Calcio

L'impresa di Cristiano Ronaldo

© Juventus FC via Getty Images

La tripletta in Juventus-Atletico Madrid sarà ricordata come una delle poche rimonte firmate dal fuoriclasse portoghese nella sua carriera. Anche perché di solito le sue squadre non hanno avuto bisogno di rimonte...

I tre gol di Cristiano Ronaldo all’Atletico Madrid sono fra i più importanti mai segnati dal fuoriclasse portoghese nella sua lunga storia con la Champions League, arrivata a 160 presenze totali, con 124 gol e 44 assist. Guardando ai minuti realmente giocati, significa una giocata decisiva ogni 82 minuti. Insomma, mostruoso. Ma i gol più che contarli vanno pesati, parafrasando Enrico Cuccia, quindi può essere interessante vedere quante volte nella sua carriera Cristiano Ronaldo è stato così decisivo per la sua squadra in Champions League. Con la ovvia premessa che sempre CR7 è stato il giocatore di riferimento del proprio club: lo era nel Manchester United, lo era nel Real Madrid, lo è per la Juve anche a 34 anni di età.

Intanto bisogna ricordare che nelle sue prime tre stagioni allo United Ronaldo non segnò nemmeno un gol europeo, in 18 presenze totali. Ferguson lo utilizzava molto largo, così come Rooney, perché i gol li doveva fare Van Nistelrooy. E anche la sua quarta stagione di Champions League fu segnata da poche occasioni, tutte sbagliate, fino a quando nei quarti di finale si sbloccò contro la Roma di Spalletti: in quel memorabile 7-1 all’Old Trafford Cristiano Ronaldo segnò i gol del 4-0 e del 5-0, entrambi su assist di Giggs. I primi importanti nella competizione sono stati questi. Il primo davvero decisivo sarebbe arrivato però nella stagione seguente, nella finale di Mosca contro il Chelsea: 1-0 firmato di testa, prima del pareggio di Lampard e della vittoria United ai rigori, con l’allora 23enne Cristiano che però sbagliò il suo.

Per trovare gol emotivamente paragonabili a quelli di Juventus-Atletico Madrid bisogna però andare a quelle rarissime volte in cui le squadre di Cristiano Ronaldo hanno dovuto rimontare. Negli ottavi, alla sua prima stagione nel Real Madrid, segnò il gol che pareggiò lo 0-1 dell’andata con il Lione (poi pareggiò Pjanic, ora suo compagno alla Juventus). Nelle semifinali del 2011-12 una sua doppietta ribaltò il 2-1 per il Bayern dell’andata, con i tedeschi che poi vinsero ai rigori. Nel 2014, in semifinale, fu suo il gol su rigore contro la Juventus che illuse il Real (che aveva perso 2-1 a Torino), prima che Morata pareggiasse per i bianconeri. Del tutto simile alla recente impresa quella compiuta nei quarti del 2015-16 contro il Wolfsburg: 0-2 in Germania e 3-0 a Madrid, con tripletta di Cristiano Ronaldo. Ma il peso specifico della squadra tedesca era senz’altro inferiore a quello dell’Atletico di Simeone. Non è quindi esagerato dire, pur facendo la tara all’ultima impressione che governa i giudizi, che la tripletta all’Atletico Madrid sia stata una delle più grandi imprese di una carriera già fenomenale.