Calcio

Otto su otto, a San Siro l'Italia è da Mondiale

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In tutte le partite giocate a Milano per il massimo torneo del pianeta, sette di qualificazione più la semifinale dell'edizione del 1934, gli azzurri hanno vinto e spesso stravinto. Grande assente la nazionale di Bearzot...

Comunque vada a finire, l’Italia-Svezia di San Siro sarà una partita che entrerà nella storia della Nazionale italiana, iniziata proprio a Milano il 15 maggio 1910 (ma all’Arena, vittoria 6-2 contro la Francia). Ventura ha invocato l’aiuto del pubblico, visto anche il sicuro tutto esaurito, e chissà che questa non sia la partita della rinascita del grande amore fra Milano e la squadra azzurra, una storia che a livello emotivo ha avuto un andamento altalenante ma con una statistica molto chiara. Almeno quando si parla di Mondiali...

Negli anni Trenta l’Italia di Pozzo ha diverse volte giocato a Milano la sue partite di Coppa Internazionale (l’Europeo dell’epoca, in versione ridottissima e comunque senza britannici), ma ovviamente le due partite milanesi da ricordare sono quelle legate alla Coppa del Mondo del 1934. Con la prima, Italia-Grecia del 25 marzo di quell'anno, che era un vero e proprio playoff per qualificarsi alla manifestazione, a cui il paese ospitante non accedeva di diritto. Per quella seconda edizione del Mondiale, dopo che la prima aveva faticato a mettere insieme 13 partecipanti, ci fu infatti bisogno delle qualificazioni e il cosiddetto girone dell’Italia comprendeva… due squadre. La Grecia e, appunto, la squadra di Pozzo. In un San Siro entusiasta e ancora con un solo anello Meazza trascinò i suoi compagni con una doppietta e l’Italia chiuse 4-0 (segnarono anche Guarisi e Giovanni Ferrari). La curiosità è che quella fu l’unica partita mai giocata in nazionale da Nereo Rocco, buona mezzala della Triestina dal cognome italianizzato (in origine era Roch) prima di diventare grande allenatore. Il risultato dell’andata fece sì che non ci fosse un ritorno, nel senso che la Grecia si ritirò dalla competizione ritenendo di non poter rimontare. Al Mondiale vero e proprio, per il quale Rocco non fu convocato, l’Italia giocò a Milano la semifinale contro il Wunderteam austriaco di Meisl, con Sindelar leader in campo: faticosissimo 1-0 grazie a Guaita e accesso alla finale di Roma in cui sarebbe stata battuta la Cecoslovacchia.

Per qualificarsi al Mondiale del 1954 l’Italia dovette superare un altro girone a due, con l’Egitto, ma questa volta il ritorno si disputò: dopo aver vinto 2-1 al Cairo, gli azzurri allenati da una sorta di comitato (ma in panchina andavano Piola e Schiavio) travolsero a San Siro gli avversari per 5-1 grazie anche a una grandissima prova di Boniperti. Per Svezia 1958 il girone diventò a tre squadre, con Portogallo e Irlanda del Nord. San Siro fece per così dire il suo dovere, visto che il 22 dicembre 1957 il Portogallo fu battuto 3-0 dalla nazionale di Foni. San Siro, ribattezzatto Meazza, in versione qualificazioni mondiali avrebbe detto bene anche a Sacchi (1-0 al Portogallo nel 1993, gol di Dino Baggio), Trapattoni (3-0 alla Romania nel 2000, reti di Inzaghi, Delvecchio e Totti), Lippi (2-0 alla Scozia nel 2005, doppietta di Pirlo) e Prandelli (Italia-Danimarca 3-1 del 2012: Montolivo, De Rossi e Balotelli). In totale 8 partite mondiali a San Siro e 8 vittorie, anche se una sola, quella con l’Austria 1934, contro una grande avversaria.

Non sfugge il fatto che l’Italia di Bearzot abbia giocato a Milano molto poco nell’arco del suo decennio: soltanto due partite importanti, con la Spagna agli Europei del 1980 e con la Cecoslovacchia per qualificarsi a quelli successivi, con due amari pareggi. Essendo una squadra basata sul blocco della Juventus, soprattutto quella che andava verso il Mondiale del 1978, il timore-certezza era che il tifo di interisti e milanisti non sarebbe stato troppo caloroso.