Formula 1

F1, Ferrari e la possibile motorizzazione con Red Bull

Uno degli argomenti discussi al termine del Gp d'Italia è stata sicuramente la motorizzazione Red Bull per quanto riguarda la prossima stagione. Se è vero che la scuderia di Milton Keynes aveva un accordo con Renault anche per la prossima stagione in quanto Red Bull, dopo la cessione del Team Renault per il 75% al gruppo lussemburghese Genii Capital di proprietà di Gerard Lopez avvenuta nel 2009, era diventato per il motorista francese una sorta di title team a cui fornire il meglio della sua produzione, è altrettanto vero che se come sembra Renault sia fortmente intenzionata a riacquistare le quote della Lotus (in fortissime difficoltà economiche, le quali, comunque, non dovrebbero precludere la partecipazione alle ultime gare del Mondiale) per rientrare con il proprio marchio in F1, Red Bull rischierebbe così di passare da un motore di prima scelta (che a questo punto Renault conserverebbe per la scuderia ritrovata) a un motore clienti. Da qui la scelta di valutare molto seriamente (anche tenuto conto dei grossi problemi di affidabilità occorsi alle power unit francesi nel corso delle ultime due stagioni) la possibilità di divorziare da Renault già al termine di questa stagione (secondo alcune fonti, il produttore transalpino avrebbe dato l'ok) per cambiare motorista in vista della prossima stagione. Scartata la Honda in seguito alle prestazioni non convincenti emerse con McLaren nel corso della stagione, restavano in pista Mercedes e Ferrari. La prima a offrire la propria motorizzazione a Red Bull è stata a Giugno in occasione del Gp del Canada la Ferrari, che, con il Presidente Marchionne aveva offerto alla scuderia di Milton Keynes i propri motori clienti. Dopo aver sentito la proposta del Cavallino Rampante, Red Bull ha ascoltato la proposta Mercedes. Anche in questo caso venivano offerti i propri motori clienti. Vista anche l'ottima performance delle power unit di Stoccarda, prima della pausa estiva in occasione del GP d'Ungheria a fine Luglio, attraverso le indiscrezioni che venivano dal paddock, l'accordo veniva dato praticamente per fatto, sembrava quasi una notizia imminente. Invece così alla fine non è stato. Già a Brisighella, lo scorso 31 Agosto, in occasione della vittoria da parte della Mercedes del premio Bandini, emergono le prime contrarietà in merito alla fornitura dei motori a Red Bull. Il Team Principal della Scuderia tedesca, Toto Wolff, intervistato in merito, così dichiara “Se devo giudicare dalla prospettiva della nostra squadra è un accordo che non si deve fare. La nostra macchina e i nostri successi sono frutto di un grande lavoro e di ingenti investimenti della Daimler: abbiamo costruito la nostra supremazia, mentre oggi c'è una squadra che ha deciso di non volere rimanere con il suo partner motoristico. E' una filosofia di approccio diversa dalla nostra. E come ha detto Paddy Lowe, niente è ancora successo, perché non guardiamo tanto ai possibili vantaggi dell'operazione quanto agli argomenti negativi che rischiano di essere di più per il nostro team”. La Mercedes si divide quindi in due: da una parte la divisione commerciale che sarebbe favorevole alla motorizzazione Red Bull; dall'altra la scuderia con lo stesso Toto Wolff, Niki Lauda e il campione del mondo Lewis Hamilton nettamente contrari a fornire a un proprio concorrente le proprie power unit. Alla fine sarà quest'ultima posizione a prevalere: come apprendiamo infatti direttamente tramite Bild dallo stratega Red Bull Helmut Marko, “Mercedes è un capitolo chiuso per noi. Ora ci stiamo concentrando su altre opzioni”. Al momento per Red Bull l'unica opzione è sicuramente quella Ferrari. In occasione del GP d'Italia si è infatti svolta nel motorhome del Cavallino una nuova riunione con il Presidente Marchionne, con Helmut Marko e con il Team Principal della scuderia austriaca, Christian Horner, durante la quale a differenza del precedente incontro svoltosi a Giugno Marchionne avrebbe offerto le power unit di ultimissima evoluzione. Situazione questa che sembrerebbe aver convinto Red Bull, sebbene una risposta definitiva verrà data dopo l'incontro decisivo con Renault in programma o a Singapore in occasione del prossimo GP o comunque pochi giorni prima. Se per quanto riguarda Ferrari, offire le proprie power unit le potrebbe consentire non solo di mettersi in discussione come telaio (da un punto di vista aerodinamico, la monoposto austriaca progettata da Adrian Newey è sempre una monoposto di tutto rispetto, e un po' di competizione tra i telaisti di entrambe le squadre non farebbe male. Come dichiarato nei giorni scorsi dal Team Principal Ferrari Arrivabene “Loro avranno Newey, ma i telaisti della Ferrari non sono di certo da meno”), ma anche di poter offire il proprio motore a ben 5 scuderie la prossima stagione (Ferrari stessa, Sauber, Haas, Red Bull e Toro Rosso) e al contempo grazie ai maggiori introiti e alle indicazioni tecniche provenienti da un partner decisamente più competitivo degli attuali (Sauber e Manor) poter ulteriormente sviluppare la propria power unit in modo da poter lanciare una sfida ancora più convincente a Mercedes, dall'altra Red Bull sarebbe sicuramente più competitiva con il motore Ferrari ma al contempo rischia di perdere due sponsor di prestigio quale Infiniti e Total, strettamente legati a Renault. Una situazione che sicuramente non mancherà di venir ben studiata nei prossimi decisivi giorni, in quanto per la scuderia di Milton Keynes c'è urgenza di poter stabilire quale sarà il motorista per la prossima stagione per via dei vari agganci al motore che servono per la monoposto 2016 (di solito in conclusione di progettazione in questo periodo dell'anno). Staremo a vedere. Rüdiger Franz Gaetano Herberhold