Calcio

Francia-Bulgaria e quel gol di Kostadinov

Il 17 novembre 1993 la Francia calcistica subì uno dei suoi più grandi shock, venendo eliminata per mano della Bulgaria nelle qualificazioni al Mondiale 1994. Al Parco dei Principi, la situazione del girone 6 prima del calcio d’inizio era la seguente: Svezia 15 punti e già sicura della qualificazione,  Francia 13, Bulgaria 12. Bastava dunque un pareggio per qualificarsi, visto che le prime due di ciascun girone accedevano direttamente alla fase finale. Il raggruppamento includeva anche Austria, Finlandia e Israele, ormai fuorigioco. Al 44’ della ripresa Francia e Bulgaria erano sull’1-1, punteggio ovviamente pericoloso, ma che avrebbe qualificato i transalpini al Mondiale americano. Al gol di Cantona al 32’ aveva replicato Emil Kostadinov pochi minuti dopo. La partita sembrava avviarsi alla conclusione; invece, nei pochi secondi che mancavano al termine c’era giusto il tempo per la Bulgaria di guastare la festa ai padroni di casa e di riprendere per i capelli una qualificazione ormai perduta e per la Francia di gettare alle ortiche un anno di lavoro. Cronaca di uno dei minuti più neri dello sport francese: punizione per i Bleus in attacco, da destra, nei pressi della bandierina. Ginola calcia un pallone fuori misura in una zona di campo dove non c’è nessuna maglia blu. La Bulgaria recupera palla e dà via ad un contropiede. Il cuoio arriva a Kostadinov - ai tempi attaccante del Porto - al limite dell’area di rigore, da posizione defilata. Il bulgaro, che già nel primo tempo aveva siglato l’1-1, non ci pensa troppo e una volta dentro i sedici metri lascia partire un bolide che si insacca alle spalle di Lama. Il Parco dei Principi è ammutolito: la Francia, assente già al Mondiale del ’90, è di nuovo fuori dalla Coppa del Mondo  ancor prima di iniziare. “Ho sognato a lungo quella palla buttata con il mio cross”, dirà Ginola ricordando quell’episodio: “Ho sognato di calciare la palla fuori dallo stadio e la partita che terminava in parità, decretando la nostra qualificazione”. E pensare che quel clamoroso scivolone della formazione di Houllier altro non fu che la replica del ko di un mese prima, ancora in casa, contro Israele. Pure in quel caso la Francia fu vittima di un ribaltone nel finale: all’83’, stava conducendo per 2-1 grazie alle reti di Sauzée e Ginola, ma in extremis gli israeliani prima pareggiarono e al 90’ misero a segno lo storico gol del 3-2, unica vittoria di tutta quella campagna di qualificazione. Ai francesi non riuscì di ottenere, in casa propria, una vittoria contro Israele o un pari contro la Bulgaria, risultati che avrebbero assicurato un posto tra le ventiquattro finaliste. La classifica finale recitò: Svezia 15 punti, Bulgaria 14, Francia 13. Svezia e Bulgaria vinsero il viaggio negli Stati Uniti, dove saranno grandi protagoniste del torneo (arriveranno entrambe in semifinale), la Francia venne eliminata. O “qualificata per il 1998”, come titolò allora un quotidiano, ironizzando sul fatto che almeno per l’edizione seguente il pass sarebbe stato garantito, essendo i francesi gli organizzatori del Mondiale successivo. Anzi, dopo due Mondiali d’assenza, il ritorno della Francia sarà fragoroso, perché la squadra di Jacquet, subentrato ad Houllier dopo il disastroso finale delle qualificazioni per Usa ’94, vincerà addirittura il titolo. Questa sera, nelle qualificazioni al Mondiale di Russia, è in programma di nuovo Francia-Bulgaria ed è impossibile, per entrambe, non andare con la mente a quel precedente di ventitré anni fa. Giovanni Del Bianco