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Defrel, solo uno scudiero per Di Francesco

«In testa avevo soltanto questa maglia. Ogni anno punto a segnare una rete in più della stagione precedente»

Stiamo parlando, senza ombra di dubbio, del classico giocatore capace di far anche bene in squadre di media-piccola caratura ma che, al momento del passaggio in un club di maggior livello, inevitabilmente cambia tutto, e le buone qualità improvvisamente spariscono, anche perché ti ritrovi catapultato in un contesto molto più grande di te. In più Defrel è giunto a Roma più che altro perché fedele “scudiero” di Mister Di Francesco: è stato infatti lui a volerlo, probabilmente più per le sue probabili doti di confidente del tecnico abruzzese, allo scopo di avere il polso della situazione dello spogliatoio. Ma il buon Eusebio non ha fatto bene i suoi conti, e il suo pupillo, già non propriamente eccellente, in giallorosso si è dimostrato una fugace (ed annunciata) meteora. Per giustificare la sua presenza nella rosa giallorossa il tecnico ha provato a testarlo sia come esterno d’attacco che come punta, ma è risultato spaesato e decisamente poco incisivo. La spesa di 5 milioni per il presto e 15 per il riscatto è apparsa fin da subito ai più decisamente esagerata. Non a caso l’investimento non ha dato i suoi frutti, visto che in 13 apparizioni in campionato ha realizzato solo un gol (e su rigore!) nella difesa colabrodo del Benevento, all’Olimpico. Girato alla Sampdoria, in un contesto con meno pressioni e ben gestito, ha fornito buone prove. Ma che non si azzardasse a provare nuovamente a cambiare dimensione. Camaleonte.

Cristian Vitali @Stracult

Calciobidoni.it @Calciobidoni

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