Calcio

La profonda crisi del calcio olandese

Il calcio olandese è in crisi. Le prime avvisaglie si sono notate quando l'Olanda non si è riuscita a qualificare per gli Europei. Poi alla crisi di gioco ultimamente è giunta anche quella economica con molti club che per debiti stanno retrocedendo in serie minori.  Il "calcio totale" che fino a qualche stagione fa predominava in Europa adesso non c’è più. L’Olanda, infatti, sta profondando in una crisi senza precedenti ed è a un passo dal baratro. I sintomi di una crisi finanziaria si sono già avuti nel 2013 con i club forti in Eredivisie, ma che faticavano ad emergere nelle coppe europee. È il caso dell'Utrecht, ad esempio, che proprio in quell'anno terzo in campionato e subito eliminato In Europa League dai modestissimi avversari lussemburghesi del Diffendangen 03 che mai finora avevano superato un turno nel loro cammino europeo. Nella stessa stagione due club di B sono falliti a campionato in corso. Una crisi che la Federazione olandese non ha saputo ovviare. Unica scelta fu di emettere una direttiva in cui davano alle società degli obblighi finanziari ben precisi. Questi salvarono purtroppo solo i team più blasonati come Ajax, Psv e Feyenoord che hanno venduto i loro pezzi pregiati alle altre squadre sparse in giro per il mondo, pur di racimolare dei soldi e andare avanti con la loro attività. Dal 2013 al 2016 tre anni ancora di crisi sia finanziaria sia di gioco con il solo Psv che è uscito a testa alta agli ottavi di Champions ai rigori con il finalista Atletico Madrid. Alla fine di questa stagione poi tredici società su diciotto sono alle prese con i problemi finanziari. Tra le 13 società in difficoltà spicca il glorioso Feyenoord. Il club di Rotterdam non può operare liberamente sul mercato: come Nac Breda, Nec Nijmegen, Roda e Excelsior Rotterdam, le altre formazioni più traballanti, devono chiedere autorizzazioni speciali per completare operazioni in entrata. Secondo la Federazione olandese (Knvb), la solidità finanziaria di queste società è insufficiente. La crisi potrebbe spostarsi dal bilancio alla classifica: non sono escluse sanzioni, compresa la penalizzazione in termini di punti. Il quadro generale è negativo ma, evidenzia la Federazione, si nota un lieve miglioramento rispetto a pochi mesi fa. In base alle cifre, a maggio i club da bocciare erano 16. Ultima squadra in difficoltà è il Twente che è stato retrocesso in seconda divisione (Jupiler League) per problemi finanziari: giunto in 13a posizione in Eredivisie e dunque salvo in ambito sportivo, il club paga gli accordi che il club aveva con la Doyen Sports. E proprio il Twente è stato protagonista di una storia che ha spezzato il cuore dei tifosi dei Reds: l'esempio più lampante è quello del piccolo Maxim, 6 anni, che ha addirittura rotto il suo salvadanaio, donando i pochi soldini accumulati al suo club via posta. Ad analizzare il momento negativo dell'Olanda  individuandole il motivo è stato Henk Ten Cate, ex allenatore di Ajax e Panathinaikos: «Prima i giovani olandesi giocavano al Barcellona, adesso alla Lazio o al Southampton». «Abbiamo Jordy Clasie al Southampton - ribadisce Ten Cate - e Stefan De Vrij alla Lazio. Non intendo decimare questi giocatori, ma dico solo che una volta Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco, Milan, Chelsea e Manchester Utd erano in fila per i nostri gioielli». Marco Stiletti