Calcio

Il Milan di Cesare Cadeo

Il presentatore non è stato soltanto non un famoso uomo di televisione, ma anche un dirigente del Milan. Addirittura un decennio prima dell'arrivo di Berlusconi...

Cesare Cadeo è stato un personaggio importante non soltanto nella storia della televisione italiana, ma anche in quella del Milan. Cominciando ben prima che entrasse in scena Silvio Berlusconi, cioè l’uomo del quale ha in un certo senso incarnato l'etica e l’estetica, soprattutto negli anni Ottanta.

Di Cesare Cadeo i milanisti iniziano a sentir parlare nell’estate del 1975, nel mezzo della lotta fra il presidente rossonero Albino Buticchi e l’icona Gianni Rivera, intenzionato a rilevare il club con l’ausilio di alcuni imprenditori amici. La cifra stabilita è di due miliardi di lire. All’epoca Cadeo è un funzionario della SEA, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, ma soprattutto è una specie di segretario factotum di Gaetano Morazzoni. Politico democristiano (sarà deputato per due legislature), avvocato, Morazzoni è consigliere del Milan e nel 1980 ne diventerà anche presidente. Morazzoni sulle prime fa da mediatore, ospita anche un incontro fra Buticchi e Rivera a casa sua, poi si schiera con il campione fino al punto di intraprendere un’azione legale contro Buticchi, insieme ad altri due soci, Carnevali e Piazza, facendosi rappresentare proprio da Cadeo. Alla fine Buticchi se ne va, ma Rivera, Morazzoni e tutti i componenti della cordata non riescono per vari motivi (quasi tutti finanziari) a rilevare il Milan, che dopo Pardi e Duina trova nel 1977 una presidenza all’apparenza stabile con Felice Colombo.

E qui rientra in gioco Cesare Cadeo, che nel frattempo ha iniziato a curare le pubbliche relazioni proprio di Colombo. Non è un dirigente del Milan in senso stretto, ma l’uomo di fiducia del presidente ed in molte occasione opera da addetto agli arbitri. Ed è in tale veste che nel novembre del 1978 viene denunciato all’UEFA dall’arbitro scozzese Gordon. Cosa è successo? Qualche settimana prima, in occasione della partita di Coppa UEFA con il Levski Sofia arbitrata da Gordon, Cadeo si è proposto di accompagnare l’arbitro e i guardalinee in giro per Milano. In Corso Vittorio Emanuele i tre effettuano acquisti in un negozio di abbigliamento del centro, ma al momento di pagare ci sono difficoltà: non hanno cambiato abbastanza sterline in lire, così dicono. Interviene prontamente Cadeo e paga lui, di tasca sua e in contanti, per un totale di più di 498.000 lire. Gordon arbitra una partita che il Milan vince facilmente, in mezzo a una nebbia incredibile, poi denuncia. La linea difensiva del Milan è che sia consuetudine fare regali agli arbitri, come gesto di cortesia e non per corromperli. Quella di Cadeo è che era convinto che gli scozzesi gli avrebbero restituito i soldi, una volta arrivati in albergo. Per inquadrare tutto nel giusto contesto bisogna anche dire che la denuncia di Gordon, e dei suoi collaboratori Kyle e MacCartney, non sembra genuina ma imposta dalla stessa UEFA dopo aver ricevuto segnalazioni di shopping prepartita anche in tante altre occasioni e con altri club. La vicenda finisce con dieci milioni di lire, importo della multa comminata dalla UEFA al Milan.

Dopo questa vicenda Cadeo esce gradualmente dall’orbita Milan per entrare in quella dell’emergente Silvio Berlusconi, come giornalista e soprattutto presentatore di programmi sportivi sul neonato Canale 5. Nella memoria rimangono il calcistico Goal, il sabato alle 23.10, e soprattutto il multisportivo Record, il sabato pomeriggio dalle 17 alle 19. Frequenti anche le apparizioni extrasportive, a partire da quelle con Mike Bongiorno in Superflash e Pentatlon. Il Milan torna nella vita di Cadeo alla fine della gestione Farina, quando Berlusconi lo coinvolge nelle trattative e addirittura nel 1986 lo inserisce nel primo suo consiglio di amministrazione da presidente rossonero. Un consiglio in cui ci sono anche Paolo Berlusconi, fratello di Silvio, Adriano Galliani, Fedele Confalonieri, Giancarlo Foscale, Marcello Dell’Utri, Carlo Bernasconi, Vittorio Dotti, Sergio Tramaglia, Leonardo Mondadori, Gigi Vesigna: la fotografia di un’epoca.

All’inizio della presidenza Berlusconi il coinvolgimento di Cadeo nelle vicende del Milan è notevole: è lui che insieme al presidente corteggia e poi riceve i nuovi acquisti, da Giovanni Galli a Massaro. È è lui che nel luglio 1986 all’Arena di Milano presenta la nuova squadra, con tanto di elicotteri e Cavalcata delle Valchirie. È lui che rappresenta il Milan addirittura nelle assemblee della Lega Calcio, alcune anche molto importanti come quella in cui si decide per la prima volta di chiedere il terzo straniero. Il Milan è però presto preso in mano da Galliani in ogni suo aspetto, anche minimo, così Cadeo torna ad una televisione che peraltro non aveva mai lasciato. La sua ultima grande apparizione in veste di milanista sarà come presentatore, per la festa dello scudetto 1987-88 a San Siro. Poi pur rimanendo nel giro rossonero quasi solo televisione, con la memorabile Calciomania (con Maurizio Mosca e presentarici come Paola Perego, Cristina Parodi, Raffaella Giuliani, Linda Lorenzi, Roberta Donati e Luana Colussi) e altre trasmissioni, seguita dall’ingresso in poltica con Forza Italia, diventando assessore allo Sport della Provincia di Milano governata da Ombretta Colli.