Calcio

Il quasi miracolo dell'Irlanda del Nord

© Getty Images

Perdendo il playoff con la Svizzera, anche a causa di un rigore inesistente, la quadra di Martin O'Neill non è riuscita a compiere la quarta impresa della sua storia dopo quelle di 1958, 1982 e 1986...

Fra l’Irlanda del Nord e il Mondiale si sono messi la discreta Svizzera di Petkovic e il rigore inesistente della partita di Belfast, trasformato da un Ricardo Rodriguez che è stato anche l’eroe elvetico del ritorno a Basilea, visto il salvataggio sulla linea nei minuti di recupero sul colpo di testa di Jonny Evans. Va detto che nell’insieme delle due partite la Svizzera ha avuto molte più occasioni da gol rispetto alla squadra allenata da Martin O’Neill, non a caso uno dei migliori in campo è stato McGovern, ma ciò non toglie che questa nazionale espressione di una popolazione di nemmeno due milioni di persone abbia entusiasmato, andando vicino ai propri militi ed uscendo viva da un girone dove le favorite dietro alla clamorosa Germania (10 vittorie su 10 partite) erano Repubblica Ceca e Norvegia.

L’Irlanda del Nord ha così mancato il quarto Mondiale della sua storia, le partecipazioni rimangono quelle del 1958 (ai danni dell’Italia di Foni, come forse in questi giorni è già stato ricordato…), del 1982 e del 1986. Tutte segnate da Billy Bingham, nel 1958 giocatore e nelle altre due occasioni eccellente commissario tecnico. 59 anni fa in un Mondiale a 16 squadre (va sempre ricordato, quando si parla di nazionali che non riuscirono a qualificarsi) i nordirlandesi arrivarono addirittura ai quarti di finale, battuti dalla Francia di Kopa e Fontaine e l’exploit della squadra che aveva come capitano il grande Danny Blanchflower fu sottolineato dal record di paese con il minor numero di abitanti ad essersi mai qualificato per il Mondiale (battuto nel 2006 da Trinidad & Tobago e adesso dall’Islanda). Mai qualificata durante l’era di George Best, l’Irlanda del Nord visse da protagonista i due Mondiali degli anni Ottanta con un altro record, quello del più giovane giocatore mai schierato, il diciassettenne Norman Whiteside. Una squadra che riuscì a qualificarsi per i gironcini, trovando però una Francia troppo forte.

Va detto, a chi rimpiange i bei tempi, che nemmeno all’epoca l’Irlanda di Nord era piena di protagonisti del massimo campionato inglese (all’epoca First Division): tolti Jennings, Chris Nicholl, McIllroy e Whiteside che però nel Manchester United aveva appena esordito, la squadra del 1982 aveva soltanto mezze figure (anche lo stesso O’Neill) e poco meglio sarebbe andata quattro anni dopo. Dei convocati per il playoff con la Svizzera giocano in Premier League solo i tre del WBA (McAuley, Brunt e il citato Evans), anche se in sei giocano in Scozia. Insomma, erano miracoli quelli di prima ed è stato un quasi-miracolo quello di adesso. Lo spirito era senz’altro da Mondiale.  

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