Calcio Internazionale

La scalata del Talleres

Il racconto di un club che rappresenta a Cordoba l'orgoglio del "barrio Jardín": azionariato popolare, 53.000 soci, il secondo posto in campionato, la lotta per il titolo con il Boca Juniors. L'Argentina stregata dalla crescita di un club che ha conosciuto anche la terza divisione

Barrio Jardín è il quartiere dei murales: pensieri scritti con la vernice e disegni dedicati al Talleres. E’ la casa e il centro di gravità a Cordoba di questo club di periferia che indossa maglie “blanco y azul”, biancoblù, da oltre un secolo (dal 1913) perché il suo fondatore - l’inglese Thomas Lawson, ex militare, emigrato in Argentina per lavorare nelle officine delle ferrovie - era un grande tifoso del Blackburn Rovers. Il Talleres non ha mai fatto parte del potere, è l’espressione di un azionariato popolare che coinvolge 53.000 soci, è la squadra della gente. E ora sta provando a spezzare gli equilibri storici della “Primera Division”, proprio come era riuscito a fare il Lanus nel 2016. E’ secondo in classifica, insegue il Boca Juniors, che ha riabbracciato Carlos Tevez dopo la parentesi vissuta dall’attaccante in Cina, allo Shanghai Shenhua. Gioca allo stadio “Boutique de Barrio Jardín”, dove i murales sono poesie, ma negli appuntamenti più prestigiosi trasloca nell’impianto che porta il nome di Mario Alberto Kempes, “el matador”, capocannoniere con sei gol e campione del mondo nel 1978 con l’Argentina di Cesar Luis Menotti, soprannominato “el flaco”, tattica e tanti libri letti e tre autori preferiti: da Manuel Vazquez Montalban a Guillermo Tejeda.

LA TERZA SERIE - Il Talleres (che ha lanciato in passato Javier Pastore) ha sei punti di svantaggio dal Boca Juniors, si prepara allo scontro diretto di domenica sera a Buenos Aires, nella mitica “Bombonera”, sogna una rimonta da antologia e il primo titolo con l’aiuto di Frank Darío Kudelka, classe 1961, diventato allenatore dopo aver cominciato una carriera da preparatore atletico. Il Talleres giocava in terza serie fino al 2015. Non ha mai vinto il campionato di “Primera Division”, che oggi si chiama “Superliga”. Nel 1977, quarantuno anni fa, con il tecnico Roberto Marcos Saporiti e il presidente Amadeo Nuccetelli, imprenditore nel settore immobiliare, aveva chiuso la stagione al secondo posto, perdendo la finale per differenza reti contro l’Independiente di Norberto Outes: è ancora oggi il migliore piazzamento della sua storia. Era la squadra del centravanti Humberto Bravo, che i tifosi chiamavano “el tigre”, autore di undici gol, due in meno di Alfredo Letanú, attaccante dell’Estudiantes e capocannoniere del torneo.

LE MANI DI HERRERA - E adesso? Il Talleres, guidato dal presidente Andres Fassi, eletto il 16 novembre del 2014 con il 78% dei voti, è una realtà emergente. Bilancio in regola, tanti giovani del vivaio, solo sei stranieri (tre uruguaiani, un ecuadoriano, un venezuelano e un americano) in una rosa di trenta giocatori, un organico che ha un valore globale di diciotto milioni e mezzo di euro. Bassa l’età media, sfiora i 25 anni. Ha la difesa meno battuta del torneo (9 gol): merito di un portiere, Guido Herrera, classe 1992, arrivato gratis dal Belgrano ed entrato ora nei progetti dei grandi club.

LA RIMONTA - Il Talleres, in venti giornate, ha perso solo tre partite (contro il Gody Cruz, il Rosario Central e l’Estudiantes). Dal 10 dicembre, la squadra di Kudelka ha raccolto 23 punti in nove partite: sette vittorie e due pareggi, mostrando sempre una precisa identità. Ritmo, 4-3-3, le idee di Kudelka, la passione di Andres Fassi (che in passato era stato vicepresidente, in Messico, del Pachuca) e due ali come Joao Rojas e Cristian Ojeda, diciannove anni, il talismano del Talleres, che lo ha allevato e ora lo ha visto entrare nell’Under 20 del selezionatore Sebastian Beccacece, uno dei collaboratori più fidati del ct Jorge Sampaoli.

IL LEGAME - Un Talleres che parla anche un po’ di italiano: il centrocampo è pilotato da Pablo Guiñazú, ex Perugia, e in attacco gioca l’uruguaiano Santiago Silva, ex Fiorentina. Sono i due senatori del gruppo: il primo festeggerà quarant’anni il 26 agosto, mentre il secondo ne ha trentasette e si alterna con Junior Arias, cinque gol, capocannoniere della squadra insieme con Ramirez. La difesa si dispone con una linea a quattro: Leonardo Godoy e Lucas Olaza sono i terzini, la coppia centrale è formata da Carlos Quintana e Juan Komar. Accanto a Guiñazú si muovono Juan Ramirez e Fernando Godoy. Il segreto del Talleres? Schemi, pressing e cultura operaia: così ha affascinato gli argentini.