Calcio

Cinquecento volte Ibrahimovic

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Con una prodezza mai vista il fuoriclasse svedese ha tagliato un grande traguardo statistico ed a 37 anni rimane uno degli attaccanti più forti al mondo. Per diversi motivi rimane però un incompiuto e non soltanto a causa della Champions League...

Non avevamo mai visto né immaginato un gol come quello che Zlatan Ibrahimovic ha segnato sabato per i suoi Los Angeles Galaxy contro Toronto, dando il via a una rimonta che ha portato la partita dal 3-0 al 3-3 prima che Giovinco e compagni se la portassero a acasa 5-3. La bellezza di questo colpo di tacco rotante, non sappiamo come definirlo e quindi consigliamo di guardarlo, conta di più della statistica, ma i numeri che dicono del gol numero 500 di Ibra in carriera non sono numeri freddi.

Perché lo svedese un campione lo è sempre stato, ma realizzatore da leggenda lo è stato solo in alcuni contesti. Nell’Ajax, quando era già uno degli attaccanti più corteggiati del mondo (da lì sarebbe infatti poi nel 2004 andato alla Juventus di Moggi e Capello), segnò in totale 48 gol, uno ogni 150 minuti. Van Basten, che come Ibrahimovic (al quale anni fa veniva spesso paragonato) lasciò l'Ajax a 23 anni per venire in Italia, con la squadra di Amsterdam viaggiava a un gol ogni 89 minuti. In bianconero Ibrahimovic giocò discretamente, soprattutto a sostegno di Trezeguet pur non regalando tanti assist, ma buttò la palla in porta soltanto 26 volte in 92 partite, un gol ogni 264 minuti: un dato che fa impressione, visto che un qualunque medio attaccante di serie B messo nella Juventus potrebbe avere queste statistiche.

Nei tre anni all’Inter Ibra ha fatto un po’ meglio che alla Juventus, con 66 reti, una ogni 147 minuti. E sulla stagione al Barcellona di Guardiola si è scritto tanto, ma i suoi 22 gol sono stati segnati al ritmo di uno ogni 151 minuti effettivamente giocati. 56 gol nel biennio al Milan, dove tutti lo ricordano come trascinatore e con una media in effetti migliorata, un gol ogni 128 minuti. L’esplosione ovviamente al PSG, dove arrivò a 31 anni ma in un campionato che rimane inferiore alla serie A: 156 gol in 4 stagioni, al rirmo di uno ogni 96 minuti. Praticamente un gol a partita. Al Manchester United, pur condizionato dagli ibnfortuni, i gol sono stati 29: uno ogni 139 minuti, praticamente come nei suoi anni migliori. Quanto all’America, i 17 gol segnati nella MLS sono stati segnati al ritmo di uno ogni 99 minuti. E la Svezia di cui è capocannoniere all time? 62 gol, uno ogni 130 minuti giocati.

Insomma, Ibrahomovic non nasce come goleador e tutto sommato anche le sue migliori stagioni non sono state mostruose se stiamo parlando di fuoriclasse assoluti: niente di paragonabile ai picchi di Messi o Cristiano Ronaldo, per intendersi. Ma l’impatto sulle partite, sui compagni, sogli avversi e sul pubblico è stato del tutto uguale a quello degli altri due fuoriclasse e la popolarità globale di Ibra lo dimostra. Poi la sua carriera è in un certo senso incompiuta e non soltanto per la Champions mai vinta nonostante molte delle sue squadre fossero fra le favorite per vincerla: se Messi ha avuto la fortuna calcistica di essere argentino (comunque vincendo meno rispetto al potenziale argentino: soltanto l’oro olimpico del 2008), CR7 si è mosso in un Portogallo come livello medio non tanto meglio della Svezia di Ibra. Che il suo miglior risultato nella storia recente lo ha raggiunto nella scorso Mondiale, disputato senza il suo mito.