Calcio Internazionale

Cristiano Ronaldo, una vita con il cronometro

Magie, 636 gol in carriera e la ricerca della perfezione anche negli allenamenti, a tavola e nella gestione privata del suo talento. Dribbling e brand da cento milioni l'anno: entriamo nell'impero del portoghese...

Palestra, piscina, bicicletta, tapis roulant, dieta, almeno otto ore di sonno e una regola da caserma: a letto prima delle 23. E’ una vita con il cronometro, quella di Cristiano Ronaldo, trentatré anni, 425 partite e 434 gol con il Real Madrid, una villa da 900 metri quadrati - attrezzata come un centro sportivo - nel lussuoso quartiere Pozuelo de Alarcon, cinque Palloni d’Oro, quattro Champions e quattro Mondiali per club, cinque campionati vinti, 636 reti in tutta la carriera considerando anche il bilancio nello Sporting Lisbona, nel Manchester United e nella nazionale portoghese. 

DRIBBLING E BRAND - Insieme con Messi e Neymar, CR7 è il più mediatico dei calciatori. Eppure, come l’argentino del Barcellona, è un nemico dichiarato della mondanità e delle discoteche. Scientifico, attento a ogni dettaglio, una ricerca costante della perfezione: un codice che non si esaurisce al tempo trascorso sul campo di allenamento. Pochi strappi alle regole anche in vacanza. Campione da copertina e mental coach di se stesso: Cristiano Ronaldo, un ingaggio da trentadue milioni di euro e un brand che ne produce cento l’anno, papà di quattro figli (Cristiano Ronaldo junior, i gemelli Eva Maria e Mateo Ronaldo e Alana Martina), insegue la quarta Champions con il Real (la prima l’aveva vinta nel Manchester United di Alex Ferguson) negli ultimi cinque anni. 

MESSI E NEYMAR - Il segreto? Doti magiche e l’intelligenza di saperle valorizzare con una vita senza eccessi, da professionista con la filigrana. Rimpianti per le rinunce? Zero. Perché, come ha spiegato in tante interviste, il talento va nutrito e protetto, soprattutto rispettato. E lui ha ancora tanta voglia di dettare legge e di giocarsi il podio più alto con Messi. Fenomeno con il pallone, ma anche imprenditore: ha investito in una catena di hotel di lusso tra Madeira, Lisbona, Madrid, New York e Ibiza. Pianificare è un’arte per Cristiano Ronaldo: delizie in campo e una mentalità da manager, con un istinto speciale per gli affari. Priorità, però, al pallone. E ora, nei suoi pensieri, c’è un traguardo: eliminare il Paris Saint Germain dagli ottavi di Champions e aggiudicarsi anche la sfida di ritorno con Neymar, dopo le due perle al Bernabeu. Un duello che vale doppio, anche se i giornali brasiliani sostengono che Neymar rischi di doversi operare nei prossimi giorni alla caviglia.

LA TENTAZIONE DI PEREZ - Una partita che nasconde anche pieghe di mercato. C’è un’idea suggestiva, che accarezza da un po’ di tempo Florentino Perez, una laurea in ingegneria e un impero creato nel ramo delle costruzioni civili e delle telecomunicazioni con la società ACS (Actividades de Construcción y Servicios), tre mandati da presidente del Real Madrid e quattro Champions vinte (insegue il record di Santiago Bernabeu, sei trionfi). Perez sogna di portare Neymar nella casa dei “blancos” entro il 2019: tra silenzi e smentite, ha cominciato a cercare l’erede di Cristiano Ronaldo. Ecco perché il portoghese, adesso, ha una ragione in più per vincere il braccio di ferro del 6 marzo con il Paris Saint Germain e con il brasiliano. Si sente ancora lui il principe del Real. E con il suo agente Jorge Mendes, aspetta un segnale e un appuntamento da Perez per prolungare il contratto, in scadenza nel 2021. Individuare nuovi traguardi è un’altra delle sue specialità.