Calcio

Eriksen è diventato grande

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Con la tripletta di Dublino, la prima in carriera, la stella della Danimarca ha trascinato la sua nazionale al Mondiale. Per lui seconda partecipazione, dopo quella da diciottenne nel 2010...

La Danimarca ha conquistato il suo pass mondiale con una prova straordinaria a Dublino, vincendo 5-1 contro un’Irlanda che già all’andata era stata inferiore ma che aveva comunque tenuto lo 0-0 con le sue solite armi. È stata la grande notte di Christian Eriksen con tre gol di cui due, il primo e il secondo, arrivati al termine di azioni corali straordinarie della squadra di Age Hareide. Una Danimarca che delle otto europee spareggianti è stata l’unica a giocare un calcio decente, una squadra dove convivono campioni (Christensen e appunto Eriksen), buoni giocatori di livello internazionale (Schmeichel, Kjaer, Jorgensen, Poulsen), senza dimenticare Vestergaard che ieri non ha giocato, emergenti come l’atalantino Cornelius e l’udinese Stryger Larsen o un quasi trentenne come Bendtner.

Significativo che Eriksen fosse già in campo nell’ultima partecipazione mondiale della Danimarca, nel 2010, quando aveva soltanto 18 anni: Morten Olsen lo convocò un po’ a sorpresa ma gli fece giocare qualche minuto sia contro l’Olanda sia nella decisiva partita contro il Giappone che avrebbe qualificato agli ottavi la squadra di Nagatomo e Honda. C’erano già i ventunenni Kjaer e Bendtner, fra l’altro, ma il predestinato era Eriksen, più giovane debuttante in nazionale dai tempi di Michael Laudrup, al quale è stato spesso accostato pur nelle evidenti differenze tecniche: più creatore di gioco e distributore di assist Eriksen, più veloce e portato al dribbling l’ex di Lazio, Juventus e Barcellona. La stella del Tottenham (mai in Inghilterra aveva segnato un tripletta, come del resto mai l’aveva segnata all’Ajax) di Pochettino può davvero illuminare il prossimo Mondiale, nel mezzo di una carriera buonissima ma ancora parzialmente incompiuta e senza un vero perché, visto che non ha mai avuto infortuni seri e che in qualsiasi ambiente è sempre stato considerato. Nato come centrocampista puro nel proverbiale 4-3-3 dell’Ajax, dove è stato allenato da Jol e soprattutto da Frank De Boer, Eriksen è diventato trequartista-rifinitore in Inghilterra e nel corso degli anni anche in nazionale. Di Eriksen colpiscono il reale ambidestrismo, pur essendo ufficialmente destro, e un’eleganza che può essere scambiata con l’indolenza, ma certo è che fra le tante stelle pre-celebrate di Russia 2018 lui può essere un outsider di superlusso. Troppo tardi e troppo alto il suo valore di mercato, almeno sugli 80 milioni di euro, per vederlo in un’Italia a cui è stato vicino da adolescente (per qualche giorno fu provinato dal Milan) prima di passare all’Ajax e da emergente (la Roma lo trattò seriamente con gli olandesi) prima del Tottenham.