Calcio

FIFA e PES 2018, Clasico da eSports

FIFA e PES 2018, un"Clasico" delle sfide degli eSports che ora entra a far parte della famiglia olimpica?

L'entrata degli eSports nella (troppo) grande famiglia olimpica dà una dignità diversa alle inevitabili discussioni sui due videogiochi calcistici più venduti nel mondo, una sfida che ha l'intensità di un vero e proprio Clasico. FIFA 2018 è uscito in Italia lo scorso 29 settembre, con Cristiano Ronaldo come uomo immagine, due settimane dopo l'ingresso sul mercato dell'arcirivale PES 2018 che invece ha puntato su Suarez: dopo oltre un mese di gioco con i prodotti della Electronic Arts e della Konami siamo in grado di avere un'opinione calcistica fondata su entrambi, al di là di considerazioni tecniche che recensori di professione hanno già espresso e che non ci scaldano più di tanto (anche perché spesso non le capiamo).

FIFA è come al solito superiore per quanto riguarda le licenze a disposizione e a queste ha aggiunto anche le cosiddette icone, nella modalità ultimate team:  Maradona, Ronaldo, Van Basten, Pelé, Shevchenko, Maldini e Matthäus, solo per citarne alcune. Siamo invece più freddi riguardo alle altre novità, riguardanti la creazione della rosa e gli obbiettivi. Chi ha una mentalità arcade e non giocherebbe mai online non sa che farsene di questi piccoli miglioramenti che hanno l'unico scopo di far acquistare la nuova versione del gioco ai soliti prezzi non modici: dai 50 euro o giù di lì dell'edizione standard ai quasi 100 della Icon. Dal punto di vista del gioco abbiamo letto che gli stili delle varie squadre sono molto più aderenti al loro DNA, ma sinceramente non ce ne siamo accorti: è chiaro, come del resto nel calcio reale, che avere a centrocampo Iniesta è diverso che avere uno con i piedi di gesso. Ma non è uno stile di gioco: è che uno è (e quindi è stato programmato) più o meno bravo. Davvero bellissima invece la possibilità differenziare i cross, farli cioé a rientrare o tesi, favorendo così il gioco sulle fasce.

Venendo a PES 2018, come al solito il gioco è molto ma molto inferiore a FIFA per quanto riguarda le licenze, anche di campionati e squadre molto importanti e tifate: della serie A manca la Juventus, della Liga il Real Madrid, della Bundesliga manca tutto, la Premier League è a macchie. C'è sì la licenza della Champions League, ma vedere un'anonima squadra bianconera contro un'anonima squadra bianca non è come caricare subito Juve-Real. La superiorità, parliamo sempre di sfumature, riguarda secondo noi la grafica e il controllo dei singoli giocatori: in altre parole, con PES il dribbling e i passaggi corti sono più facili che con FIFA. In PES la telecronaca è di Fabio Caressa e Luca Marchegiani, mentre in FIFA le voci sono di Pierluigi Pardo e Stefano Nava: sfida Sky-Mediaset ma in entrambi i casi, anche con la tecnologia del 2017, c'è un grande margine di miglioramento e siamo ben lontani dalle 'vere' telecronache degli stessi commentatori.

Conclusione? La solita: per giocare immediatamente, con più facilità e una bella grafica, meglio PES 2018, mentre per avere completezza di rose e una modalità carriera e online più coinvolgenti meglio FIFA 2018. Detto che entrambi i giochi hanno ultras degni di quelli del calcio vero, noi che per età siamo emotivamente meno coinvolti notiamo che PES è più adatto al videogiocatore occasionale e FIFA a quello semiprofessionista. In entrambi i casi le difficoltà di gestione del controller, se si hanno più di sedici anni, fanno rimpiangere il calcio dell'Intellivision. Consiglio non richiesto alle aziende: prevedete una modalità arcade ancora più facile dell'attuale, con controlli ipersemplificati. Tanta gente, e ci riferiamo soprattutto alle donne, vorrebbe videogiocare e si sente esclusa.

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