Calcio

Jorge Sampaoli, un allenatore per il Messi trentenne

Jorge Sampaoli è il nuovo allenatore dell'Argentina, in sostituzione di un Edgardo Bauza che sarà ricordato come una delle peggiori guide della storia recente dell'Albiceleste (forse nemmeno Maradona ha ottenuto risultati inferiori) nonostante come allenatore di club abbia quasi sempre fatto bene, in particolare con il Liga de Quito con cui nel 2008 vinse una storica Libertadores superando in una bellissima (una rarità in questa coppa) doppia finale contro la Fluminense allenata dall'ex romanista Renato Portaluppi (alias Renato Gaúcho) e con in campo Thiago Silva. Senza dimenticare la Libertadores di tre anni fa vinta con il San Lorenzo, anche in questo caso con un livello medio della rosa piuttosto scadente. La parentesi su Bauza era doverosa, perché quella dell'Argentina è probabilmente la panchina più difficile del mondo per l'abbondanza di talenti che non conosce fasi di stanca (come capita a volta anche a grandi scuole come quella brasiliana o spagnola) e per la pressione che consegue dall'essere in un paese che vive quasi unicamente di calcio: dai Giochi Olimpici di Rio l'Argentina è uscita con 4 medaglie, contro le 28 italiane. Sampaoli ha a livello di club un curriculum buono ma con meno picchi rispetto a quello di Bauza, e anche con il Siviglia ha fatto più o meno il suo chiudendo la Liga al quarto posto da playoff di Champions. Con la nazionale del Cile ha però fatto bene, vincendo la Coppa America del 2015, disputata proprio in Cile, con la squadra che aveva Claudio Bravo in porta, Medel in difesa, Vidal a centrocampo e Alexis Sanchez in attacco. L'avversaria nella finale, vinta ai rigori grazie agli errori decisivi di Higuain e Banega, era un'Argentina stellare, non ancora in mano a Bauza (la guidava il 'Tata' Martino). Più meno lo stesso gruppo di giocatori che adesso deve traghettare a Russia 2018: impresa non certo impossibile (l'Argentina è quinta a quattro partite dalla fine del girone sudamericano, a due punti dal secondo posto, e direttamente al Mondiale senza passare dal playoff vanno le prime quattro), ma con due trasferte insidiose in Uruguay (un punto sopra) ed Ecuador (due punti sotto). Nella sua carriera il cinquasettenne Sampaoli, che mediamente gode di buona stampa (in Argentina come in Italia questo è fondamentale) ha cambiato diversi moduli, prevalentemente ha giocato con la difesa a quattro ma non ha avuto problemi in varie circostanze nel giocare a tre. Nella sua filosofia c'è l'avere un uomo creativo alle spalle delle punte (una, due o tre che siano queste 'vere' punte), pur avendo fatto deroghe, soprattutto nelle partite contro grandi avversari. Anche nel Siviglia, fra i vari Vazquez e Ganso, ha spesso ragionato così. Potrebbe insomma essere il commissario tecnico ideale per il Messi trentenne, quello che magari vorrebbe prendere meno calci.