Calcio

"Diego Maradona", il docufilm del premio Oscar Asif Kapadia

La storia del Pibe de Oro argentino al cinema il 23, 24 e 25 settembre

Un mito che non conosce fine, che resta leggenda imperitura. L'immagine che il Pibe de Oro ha impresso nel mondo del calcio e nella società contemporanea è inscalfibile dal tempo. Altri giocatori hanno provato ad avvicinarsi alla sua grandezza di personaggio e campione, nessuno ci è mai arrivato vicino. Pelè, Van Basten, Cruyff, Beckenbauer fino ai contemporanei Messi e Ronaldo sono anche loro nella storia di questo sport ma ci sono entrati da un ingresso differente, secondario rispetto al Re Diego. Uomo fragile fuori quanto trascinatore in campo. Passionale fino all'estremo, capitano a prescindere, l'unico in grado di vincere in Italia giocando praticamente da solo.

Alla sua leggenda il regista premio Oscar Asif Kapadia (già autore di film su Senna e Amy Winehouse) ha dedicato un racconto in immagini, una biografia che uscirà nei cinema italiani il prossimo 23, 24 e 25 settembre. Nelle sue due ore il film propone materiale video mai visto prima tratto, con il suo pieno sostegno, dall’archivio personale dello stesso Maradona.

L'attenzione del regista si sofferma sul 5 luglio 1984, il giorno dello sbarco di Dio al San Paolo. Diego Maradona arriva a Napoli con un ingaggio da record. E nei sette anni successivi scatena l’inferno. L’icona del calcio più famosa del mondo e una tra le più passionali città d’Europa formano un connubio perfetto. In campo, Diego Maradona è un genio. Fuori dal campo, è trattato alla stregua di una divinità. Al carismatico argentino piace lottare contro ogni pronostico ed è grazie a lui che il Napoli si aggiudica il primo Scudetto della storia. Sembra un sogno. Ma c’è un prezzo da pagare... Diego può fare ciò che più gli piace mentre compie miracoli in campo; però, man mano che passa il tempo, le cose cominciano a cambiare.

Il film racconta anche l'era pre-Napoli di Diego, quando il successo sembrava sfuggirgli. Da fuoriclasse del calcio argentino si presenta a Barcellona con grandi aspettative ma la sua avventura si rivela un fallimento. È considerato un giocatore problematico, troppo interessato al divertimento fuori dal campo. Nel frattempo, le prestazioni del gigante sofferente del Napoli, che non ha mai vinto un campionato, non è pari alle sue possibilità. I tifosi lo supportano in maniera impareggiabile per passione e dimensioni. Ma desiderano ad ogni costo raggiungere il successo...

La pellicola affronta anche i demoni che Diego ha dovuto affrontare nel corso della sua vita, un lungo viaggio introspettivo nella mente e nell'anima di un campione a cui era concesso tutto. Una mancanza di limiti e regole che a lungo andare lo portarono al collasso. Maradona a Napoli è la storia della sua vita, il racconto sfrenato e indimenticabile di un talento senza rivali. Maradona è un ribelle, un imbroglione, un eroe e un dio. Questo è un racconto di gloria, disperazione e tradimento, una storia di corruzione e, infine, di redenzione.

"Ancora una volta sono alle prese con un’icona straordinaria, il cui immenso talento ha avuto un impatto su milioni di persone, ispirando ed entusiasmando pubblici di tutto il mondo, e la cui vita si è svolta sullo sfondo di polemiche e tragedie", racconta il regista. "Maradona è un nome noto a tutti, osannato come uno dei più grandi calciatori che abbia mai onorato il campo della sua presenza, un uomo che ha polverizzato ogni record di ingaggio, trascinando il Napoli, una squadra di calcio che non stava ottenendo i risultati di cui sarebbe stata capace, alla gloria dello Scudetto e conquistando, quasi in solitaria, la Coppa del Mondo del 1986 per il suo paese, l’Argentina. Eppure la sua è anche una vita adombrata da liti domestiche, dipendenza da cocaina e affari con loschi personaggi della malavita. Ovunque vada, nascono problemi. Dalla stampa, è tanto amato quanto preso di mira. La sua vita turbolenta lo rende il soggetto ideale per la mia osservazione critica". 

Diego Maradona parla di un uomo che va al di là dell’arena che lo ha reso famoso. È la storia di un ragazzino povero e senza istruzione cresciuto in una baraccopoli: la sua sorprendente eccellenza lo fa diventare una stella assoluta, elargendogli ricchezze incalcolabili, fama mondiale e status degno di una divinità. Tuttavia gli mancano gli strumenti per gestire una celebrità simile. Ogni trionfo della sua vita sembra avere un esito disastroso – anche se di solito finisce per uscirne vincitore perché, come fa notare Kapadia: “È così sveglio e scaltro. Non importa quante volte fallisce, si rialza sempre e va avanti. Com’è possibile che una persona con le sue origini passi tutto quello che ha passato lui senza risentirne?”. Anche se Maradona subisce una serie di sconfitte, continua a combattere. “È un vero lottatore”, prosegue Kapadia “e la sua è una storia che morivo dalla voglia di raccontare”.

A Kapadia viene chiesto per la prima volta di realizzare un film su Maradona dal produttore Paul Martin durante le Olimpiadi di Londra nel 2012, poco dopo l’uscita del film su Senna. Martin ha scoperto una raccolta di materiale video estremamente genuino, quasi completamente inedito al pubblico, e ritiene che Kapadia possa essere il candidato ideale per guidare la realizzazione di un lungometraggio documentario incentrato su questo materiale. “Paul e io abbiamo parlato per un po’, ma in quel momento avevo appena concluso un film in ambito sportivo e non avevo nessuna fretta di farne un altro, anche se avevo sempre trovato Maradona un personaggio affascinante”, ricorda Kapadia. “Avevo appena realizzato un film su un pilota da corsa brasiliano e ora avrei dovuto farne uno su un calciatore argentino? Non ero sicuro fosse il momento giusto. Volevo fare qualcosa di un po’ diverso, così abbiamo realizzato il film "AMy"”. Alla fine però il documentario su Maradona fu realizzato e il risultato è davvero soprendente.