Calcio

Paquetà e l'Italia che tiene in piedi il calcio

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Anche nella stagione in corso, fra calciomercato estivo e invernale, la Serie è il secondo campionato del mondo per importazioni di calciatori da altri tornei, dopo la Premier League. Non siamo quindi messi così male...

Il calciomercato di gennaio appena terminato ci riconsegna una serie A sostanzialmente uguale a quella di un mese fa, anche se indubbiamente Milan (con Piatek e Paquetà) e Fiorentina (con Muriel subito, più Traoré e Rasmussen per il futuro) si sono rinforzate, mentre ai piani più bassi si è mosso bene il Bologna (Sansone, Soriano, Edera, Lyanco, tutti in prestito). Le cifre raramente mentono: il club che ha chiuso con il maggiore attivo questa finestra di mercato è il Genoa, seguito dalla Juventus che è riuscita a trovare una collocazione per Higuain e ha ceduto Benatia. Questa è la stretta attualità italiana, ma al di là delle singole operazioni ci sembra interessante un confronto con la concorrenza.

Sommando entrate e uscite estive e di gennaio secondo le valutazioni fatte da Transfermarkt, si vede che la Serie A è dal punto di vista finanziario il secondo campionato del mondo dietro alla Premier League, senza se e senza ma. Gli inglesi in questa stagione hanno visto uscire dal loro massimo campionato la bellezza di 1.131 milioni di euro, in altre parole hanno speso per acquisti di giocatori da altri campionati 1.131 milioni in più di quanti ne abbiano incassati dalle cessioni. Questo dato per l’Italia è di 342 milioni, per la Liga di 129, per la superlega cinese di 124. A sorpresa, ma non troppo, in questa veste di finanziatore del carrozzone del calcio mondiale è salita prepotentemente l’Arabia Saudita, con il suo meno 167. Quasi tutti gli altri tornei che abbiamo sentitito nominare sono invece in attivo di mercato, cioè esportano più di quanto importino. A stravincere qui è la Ligue 1 francese, con più 259, davanti al campionato brasiliano con 220 e alla Liga portoghese con 179. Da segnalare che anche la nostra serie B ha un attivo di mercato, sia pure contenuto (più 34): è insomma un torneo ancora con un senso.

Importare calciatori non è di per sé un segno di qualità, perché nessuno metterebbe il campionato saudita fra i primi 100 del mondo, ma lo è senz’altro di forza finanziaria e anche politica. Anche nella scorsa stagione la Serie A era il secondo campionato calcistico del mondo per acquisti dall’esterno, 424 milioni contro i 1.968 della Premier League, mentre in quella precedente (quindi la 2016-17) davanti alla Serie A c’era anche la Cina alla fine dell’era delle spese pazze. Cosa vogliamo dire?  Che non siamo più negli anni Ottanta, quando il miglior calciatore di tutti i tempi (Maradona) trovava interessante giocare in un club italiano (il Napoli) che l’anno prima era arrivato dodicesimo, ma che anche nel 2019 il sistema Italia, non sapremmo come altro definirlo, insieme a poche altre realtà è quello che tiene in piedi il sistema del calcio mondiale. La cultura dell’autoflagellazione e dell'autodenigrazione, così radicata in Italia, a volte oscura un po’ la realtà.