Calcio

Più difficile imitare Guardiola

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Le prime settimane con la nuova regola sulla rimessa dal fondo hanno dimostrato che il calcio potrebbe cambiare come accadde nel 1992. Ma anche altre innovazioni sono subito sembrate interessanti...

Imitare Guardiola è diventa più difficile, per quello che si è visto finora. Le amichevoli estive e le prime partite ufficiali dell’Europa che conta hanno dimostrato che le nuove regole del calcio, quelle approvate nella riunione numero 133 dell’International Board, sono state sì studiate ma non ancora interiorizzate. Quando lo saranno, alcune di loro potranno dare vita a un nuovo calcio, in maniera simile a quanto avvenne dopo 1992 con la regola sul passaggio al portiere che 27 anni dopo ci sembra essere sempre esistita. Prima dell’inizio della Serie A facciamo quindi un breve ripasso delle novità regolamentari, ma soprattutto delle loro possibili implicazioni.

La nuova regola più interessante è senz'altro quella che riguarda la rimessa dal fondo: il pallone non dovrà più uscire dall’area per essere considerato in gioco. Un’innovazione che va in direzione della giustizia e sistema un clamoroso buco, che premiava i furbi e gli scarsi, che messi sotto pressione potevano fino allo scorso giugno ricevere il passaggio in area di rigore e indurre così l’arbitro a far ripetere la rimessa, avvantaggiando quindi chi non lo meritava. Un’innovazione che nel presente ha tre evidenti risultati. Il primo è che la costruzione della manovra dal basso, vera moda degli ultimi anni lanciata da Guardiola e imitata da tanti, forse troppi, con esiti a volte comici, diventerà molto più difficile: il pressing da alto diventerà altissimo e le situazioni da ‘Mai dire gol’ dei vecchi tempi aumenteranno di numero. In sostanza si potrà sfuggire al pressing soltanto con difensori e centrocampisti bassi tecnicamente bravissimi oppure tirando cannonate alla ricerca delle punte. Il secondo risultato, per il momento tendenza, della nuova regola è che le punte forti fisicamente serviranno sia a chi attacca, per mettere pressione ai difensori, sia a chi rimette in gioco per avere un’opzione di sicurezza. Tempi duri per le seconde punte leggere o i trequartisti con poco fiato. Il terzo risultato che si è notato in questa fase di assstamento è che le squadre non sempre sono più lunghe, ma sempre i giocatori sono più spaziati rispetto al passato: la speranza è che questo favorisca i più tecnici.

La seconda regola importante riguarda i calci di punizione: i giocatori della squadra che attacca dovranno stare ad almeno un metro dalla barriera, in qualsiasi direzione. Una regola dall’applicazione relativamente oggettiva, al di là delle discussioni su dieci centimetri in più o in meno. Una regola che rende più difficile segnare su punizione, visto che diventano impossibili tanti trucchi. come l'appari e scompari, usati per disorientare il portiere, e che arriva in un momento in cui le percentuali di realizzazione su punizione diretta stanno calando un po’ in tutto il mondo e addirittura crollando in Italia (ben sotto il 2%). Il giocatore dai piedi buoni e poco altro è sempre meno sostenibile dalle squadre e dalla cultura prevalente fra gli allenatori.

La terza regola destinata a far discutere e a far venire nuove idee è quella sul vantaggio dopo aver subito un fallo da cartellino rosso o giallo. In pratica sarà possibile battere subito la punizione, con l’arbitro che poi infliggerà la sua sanzione al termine dell’azione. Siccome la maggior parte dei falli da cartellino avviene in zone pericolose, una ripresa del gioco velocissima e dal punto corretto potrebbe fare la differenza in tante partite.

Per quanto riguarda le altre regole, di sicuro quella sul fallo di mano in area (non conterà più la volontarietà, sarà sempre fallo se le braccia saranno allargate o in posizione innaturale) aumenterà il numero dei rigori, magari anche ottenuti con colpi da biliardo tipo il Baggio di Italia-Cile al Mondiale 1998. Interessante il cartellino giallo per gli allenatori, magari finalmente non usciranno dalla loro zona o per lo meno saranno avvertiti prima di essere espulsi. Poco impattanti quelle su palla a due, arbitro escluso dal gioco ed uscita del campo dei sostituiti nel punto più vicino e non più a centrocampo: il tempo effettivo risolverebbe queste ed altre situazioni, come quella dei finti infortunati. In uno dei prossimi giri ci si arriverà, essendo caduto il fragile alibi dei costi: impossibile sostenere che un cronometro prenda più soldi del VAR.