Calcio

Un altro ciclo per Simeone

© AFPS

L'eliminazione dalla Champions League contro la Juventus ha segnato la fine di una grande era dell'Atletico Madrid. Che ripartirà con una rifondazione e ovviamente con lo stesso allenatore, magari evitando di sbagliare mercato come negli ultimi anni...

In due settimane si è passati dall’esaltazione del cholismo alla fine di Simeone, secondo le peggiori tradizioni. La realtà è che all’Atletico Madrid è soprattutto finito il ciclo di un gruppo di giocatori, ma non quello di Diego Simeone. E non perché abbia un contratto fino al 2022, da 22 milioni di euro lordi a stagione, o perché il pubblico dei Colchoneros lo adori, ma perché è stato lui e non altri a far cambiare status all’Atletico. Che aveva vinto la Liga e fatto bene in Europa anche prima di Simeone e anche in epoche lontane, ma che soltanto con Simeone è diventato stabilmente una squadra rispettata al pari di Real Madrid e Barcellona. E poi, a dirla tutta, con un personaggio meno carismatico di Simeone il trasloco al Wanda Metropolitano sarebbe stato qualcosa di gelido.

Detto questo, l’Atletico Madrid va rifondato dopo stagioni di gloria con due doppie vittorie in Europa League e Supercoppa, una Liga, una Coppa di Spagna e una Supercoppa nazionale più tanti ottimi piazzamenti in Champions League, fra cui le due dolorose finali perse con il Real Madrid, nel 2014 contro Ancelotti e nel 2016 contro Zidane. Una rifondazione che parte dai risultati 2018-19, visto che mai nell’era Simeone la stagione a metà marzo è stata da considerarsi finita: nella Liga il Barcellona è 10 punti avanti, irraggiungibile, la Champions è finita con la rimonta di Cristiano Ronaldo, in Coppa di Spagna si è usciti con il modesto Girona. Molto difficile dire chi arriverà, perché i giocatori da Simeone devono avere caratteristiche particolari, facile ipotizzare chi lascerà Madrid.

In porta Oblak non si discute, anche se pare essere leggermente calato, mentre la difesa è in pratica da ribaltare. I trentaquattrenni Juanfran e Filipe Luis sono ai saluti, mentre non paiono esserci dubbio sulla partenza di Godin (3 anni) per l’Inter. In questo reparto si ricostruirà intorno a Gimenez ed è quasi sicuro che il Cholo si giocherà buona parte del budget del mercato per difensori di fascia, magari provando ad arrangiarsi con Savic al centro. Il centrocampo non ha problemi di età o di usura: Koke, Saul, Correa, Rodri e Lemar sono da Atletico ambizioso, anche se qualcuno di loro ha deluso è inutile inseguire un tipo di giocatore che qui non funzionerebbe. Probabile invece la rivoluzione fra gli attaccanti: Morata è in prestito dal Chelsea e la sua indole poco da combattente non piace a Simeone, Kalinic lo emoziona un po’ di più ed è difeso dal contratto, ma non si farà niente per trattenerlo, Griezmann pare a questo giro davvero intenzionato ad andare al Barcellona o al PSG, delle punte attuali potrebbe rimanere il solo Diego Costa.

Inutile girarci intorno: nonostante iul cambio di status, un giocatore che abbia la possibilità di andare al Real o al Barcellona non firma certo per l’Atletico Madrid. Per questo la migliore garanzia per il futuro è Simeone, anche se le scelte dell’ultimo mercato sono state quasi tutte sbagliate o sopravvalutate: 120 milioni per Lemar, Rodri, Kalinic e Arias, di cui 70 solo per il fumoso Lemar, non sono sembrati la miglior gestione possibile delle risorse. E anche negli anni precedenti, con i vari e costosi Vitolo, Gameiro, Gaitan, Jackson Martinez, eccetera, i soldi della Champions non erano stati spesi bene, azzeccando soltanto l’usato sicuro di Diego Costa.