Calcio Internazionale

Un muro giallo a Bergamo

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I tifosi dell'Atalanta non dimenticheranno facilmente il 2017. Il quarto posto in campionato conquistato il 28 maggio è il miglior piazzamento di sempre per la Dea. Un traguardo che ha riportato la calda piazza di Bergamo in Europa. Dai 3.500 di Lione, per la prima trasferta europea dopo 26 anni, ai 3 mila del Goodison Park di Liverpool contro l'Everton per lo storico 1-5 che ha regalato la matematica qualificazione ai bergamaschi, i tifosi hanno già segnato una data in vista dell'anno che verrà: giovedì 15 febbraio 2018. Ad attenderli c'è la trasferta di Dortmund, solo 917 km di distanza, che significa Signal Iduna Park, meglio conosciuto come Westfalenstadion. Si tratta di uno stadio incredibile, da oltre 80 mila spettatori (65 mila durante le partite internazionali per disposizioni Uefa), una capienza che ne fa il più grande di tutta la Germania.

Ma Borussia Dortmund significa anche Südtribüne, il settore che ospita la tifoseria organizzata dei tedeschi, capaci di una tale compattezza visiva e canora da essersi guadagnati l'appellativo di Muro giallo. E' la stessa struttura della curva a favorire l'organizzazione del tifo: posti in piedi per 24 mila persone e 48 mila mani che battono e incitano senza sosta i gialloneri. Una curva e uno stadio dove i prezzi sono popolari: da 17 a 80 euro per i posti migliori di tribuna, formule di abbonamento convenienti che hanno portato al rinnovo in questa stagione di oltre 55 mila fedelissimi. Una politica in controtendenza rispetto ad altri Paesi dove il caroprezzi dei biglietti è un tema molto sentito dalle tifoserie.

Perché è importante questa partita? Perché il Borussia è un modello a cui l'Atalanta guarda. A partire proprio dal Westfalenstadion. Non è un caso che il progetto del nuovo stadio di Bergamo sia ispirato a quello dei tedeschi. «Finalmente abbiamo una casa nostra. Il modello è quello del Borussia Dortmund, vogliamo avere una curva come quella dei tedeschi e che sia a ridosso del campo», ha detto il presidente Antonio Percassi durante la presentazione del progetto dello studio di architettura De8. Si punterà tutto sulla visibilità di curve e tribune, come ha spiegato l’architetto Mauro Piantelli: «Il "see value", che calcola la visibilità, è oltre i 12 cm, un livello più che ottimale. L’edificio è del 1928. A quell’epoca, nel giro di 20 anni tutti i capoluoghi costruirono degli stadi con un’unica cosa in comune: essere semiperifericiOra tutti si trovano in centro. Per il recupero, come accaduto per il primo intervento (quello alla tribuna, ndr), crediamo che mantenere la qualità originale della struttura sia un valore aggiunto».

Non ci saranno posti in piedi, perché vietati dalle attuali normative sugli stadi, ma il settore popolare del nuovo stadio di proprietà dell'Atalanta sarà proprio come quello del Dortmund, un unico settore a formare un muro, stavolta non giallonero, ma nerazzurro. Alla società il compito di riempirlo, ai tifosi quello di animarlo. Ma su quest'ultimo punto, visto il calore della tifoseria atalantina, ci sono davvero pochi dubbi.