Calcio

Asensio e il Real nazionalista

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L'uomo del momento del calcio spagnolo è un po' l'emblema della svolta di Florentino Perez post CR7: meno colpi stellari e più spazio ai talenti di casa. Con quattro Champions League vinte nelle ultime conque stagioni se lo può permettere...

Quella stravinta contro la Croazia vicecampione del mondo è stata probabilmente la miglior partita giocata da Marco Asensio nella sua ancora giovane vita: è lui l’uomo simbolo della Spagna che Luis Enrique dopo la fine per motivi anagrafici della generazione d’oro (dei campioni del mondo 2010 rimangono Sergio Ramos e Busquets, più Raul Albiol in panchina) sta traghettando verso un’epoca forse meno dorata ma comunque con buonissime prospettive. Asensio era uno dei sei giocatori del Real Madrid in campo insieme a Sergio Ramos, Carvajal, Nacho, Ceballos e Isco, e la cosa fa impressione perché siamo abituati ad associare il Real al campionismo deteriore che fa vincere pochi (e fra questi pochi il club di Fiorentino Perez) ma che a livello di sistema non offre sbocchi ai migliori giovani dei vivai.

Asensio non è certo un prodotto del vivaio del Real, essendo rimasto fino a 19 anni (adesso ne ha 22) nella sua Maiorca, ma è senz’altro un prodotto della nuova filosofia del Real che, interpretando forse lo spirito del tempo, sta andando verso una maggiore spagnolizzazione della squadra. Al di là dei soliti investimenti su stranieri del presente (Courtois) e del futuro (Vinicius), mai in altre epoche Perez avrebbe tirato fuori 30 milioni di euro per un difensore normale come Odriozola. Da ricordare la presenza in rosa anche di Lucas Vazquez e di un portiere più che decente come Casilla, il che significa che il Real Madrid emblema del calcio globalizzato potrebbe giocare dignitosamente la Champions League con una squadra composta quasi unicamente di spagnoli. Non si può dire la stessa cosa di nessuno dei grandi club, nemmeno del Barcellona il cui settore giovanile sta vivendo una crisi senza precedente e che quasi non tocca palla sul mercato spagnolo.