Calcio

I tormenti di Bonucci

© LAPRESSE

Uno degli aspetti curiosi del ritorno di Bonucci alla Juventus è che sembra più amato dai tifosi del Milan, dove ha disputato una stagione normale, che da quelli bianconeri per cui ha vinto quasi tutto...

Cosa c’è stato di più sorprendente del ritorno di Leonardo Bonucci alla Juventus? Probabilmente solo la cessione di Bonucci stesso al Milan, a metà luglio del 2017, annunciata dal suo motivatore Alberto Ferrarini con un post memorabile: “Un guerriero chiede al suo capo: qual è il segreto del successo? Il capo risponde: il segreto del successo vive nel cambiamento. Il cambiamento lo fai nel momento opportuno, in quello stesso momento che anima e cuore a gran voce ti dicono di cambaire verso nuove sfide e nuove vittorie”. Al netto del trash, la spiegazione dei tormenti di Bonucci è tutta qui: calciatore che vive di stimoli, anche negativi, sospeso fra voglia di affermarsi in contesti senza rete di protezione (e il Milan di Yonghong Li, Fassone e Mirabelli non ce l’aveva) e rimpianto delle vecchie certezze (mai ha preso in considerazione l’idea di spostare la famiglia dall’Italia, fra PSG e altro).

Non poteva essere che tormentato anche il rapporto con Allegri, ben al di là degli episodi pubblici come il litigio durante la partita con il Palermo, l’esclusione di Oporto e l’intervallo di Cardiff, di fatto diventato esso stesso un episodio pubblico: sarà interessante la ricucitura con Dybala, più che con un allenatore abituato a girare la faccia dall’altra parte anche se negli ultimi tempi è un po’ cambiato, in peggio. Il miglior Bonucci in ogni caso si è visto con Conte, nella Juventus e in Nazionale, complice una difesa a tre che valorizzava la sua bravura in costruzione (una bravura… costruita, il che va a suo merito) e mascherava una mancanza di reattività che in altre situazioni tattiche si è notata.

Certo rispetto a Caldara ha un’esperienza internazionale enorme e in più l’affare a livello di plusvalenze (o di evitate minusvalenze) stava in piedi sia per la Juventus sia per il Milan. Ma un normale tifoso di entrambe le squadre è ancora stupito per l'operazione, con il tifoso milanista senz’altro più contento anche perché i rossoneri non sono obbligati a vincere subito. Parliamo di tifosi civili, perché il linciaggio di Bonucci sui social network, l’anno scorso e in parte anche quest’anno, è una cosa che va al di sotto degli standard già bassi del nostro calcio. L’aspetto paradossale della vicenda non è quello cosiddetto della minestra riscaldata, perché la storia del calcio è piena di grandi ritorni (quasi tutti finiti male, va detto), ma il fatto che Bonucci sembri più amato, anche in queste ore, dai tifosi del Milan con cui ha disputato una stagione normale che da quelli della Juventus con cui ha vinto sei scudetti e sfiorato due Champions League.