Calcio

Tutti i prestiti di Scansopoli

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Nella serie A ci sono diversi indicatori di credibilità, quello dei giocatori con il destino deciso dalla casa madre è soltanto uno. In questo senso i numeri dicono che il grande club con più prestiti fatti in serie A è la Juventus con 7, mentre nessuno degli altri va oltre i 3...

La formazione che Gasperini avrebbe messo in campo domenica scorsa contro la Juventus, con la parziale giustificazione del turnover in vista della stessa partita ma di Coppa Italia (peraltro ben giocata dall’Atalanta, al di là del risultato), ha riaperto il dibattito sulla cosiddetta Scansopoli. Che non si era mai chiuso, in realtà, e che si basa sul fatto che i piccoli club della serie A, e ancora di più quelli medi che non hanno il problema della salvezza, contro quelli grandi si impegnino a intermittenza e a volte (questa l'accusa dei terzi interessati, tutta da dimostrare) secondo i giocatori che da questi club hanno in prestito. Una contabilità che va fatta, con l’asterisco che è ingenuo pensare che i rapporti fra club si esauriscano con giocatori dati in prestito. Nella realtà concreta il grande club ‘facilita’ certe operazioni di un club piccolo con un club terzo, senza nemmeno apparire, senza contare i giocatori controllati da procuratori di fiducia, magari bloccati o condizionati. I prestiti hanno però il pregio di essere trasparenti, quindi sotto gli occhi almeno di chi li vuole vedere. Analizziamo quindi i comportamenti di Juventus, Napoli, delle due milanesi e delle due romane, restringendo il discorso ai giocatori prestati in serie A ed escludendo quelli di prospettiva dati in B. 

La Juventus ha prestato Caldara e Spinazzola all’Atalanta, Brignoli al Benevento, Rogerio al Sassuolo, Mandragora al Crotone, Orsolini al Bologna, Kean al Verona. 7 giocatori in totale, una piccola parte di quelli che il club bianconero controlla in giro per l’Italia e l’Europa, situazione comune a diversi club di prima fascia, che ha attirato l’attenzione del presidente UEFA Ceferin. Vediamo il Napoli, diretto concorrente nella lotta per lo scudetto. De Laurentiis in serie A ha prestato Grassi alla Spal e Inglese al Chievo. Due giocatori, non contiamo Giaccherini perché il Chievo ha l’obbligo di riscatto in caso di salvezza. Con tre giocatori è leggermente più attiva in questo senso la Roma, che ha prestato Castan al Cagliari, Verde al Verona e Tumminello al Crotone. Non contiamo Mario Rui al Napoli, visto che il Napoli ha l’obbligo di riscatto. La Lazio ha dato Cataldi e Lombardi al Benevento, ma contiamo il solo Lombardi perché per Cataldi i campani hanno l’obbligo di riscatto. L’Inter ha prestato Bastoni all’Atalanta (glielo ha lasciato dopo averlo acquistato, come ha fatto la la Juventus per Caldara e Spinazzola), mentre non va contato Ansaldi al Torino per cui c’è l’obbligo di riscatto: schema ricorrente quando si vogliono differire i pagamenti. Chiudiamo con il Milan, che ha prestato Bertolacci al Genoa, Simic al Crotone e Felicioli al Verona.

I numeri non dicono tutto, perché alcuni prestiti sono stati pagati e quindi a volte è il grande club che deve essere grato al piccolo che lo ha liberato da un problema, ma soprattutto non tutti i giocatori sono uguali: i tifosi del Sassuolo Rogerio l’hanno visto pochissimo, così come quelli del Verona Felicioli. Di certo la Juventus ha in giro per la serie A, e ancora di più in serie B e in altri campionati, tanti giocatori non da Juventus (diversamente se li terrebbe) ma di sicuro di buon valore, in misura superiore ad altri club. Non è l’unico indicatore di sudditanza, ma in mezzo agli altri ci può stare. Bisogna poi precisare che avere tanti giocatori controllati ha spesso una pura funzione di trading: si valorizza in una società medio-piccola uno che in Champions League non potrebbe mettere piede in campo e poi lo si vende per fare cassa. Non a caso dopo la Juventus, che gestisce circa 70 giocatori, il secondo club più attivo è l’Udinese. Insomma, ognuno può evidenziare la statistica che gli fa più comodo. Certo è che l'unico metodo che garantirebbe credibilità fino alla fine sarebbero i playoff, a maggior ragione adesso che in serie A si è strutturata una classe media quasi inamovibile.