Formula 1

Kimi e la corsa contro il tempo

Ancora un mese e mezzo per convincere la Ferrari. Tre gare (Austria, Inghilterra e Ungheria) in cui Kimi Raikkonen si gioca tutto: o dentro o fuori. Secondo quanto scoperto nei giorni scorsi dal Corriere Dello Sport, entro il 31 Luglio (a meno di un'ulteriore slittamento del termine) la Ferrari dovrà comunicare al campione finlandese di Expoo se sarà sua intenzione o meno riconfermarlo all'interno della scuderia per la prossima stagione. Questo per via della scadenza della clausola contrattuale per l'opzione di rinnovo. Se verrà esercitata la clausola, Kimi resterà ancora la prossima stagione in Rosso; in caso contrario al termine della stagione lascerà la scuderia di Maranello. Non c'è dubbio che al momento la sua seconda esperienza in Rosso non sia stata del tutto entusiasmante: se dal 2007 al 2009 Kimi aveva vinto il Mondiale appena arrivato in Ferrari, nel 2008 era partito bene per poi perdersi nel corso dell'annata e nel 2009 anche a causa della scarsa F60 aveva potuto portare a casa una vittoria a Spa e il podio di Monza, in queste ultime due stagioni non ha lasciato il segno che i tifosi si sarebbero aspettati da lui. Non dimentichiamoci che Kimi era stato ingaggiato nell'estate 2013 dopo le due stagioni in Lotus estremamente positive del rientro con l'auspicio che assieme ad Alonso potesse portare maggiori punti in classifica costruttori rispetto a Massa oltre che a stimolare maggiormente il pilota asturiano. Cose accadute solo in parte: se lo scorso anno l'attenuante poteva essere il fatto che la F14T era stata impostata sullo stile di guida di Alonso, decisamente diverso da quello del pilota finlandese, quest'anno la SF 15-T è stata impostata secondo le sue caratteristiche di guida, simili peraltro a quelle di Vettel. La cosa che però lascia estremamente interdetti è la trasformazione di Kimi dal venerdì al sabato. Se noi andiamo ad osservare i primi sette GP, mentre la scorsa stagione era assai evidente come Alonso andasse decisamente meglio di Raikkonen fin dal venerdì, quest'anno invece assistiamo a un Kimi decisamente competitivo nelle prime due sessioni di prove libere con simulazioni di qualifica e sopratutto passi gara veramente interessanti, e in alcuni frangenti addirittura più competitivi di Vettel. Quando però si passa dalle prove libere alle qualifiche dove il cronometro comincia a contare seriamente, ecco che succede qualcosa. O Kimi sbaglia il giro decisivo come in Australia, o sbaglia il giro sotto il bagnato venendo eliminato in Q2 come in Malesia, oppure diventa protagonista di un incidente in FP3 andando a sbattere alla curva di Santa Devota a Montecarlo costringendo i meccanici a una vera e propria corsa contro il tempo per risistemare la macchina in tempo per le qualifiche. Vero, resterebbe anche il testacoda commesso al rientro in pista dopo il primo pit stop grazie al quale Kimi ha perso il podio, ma come abbiamo avuto modo di capire, in questo caso il pilota finlandese era esente da colpe, in quanto il testacoda era stato originato da una mappatura troppo aggressiva del motore. La sensazione, però, che Kimi dal venerdì al sabato diventi un po' meno Iceman ed avverta la tensione del cronometro francamente resta. Significative in tal senso le dichiarazioni del Team Principal Ferrari, Maurizio Arrivabene. “Non puoi dire a Kimi cosa fare, invece bisogna cercare di parlargli e cercare di fargli capire che ti fidi di lui, perché a volte è il più grande nemico di se stesso. Ma se gli dimostri che ti fidi di lui al 100%, allora sarà in grado di dare il 120% in cambio”. Poche settimane, quindi, separano Kimi dalla riconferma o meno in Rosso. Con l'auspicio che il pilota finlandese possa finalmente regalare alla Ferrari e ai suoi fan qualche grande emozione non solo nelle prove libere, ma anche in qualifica e in gara. Sarebbe davvero una bellissima sorpresa, ma ancor più la riscoperta di un grande campione. Rüdiger Franz Gaetano Herberhold