Calciobidone

L'indecifrabile Pjaca, né carne né pesce

«Per me è un onore indossare questa maglia. Darò tutto per far vedere agli altri che mi merito di indossarla»

Lo scorso anno il croato, benché sia poi diventato vicecampione del mondo, si è “guadagnato” a suon di voti il Jolly del Calciobidone 2017, il flop secondo il parere dei tifosi, a causa della sua “magra” annata alla Juventus. Andò quindi in prestito allo Shalke 04, ma anche in Germania giocò pochissimo. Ciononostante, in Estate è diventato l’oggetto del desiderio della Fiorentina, che lo ha corteggiato a lungo riuscendo a convincerlo della bontà della destinazione: Firenze sarebbe stato, non solo simbolicamente (si pensi alla proverbiale rivalità tra i due club), il luogo ideale per riscattare l’opaca stagione in bianconero. Ma in questo primo scorcio di stagione i tifosi viola invece di veder brillare il suo gioiello più prezioso, hanno avuto a che fare con una luce fioca ed intermittente. Il suo rendimento, in un contesto dove, a differenza di Torino, partiva titolare, è stato ben al di sotto delle aspettative, con al suo attivo solo una rete (alla Spal). Da un tipo con le sue qualità non basta la buona prestazione (che comunque latita), serve quella da leader, del giocatore capace di fare la differenza. Sul piatto della bilancia a pesare contro il giocatore sembrano essere soprattutto una condizione fisica approssimativa e l’intesa tattica con i compagni. Senza contare Pioli, che recentemente lo ha escluso dai titolari per due gare di fila, l’ultima per un “contrattempo” (parole del tecnico). Che poi la Società chiarisce come «malessere intestinale». Insomma, tutto in linea con le prestazioni “da mal di pancia” del croato, che deve assolutamente fare di più se vuole evitare di essere ancora catalogato come flop. Insufficiente.

Cristian Vitali @Stracult

Calciobidoni.it @Calciobidoni

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