Formula 1

Rubinho e la prima vittoria in Formula 1

Non c'è emozione più grande per un pilota di Formula 1 che ottenere la prima vittoria nella massima competizione motoristica. Specie per chi nel proprio Paese avverte una profondissima responsabilità. Prendiamo Rubens Barrichello: dopo la scomparsa dell'amico e collega Ayrton Senna, Rubinho rappresenta il Brasile nella massima serie automobilistica, eppure all'inizio della stagione 2000 non ha ancora vinto una gara. Dopo aver militato in Jordan e Stewart, il pilota paulista approda a Maranello per sostituire in Ferrari Eddie Irvine. Al suo fianco Michael Schumacher, più forte ed agguerrito che mai dopo che purtroppo l'anno prima era stato costretto a rinunciare all'assalto al titolo mondiale a causa del terribile incidente occorsogli al primo giro del GP d'Inghilterra, quando per un guasto tecnico alla sua F399 andò a sbattere alla curva Stowe fratturandosi tibia e perone. La prima parte della stagione è tutto sommato positiva sia per Schumi che Rubinho, nella seconda parte, purtroppo, dopo il ritiro per guasto tecnico (rottura motore) occorso in Francia a Magny Cours e quello occorso in Austria Schumi avverte la pressione sul collo di Hakkinen, vincente in entrambe le circostanze e vicinissimo in classifica al campione di Kerpen. Si arriva così al GP di Germania, che vede in occasione delle qualifiche, disputate sul bagnato, la pole position conquistata dalla McLaren-Mercedes di Coulthard (abile a scegliere il momento giusto in cui andare in pista), seguito dalla Ferrari di Schumi, dalla Benetton di Fisichella e dall'altra McLaren di Hakkinen e con Rubens solo 18°, penalizzato non solo dalla pioggia ma anche da un problema idraulico alla monoposto. Sembra una gara già persa in partenza per il pilota paulista. Non sarà così.. Al via della gara, disputata il 30 Luglio 2000 (esattamente 15 anni fa) sul circuito di Hockenheim, il primo clamoroso colpo di scena: la McLaren di Coulthard al via stringe Schumi verso il lato esterno della pista in modo da consentire al proprio compagno di squadra, Mika Hakkinen (principale avversario del campione di Kerpen per il titolo mondiale) di avere via libera per andare in testa. Fisichella viene spiazzato da questo spostamento di Schumi originato dalla McLaren, e finisce con il venir tamponato dal campione tedesco. Gara finita per entrambi. Nel frattempo, grazie a una buona strategia di gara messa a punto dal dt Ferrari Ross Brawn, Rubens recupera sempre più posizioni arrivando prima al terzo posto e poi al quarto dopo il primo pit stop, essendo stato superato dalla Jordan guidata da Jarno Trulli. Sembra, insomma, una gara dall'esito scontato con le due McLaren Mercedes che volavano via e con Trulli staccatissimo dalle due frecce d'argento. Invece, al 21° giro, ecco il colpo di scena che cambiera l'esito della gara. Un ex dipendente 47enne Mercedes di nazionalità francese, licenziato dopo vent'anni di servizio, entra improvvisamente in pista, vestito con un impermeabile bianco contenente alcune scritte contro la ditta di Stoccarda, per protestare in mondovisione per il suo licenziamento cominciando a camminare sui bordi della pista in pieno rettilineo. Vista la situazione di pericolo con le monoposto che in quel tratto viaggiavano ad oltre 200 km/h, è inevitabile il ricorso alla Safety Car, la quale azzera il vantaggio fin qui accumulato dalle McLaren. Dopo alcuni giri in cui i piloti approfittano per fare il secondo pit stop, la Safety Car torna ai box, ma sarà solo per poco: nel giro successivo alla ripartenza la Prost di Alesi e la Sauber di Diniz si toccano con l'ex pilota francese della Ferrari che esce violentemente fuori pista. Inevitabile un nuovo ingresso in pista della safety car. Tutto finito? Assolutamente no! Non appena la safety car rientra ai box al 31° giro, un nuovo colpo di scena è destinato a ravvivare la gara nelle ultime 13 tornate: l'arrivo della pioggia. A differenza però delle qualifiche, la pioggia non è compatta: mentre nell'ultima parte del circuito (e più precisamente nella zona del Motodrom) piove anche assai diffusamente, ci sono sopratutto nei primi due settori delle zone del circuito dove non piove. Il dubbio tra i piloti è capire quale possa essere la soluzione migliore: montare gomme da bagnato andando a guadagnare nell'ultimo tratto, ma rischiando di perdere nei primi due settori medio-asciutti, o proseguire con le gomme d'asciutto difendendosi nei primi due settori, ma soffrendo nell'ultimo tratto cercando di evitare qualsiasi pericolo, aquaplanning compresi? La maggior parte dei piloti sceglie di montare le gomme da bagnato; Frentzen e Barrichello vista la loro maestria nel guidare sul bagnato restano su gomme d'asciutto: sarà la loro arma vincente. Se nell'ultimo tratto i due piloti indubbiamente perdono nei confronti degli altri, è altresi vero che nei primi due tratti riescono a controllare agevolmente la situazione, nonostante negli ultimissimi giri la pioggia aumentasse d'intensità. Rubens Barrichello si aggiudicherà così il GP di Germania davanti alle McLaren Mercedes di Hakkinen e Coulthard, staccati rispettivamente di 7.452 e di 21.168 secondi. In ambito classifica piloti la vittoria di Rubens permette a Schumacher di respirare: nonostante i ko consecutivi, il campione di Kerpen mantiene la testa della classifica con 56 punti, contro i 54 del duo McLaren Hakkinen-Coulthard e i 46 di Barrichello. Sperando di farvi cosa gradita, andiamo a vedere un resoconto della corsa. [embed]http://www.youtube.com/watch?v=OT4YVX5vENQ[/embed] Tratto dalla telecronaca RAI dell'epoca curata da Gianfranco Mazzoni, Ivan Capelli e Giorgio Piola, soffermiamoci sulla cerimonia del podio. [embed]http://www.youtube.com/watch?v=nBDOV4ihAI8[/embed] Come possiamo vedere dal filmato, Rubens è commosso: la sua vittoria è infatti la prima vittoria di un pilota brasiliano dopo la scomparsa dell'indimenticabile Ayrton Senna (l'ultima sua vittoria risaliva al 7 Novembre 1993 ad Adelaide nel GP d'Australia), di cui come avevamo detto il pilota paulista della Ferrari era grandissimo amico e a cui lo stesso Rubinho dedicherà la vittoria. Al termine della stagione 2000 Rubens Barrichello si classificherà quarto in un'annata che vedrà il suo compagno di squadra Michael Schumacher riportare la Ferrari a vincere 21 anni dopo Jody Scheckter il titolo piloti, e la scuderia di Maranello bissare il titolo costruttori vinto l'anno prima. Il pilota paulista della Ferrari si aggiudicherà altre gare con la Rossa e si classificherà ben due volte nel 2002 e nel 2004 al secondo posto della classifica piloti. Ma, come direbbe Michael Ende, questa è un'altra storia. Rüdiger Franz Gaetano Herberhold