Calcio

Pallone d'Oro 2018, dimenticare il Mondiale

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Le 30 nomination per il premio di France Football dicono che la Champions League ha per i media un'importanza superiore al Mondiale. Di sicuro non è sempre stato così...

Da quando il Pallone d’Oro si è diviso dal premio FIFA, quindi da due anni a questa parte, è interessante notare come le valutazioni dei giornalisti per così dire puri, cioè i votanti per il premio di France Football, differiscano da quelle di un elettorato più equilibrato, in cui i media contano soltanto per un quarto, al pari di giocatori, allenatori e pubblico. Insomma, facendo un paragone cinematografico si può dire che il Pallone d’Oro sia diventato in un certo senso un premio della critica. Vedremo la classifica finale, di sicuro le 30 nomination dicono che la serie A ha 1,5 (il mezzo è Ronaldo, nel 2018 condiviso da Real Madrid e Juventus, quello intero Mandzukic) giocatori su 30: il 5%, non proprio un risultato lusinghiero, pur con l’attenuante dell’assenza dell’Italia del Mondiale. Che a bene vedere un’attenuante non è visto, visto che la squadra di Ventura al Mondiale non ci è andata per propri demeriti e non per colpa dei giornalisti chiamati a votare dal settimanale francese.

Dal 2007 non ci sono più discriminazioni per l'eleggibilità, ma nessuna regaola impedisce che anche qui a dominare sia il Real Madrid, con 8 giocatori: oltre a CR7 e a Courtois a metà con il Chelsea, anche Benzema, Bale, Isco, Marcelo, Modric, Sergio Ramos e Varane. La cosa che però colpisce è che la Francia campione del mondo è relativamente sottorapresentata: giusto Griezmann, Kanté, Lloris, Mbappé e Pogba, visto che Benzema non era fra i 23 convocati di Deschamps. Cinque giocatori che nei 30 ci sarebbero stati anche senza l’aiuto della propria nazionale e a riprova di questo discorso ci sono i pochissimi croati: solo Modric, Mandzukic e Rakitic. Se Cristiano Ronaldo e Messi hanno le spalle abbastanza larghe per fare a meno del Mondiale, dall’altro lato non c’è un solo giocatore dei 30 che sia nella lista soltanto per Russia. Come a dire: i media europei danno alla Champions League (30 su 30 la scorsa stagione l’hanno disputata) e in generale al calcio di club molta più importanza di quanto gliene diano gli stessi giocatori e il pubblico. Hanno ragione i giornalisti? Non è una domanda tendenziosa, perché non abbiamo la risposta.