Calcio

Italia, addio Mondiale: le pagelle dopo l'Apocalisse

© LaPresse

Gli azzurri hanno giocato una discreta partita contro una squadra catenacciara ma anche mediocre, un solo episodio fra i tanti l'avrebbe fatta girare. Ma questo non toglie che la gestione Ventura sia stata fallimentare

BUFFON 7 - Mai chiamato in causa dalle mediocri punte svedesi, come del resto nella partita di andata, assiste da spettatore alla fine del suo sesto Mondiale prima ancora che sia iniziato. Il voto è per avere contestato i fischi del pubblico di San Siro (non tutto, ma una significativa parte sì) all’inno svedese.

BARZAGLI 6 - Quasi causa un rigore per un fallo di mano ma non soffre quasi mai gli avversari, nemmeno quando gli spazi si allargano. Dignitosa chiusura di carriera azzurra, per uno dei due campioni del mondo in campo.

BONUCCI 6,5 - Si fa male in uno scontro con Augustinsson, ma tiene duro nonostante sulle prime anche i compagni ne invochino la sostituzione. Da lì in poi cresce, va vicino al gol e in fin dei conti i suoi lanci sono stati più pericolosi rispetto alle azioni manovrate.

CHIELLINI 6 - Solita sfida fisica con Berg e soprattutto Toivonen, non va mai sotto nel corpo a corpo e nel finale si getta in avanti, con intensità e gomitate.

CANDREVA 5,5 - Pochi cross di qualità, ma il gol del vantaggio sfiorato. Contro una squadra catenacciara servivano più che mai le sue invenzioni, non sono arrivate.

PAROLO 6,5 - Il mezzo rigorino di Augustinsson su di lui sarebbe diventato rigore intero, se la telefonata di Tavecchio a Infantino avesse avuto un qualche effetto. Sempre il migliore negli inserimenti, nel finale sfiora il gol dell’uno a zero per due volte.

JORGINHO 6 - All’inizio non gli danno la palla e lui la invoca platealmente, ma ha la personalità e i piedi per far girare la squadra. Nessuna meraviglia da rimanere a bocca aperta, ma una buona velocità di pensiero.

FLORENZI 6,5 - Grande ardore in una posizione, sul centrosinistra, che non è la sua. A pochi centimetri da un gol storico. È uno da quelli da cui ripartire.

DARMIAN 6 - Graziato dall’arbitro per il tocco di mano su Berg, in fase offensiva è meno incisivo che all’andata. Esce per il colpo durissimo preso da Lustig, più che per scelta tattica.

IMMOBILE 5,5 - Il più amato dal c.t. cerca di dargli il gol da Mondiale e ci va vicinissimo. Tantissimi scatti fino alla fine, ma riceve soltanto due assist (da Jorginho e Candreva) decenti e in generale non sembra lucido

GABBIADINI 5 - Per qualche minuto si muove in maniera interessante, con i tagli a facilitare il passaggio dei centrocampisti, ma gradualmente scompare. Una delle tante scommesse sfortunate di Ventura, che quasi mai lo aveva utilizzato prima.

BELOTTI 5 - Troppo dipendente dalle condizioni fisiche, mai pericoloso anche perché i cross arrivavano dalla tre quarti.

EL SHAARAWY 6 - Mossa invocata da mezzo San Siro, fa giocate di personalità in momenti in cui quasi tutti sembrano paralizzati: mandato in campo troppo tardi.

BERNARDESCHI 5 – È il futuro azzurro, ma il presente è grigio. Per molti versi emblema dei mali del calcio italiano dove i giovani, anche quelli strapagati e di talento, non sono mai i leader delle squadre di club.

VENTURA 4 - Non merita l’insufficienza, né tantomeno il linciaggio, per questa partita giocata discretamente ma per un anno e mezzo buttato, al di là della storia fatta (dalla parte sbagliata) dopo sessant’anni. Sperimentazioni e metà, troppo potere ai senatori, nessun giovane davvero lanciato, esclusioni strane (Balotelli, ma anche Insigne), formazioni frutto di troppi compromessi e alla fine, dopo la batosta con la Spagna, le incertezze sul modulo con affannoso ritorno al 3-5-2. Schiacciato fra la personalità di Conte e forse il ritorno di Conte, o comunque di un allenatore dal grande nome, è sembrato fin dall’inizio una scelta di basso profilo. Il calcio italiano ha dei problemi, ma è molto meglio della nazionale proposta da Ventura.

 

SVEZIA: Olsen 6 - Lustig 6,5, Lindelof 7, Granqvist 7,5, Augustinsson 6, Claesson 5 (Rohden), Johansson sv (Svensson 5), Larsson 5, Forsberg 4,5, Toivonen 4 (Thelin), Berg 6. Allenatore: Andersson 6.

 

ARBITRO: Mateu Lahoz 5,5. 

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