Calcio

Gli osservatori di Piatek

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Con la nazionale polacca il bomber del Genoa ha confermato il suo momento magico, emblematico delle difficoltà di valutazione di un giocatore. Anche di un attaccante, in teoria il ruolo in cui i talenti non possono sfuggire ai radar dei grandi club...

Cosa farebbe Krysztof Piatek al centro dell’attacco italiano? Contro il Portogallo il bomber del Genoa è stato comunque uno dei migliori della Polonia, segnando il gol del provvisorio vantaggio della nazionale di Brzeczek, ed è inevitabile parlare di lui in chiave mercato associandolo a chiunque in Europa abbia soldi veri e necessità di spenderli per un attaccante che, sembra banale dirlo ma non lo è, faccia gol. La vera domanda è comunque la seguente: come è possibile che fino a 23 anni questo giocatore sia rimasto fuori dai radar dei grandi club europei? Con tutto il rispetto per il Genoa, che grande club lo è stato ma un secolo fa e che la scorsa estate lo ha acquistato per meno di 5 milioni di euro che il KS Cracovia è stato ben lesto a prendere.

La domanda non è strampalata, visto che Piatek a giugno non è stato ritenuto degno di far parte dei 23 convocati da Nawalka per il Mondiale. Certo il Cracovia non è una squadra di primo piano (nono nell’ultimo campionato polacco con Piatek), ma Piatek era stato comunque il terzo marcatore del torneo. Di più: fino a un paio d’anni fa questo attaccante non faceva certo gridare al miracolo, era insomma qualcosa di molto lontano dai tanti, troppi ‘predestinati’ del calcio giovanile, con una carriera davvero trascurabile quanto a gol segnati e considerazione da parte dei grandi club polacchi. In altre parole, Piatek è diventato Piatek al Genoa. Quello contro il Portogallo in Nations League è stato infatti il suo primo gol in Nazionale, alla seconda presenza assoluta dopo l’esordio contro l’Irlanda. Insomma, l’esonerato Ballardini qualche merito l’avrà pure avuto nei 13 gol segnati da Piatek, fra campionato e Coppa Italia, senza contare quelli di un precampionato in cui sembrava indemoniato.

La risposta non è semplice, perché al netto delle ultime impressioni Piatek (che in polacco significa venerdì) non ha un talento che abbaglia. Segna molto, in tanti modi diversi, ma non è onestamente paragonabile al quasi coetaneo Milik e a Lewandowski, e finito il momento magico il suo status potrebbe tornare simile a quello del sampdoriano Kownacki (lui sì un predestinato, sia pure con qualche stop di troppo) e dell’udinese Teodorczyk, convocati invece in Russia. E quindi? Boniek, quindi non il primo polacco incontrato per strada, dice che il vero valore di Piatek si vedrà appena il momento magico finirà. La speranza di Preziosi è quella di riuscire a venderlo prima. Di sicuro valutare un giocatore anche già maturo, come è un ventitreenne (giovane solo per gli standard nostrani), è sempre difficile. Anche in un ruolo in cui il talento dovrebbe essere evidente. Sbagliano i giornalisti, ovviamente, ma ancora di più sbaglia chi è pagato soltanto per osservare calciatori.