Calcio

Salah-Benzema, Champions League senza Ramadan

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La finale di Kiev fra Liverpool e Real Madrid ha fra i vari temi anche la sfida i due attaccanti di religione musulmana. Che per l'occasione hanno fatto uno strappo alla regola...

La partita fra Real Madrid e Liverpool a Kiev ha così tanti temi di attualità che il più attuale di tutti sembra essere uno antichissimo come la religione. Quella di Salah e Benzema, possibili uomini chiave di una finale di Champions League senza un nettissimo favorito, pur essendo la squadra di Zidane la più celebrata al mondo. Chi è di fede islamica è infatti nel mese del Ramadan, iniziato il 16 maggio e con scadenza a ridosso del Mondiale, il 14 giugno. Il Ramadan, uno dei cinque pilastri dell’Islam (ricorda la rivelazione del Corano a Maometto: per chi ci crede, ovviamente), è articolato in una serie di precetti, il più noto dei quali è il digiuno dall’alba al tramonto, digiuno che comprende anche l’assunzione di bevande. Non il massimo per un atleta professionista, al punto che anche fra i credenti in pochissimi nella pratica quotidiana rispettano il digiuno ed anche a livello teorico ci sono imam più morbidi e per così dire illuminati, che allargano i casi in cui si è dispensati.

Veniamo al punto. Chi ha frequentato Salah durante il suo periodo italiano racconta di una persona fedelissima ai precetti dell’Islam più tradizionale e tradizionalista, fra l’altro chiave insieme al calcio e ai suoi modi semplici dell’incredibile successo elettorale (senza essersi candidato…) alle recenti elezioni egiziane. L’attaccante del Liverpool, possibile Pallone d’Oro se non fossimo nell’anno di un Mondiale in cui l’Egitto di Cuper non dovrebbe fare troppa strada, non arriverà comunque alla partita dopo 12 ore di digiuno. È abbastanza intelligente per capire che questa finale è il bivio fra l’entrata nella storia del calcio e un’ottima carriera, quindi si è preso qualche giorno di pausa dal Ramadan per presentarsi in forze, esattamente come i compagni Mané ed Emre Can. Il Ramadan è stato rispettato solo nel ritiro di Marbella, in Ucraina si prenderà una pausa. Indifferente a questi temi è invece Benzema, non solo per lo stile di vita e alcuni episodi (il caso Valbuena, il compagno di nazionale da lui ricattato, su tutti) che lo hanno fatto sbattere fuori dalla Francia di Deschamps. In ogni caso è raro trovare un giocatore di famiglia musulmana che si professi laico e nemmeno Benzema lo ha fatto.

Nella prospettiva del Mondiale il problema Ramadan riguarda Iran, Tunisia, Arabia Saudita, Marocco, Egitto, ma anche buona parte di Nigeria, Senegal, Francia (Pogba ha da poco postato la foto di un suo pellegrinaggio alla Mecca), Belgio e addirittura Germania (Khedira, Gundogan, Rudiger, Ozil). Nella statistica, purtroppo, non rientra un Benzema che Deschamps non vuole vedere nemmeno dipinto: la stagione dell'attaccante più amato da Cristiano Ronaldo e Florentino Perez si chiude a Kiev.