche in partenza non è stato di meno: vero, forse allo start la Red Bull di Ricciardo era leggermente scattata meglio, ma dopo pochi secondi la Ferrari numero 5 del pilota tedesco di Heppenheim riusciva non solamente a recuperare i metri perduti, ma a passare davanti a tutti alla prima curva a imbuto, e a chiudere il primo giro distanziando Riccardo, Raikkonen e company di circa 3 secondi-3 secondi e mezzo. Dopo di che, Sebastian ha cominciato a controllare la gara, cercando di gestire al meglio le proprie gomme, ma anche di controllare al meglio l'arrembante Ricciardo, autore di una gara di grande livello a dimostrazione di tutto il valore del giovane pilota italo-australiano. Massa Hulkenberg Gara Anche quando le due safety car (entrate in pista per via di uno scontro di gara tra la Williams di Massa e la Force India di Hulkenberg prima e l'invasione in pista da parte di un 27enne sconsiderato) con il distacco nei confronti degli altri si sia ridotto a pochi decimi, Sebastian è stato abile a gestire la gara e a capire quando fosse opportuno girare più rapidamente, supportato da una Ferrari, ben bilanciata sia in qualifica che in gara e su cui gli aggiornamenti aerodinamici portati per questa gara hanno perfettamente funzionato garantendole quella trazione finora mancante e che su questa pista è a dir poco fondamentale. Detto di Vettel, come dicevamo, grande gara anche da parte di Daniel Ricciardo, classificatosi secondo con la sua Red Bull. Ricciardo è stato un vero e proprio osso duro per la Ferrari di Vettel, grazie alla sua tenacia e forza di volontà, e al contempo abile a sfruttare in una pista dove la power unit non conta tantissimo sia il telaio della propria monoposto (ben progettato come sempre da Adrian Newey), e al contempo il forte carico aerodinamico, che da sempre rappresenta uno dei punti forti delle monoposto di Milton Keynes. Nella grande festa Ferrari, due parole anche su Kimi Raikkonen. Il pilota finlandese è giunto terzo disputando tutto sommato una buona gara, anche se da lui ci saremmo aspettati una gara più aggressiva. Se nella prima parte riusciva a restare abbastanza vicino a Ricciardo, piano piano il distacco si è fatto sempre più marcando, andando a concludere la gara con quasi 13 secondi di distacco dal pilota Red Bull. Rüdiger Franz Gaetano Herberhold