Calcio

Il facile Fulham di Ranieri

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L'allenatore campione d'Inghilterra 2015-16 torna in panchina, alla guida di una squadra ultima in classifica ma con una proprietà forte e una rosa che vale molto di più. La soluzione giusta in questa fase della carriera, in cui non ha più nulla da dimostrare...

Pochi sono profeti in patria, ma l’Inghilterra è ormai per Claudio Ranieri una quasi-patria e lì è davvero considerato un profeta, al netto dell’ingratitudine di alcuni suoi ex giocatori a Leicester. Per questo chiunque sia anche solo vagamente interessato alla Premier League ha accolto con soddisfazione il suo ritorno in panchina, chiamato da un Fulham dai grandi progetti (il suo mercato estivo 2018 è stato fra i più dispendiosi del mondo), dalla grande tradizione e dalla scadente classifica, ventesimo e con una sola vittoria, contro il Burnley in agosto. Per il sessantasettenne Ranieri è la diciassettesima squadra allenata in carriera, la terza in Inghilterra dopo il Chelsea a ridosso dell’arrivo di Abramovich ed il Leicester City portato ad un incredibile (per la forza dei concorrenti, non perché il club fosse povero) titolo. Ma tutti gli appassionati di calcio conoscono il passato di Ranieri. E il futuro?

Il futuro sembra buono, perché nessuno chiede al neopromosso Fulham di competere con le sei corazzate ed inoltre il club ha una delle proprietà più solide della lega. Khan non ha certo le idee chiare sugli allenatori (Ranieri è il settimo in cinque anni dopo Jol, Meulensteen, Magath, Symons, Grant e l’appena esonerato Jokanovic), ma sul resto viaggia a velocità superiore rispetto ad altri colleghi della stessa cilindrata. Pakistano diventato americano e ricco con l’industria tradizionale (componentistica per auto, soprattutto paraurti), Khan dal punto di vista mediatico ha svoltato nel 2012 comprando i Jacksonville Jaguars per circa 750 milioni dei nostri euro e diventando il primo proprietario non bianco (tanto per chiamare le cose con il loro nome) della NFL, la lega di sport professionistico meglio organizzata del mondo. Il Fulham l’ha pagato meno di un terzo, rilevandolo da Mohamed Al Fayed, ma è convinto di poter ripetere la stessa impresa compiuta in Florida portando una squadra derelitta (la prima stagione con Khan proprietario si concluse con 2 vittorie e 14 sconfitte) fino quasi al Super Bowl, visto che lo scorso gennaio soltanto i Patriots di Tom Brady gli hanno negato l’accesso alla partita più attesa d’America.

Ma tornando al calcio e al Fulham, bisogna dire che Ranieri ha altissime probabilità di fare bella figura. Non c’è alcun dubbio che tutti gli acquisti estivi siano stati sopravvalutati, soprattutto gli inevitabili arrivi dalla Ligue 1 che stanno togliendo identità alla Premier: Seri (tremendo il suo inizio di stagione), Anguissa e e Le Marchand messi insieme sono costati 60 milioni. Questo non toglie che i valori dei singoli pongano il Fulham tranquillamente a metà della Lega, con giocatori di prima fascia europea, da Mitrovic a Schurrle, e il giovane talento forse più splendente del calcio inglese: un Ryan Sessegnon che a 18 anni è alla ricerca del suo ruolo ma che sulla sinistra è comunque devastante anche fuori dal calcio giovanile. In prospettiva più un Sané che un Bale, per quel poco che capiamo: un talento nato e cresciuto in casa, che toccherà a Ranieri far emergere. Una sfida diversa da quelle del passato, ma ugualmente stimolante e onestamente più facile. Fare bella figura è sempre più semplice che vincere e Ranieri non ha più nulla da dimostrare.