Calcio

Rivalutando Monchi

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Nella Roma le colpe di Di Francesco e dei giocatori non possono far dimenticare l'operato della società e del suo direttore sportivo. Accusato per le cessioni, quando andrebbero analizzati soprattutto i suoi acquisti...

Nel calcio di tutto il mondo l’allenatore è un uomo nel mirino ed Eusebio Di Francesco non fa eccezione: le semifinali di Champions League sembrano di un secolo e non di cinque mesi fa. Ma al di là della stretta attualità e del futuro di Di Francesco alla Roma, è chiaro che immediatamente dopo di lui l’uomo nel mirino diventerà Monchi. Non è quindi esagerato fare un bilancio provvisorio dell’esperienza giallorossa del direttore sportivo spagnolo iniziata nell’aprile del 2017, poche settimane prima che Di Francesco prendesse in panchina il posto di Spalletti.

A Monchi i tifosi romanisti possono quindi imputare, se così si può dire, due sessioni di mercato estive e una invernale. Senza ovviamente dimenticare che ha dovuto muoversi entro i paletti del fair play finanziario UEFA (il settlement agreement si è concluso la scorsa estate e la Roma è rientrata nei parametri) ma soprattutto delle strategie di Pallotta. Restringendo il discorso alle operazioni principali, si può dire che in un anno e mezzo di Monchi hanno lasciato la Roma Alisson (al Liverpool per 62,5 milioni di euro), Salah (Liverpool, 42), Nainggolan (Inter, 38 comprensivi della valutazione di Zaniolo e Santon), Rudiger (Chelsea, 35), Strootman (Marsiglia, 25), Paredes (Zenit, 23), Emerson Palmieri (Chelsea, 20), Defrel (Sampdoria, che alla fine del prestito lo pagherà eventualmente 20), Skorupski (Bologna, 9), Bruno Peres (al San Paolo, che può riscattarlo per 8 milioni), Mario Rui (Napoli, 5.5), Tumminello (Atalanta, 5) e Iturbe (Tijuana, 5).

La domanda è una sola: quanti di questi ceduti eccellenti avrebbero fatto volare la Roma attuale? La risposta non può prescindere dal ricordare gli acquisti affermati e gli acquisti-scommessa: Nzonzi, Pastore, Cristante, Kluivert, Schick, Olsen, Coric, Zaniolo, Santon, Defrel (ovviamente nel 2017), Karsdorp, Under, Lorenzo Pellegrini, Kolarov. Comunque la si pensi degli arrivi dell’era Monchi, bisogna dire che le cessioni sono tutte monetizzazioni di acquisti realizzati durante l’era di Walter Sabatini, quindi per dare un giudizio compiuto su Monchi bisognerà aspettare almeno un’altra sesione di mercato. Certo è che alcuni colpi di Monchi si sono rivalutati, soprattutto Under e Pellegrini, mentre altri si sono svalutati e non di poco, come Karsdorp, Pastore, Defrel e Schick. In altre parole, un direttore sportivo non può essere giudicato solo per i risultati del campo perché Monchi non ha il budget del Manchester City o del PSG, né per come vende giocatori che al suo arrivo già c’erano, ma per quanto vengono valorizzati i suoi acquisti. Finora la risposta sul Monchi romanista è stata chiara, anche se ha ancora due anni e mezzo di contratto per invertire la rotta.