Calcio

Europa League, ranking Uefa e ranking uffa

Peccato. Le eliminazioni di Fiorentina e Napoli rappresentano un duro colpo alla rimonta nel ranking Uefa, ammesso che sia mai partita. Con la Roma inguaiata e la Juventus chiamata a un’impresa in Champions, speravamo di avere più motivi per sorridere nel secondo torneo continentale, ma puntualmente l’Europa League ha riservato una grossa scrematura ai nostri club. Persa la Samp in agosto, da ieri abbiamo perso anche le due compagini che l’anno scorso si erano arrampicate fino alla semifinale. La speranza così si chiama Lazio, che da delusa estiva, quando aveva perso i preliminari di Champions, passa ora ad essere una delle poche gioie italiane in Europa. All’undici di Pioli spetterà la caccia ad una coppa che manca nella Penisola dal 1999, quando il Parma di Malesani vinse la Coppa Uefa umiliando il Marsiglia. E proprio in quel ’99 arrivarono gli ultimi successi in Europa della Lazio, con la Coppa delle Coppe e la Supercoppa europea. I romani sono ancora imbattuti e nell'Europa League vedono ormai il primo obiettivo stagionale: Pioli ha dimostrato di tenere parecchio al torneo e a questo punto, se dovrà fare qualche rotazione, la farà di certo in campionato. Delle due eliminate è ovviamente il Napoli ad avere i rimpianti maggiori: la squadra di Sarri è stata punita oltre i propri demeriti e per colpa di una traiettoria beffarda, quella del gol di Pina, insaccatasi alle spalle di Reina. Senza appelli la Fiorentina, non esaltante già dai gironi e uscita malconcia dalla sfida col Tottenham, superiore in tutto, determinato a prendersi la rivincita per la scorsa edizione e per nulla distratto dalla corsa per il titolo inglese. Lunedì sera, quando si affronteranno tra loro, vedremo se Napoli e Fiorentina avranno metabolizzato il k.o. e quanto sconfitta avrà lasciato i maggiori strascichi. Con uno scudetto e una zona Champions da conquistare, entrambe sono chiamate immediatamente a ripartire. Il terzo posto per l’Italia è ora una chimera, anche perché l’Inghilterra, la nazione che stiamo inseguendo nella graduatoria dell’Uefa, porterà agli ottavi di Europa League Tottenham, Manchester United e Liverpool: tre squadre e tutte con ambizioni di vittoria. In particolare pesa la sconfitta dei viola, giunta contro una rappresentante britannica. Dispiace lasciare per strada delle potenziali protagoniste proprio quando le serate di Europa League cominciavano a farsi interessanti. Dopo la noia complessiva dei gironi, troppi, lunghi e zeppi di gare minori, i sedicesimi di finale hanno offerto molte partite godibili ed episodi da raccontare. Scegliamo tra questi la bella storia del mancuniano Marcus Rashford, schierato titolare da Van Gaal (al posto di Anthony Martial, infortunatosi nel riscaldamento) e risultato decisivo con una doppietta al suo debutto; ma anche la sfida al cardiopalma tra Basilea e Saint Etienne, con gli svizzeri capaci di subire il gol dell’eliminazione al 90’ e di ritrovare la qualificazione un minuto più tardi, potendo così sognare ancora di raggiungere la finale in casa; notevole, poi, l’impresa ai supplementari dell’Anderlecht ad Atene, con i belgi usciti vincitori con l’Olympiacos dopo una battaglia di 210’; colpisce infine la lezione impartita dallo Shakhtar di Lucescu allo Schalke 04. Saranno degli ottavi di finale di grande interesse, anche dal punto di vista "geografico", con rappresentanti provenienti da dieci nazioni. Delle sedici compagini rimaste, ben quattro saranno spagnole (il solito Siviglia, l’Athletic Bilbao, il Valencia e il Villarreal), tre inglesi (le già citate Tottenham, Liverpool e Manchester Utd), due tedesche (il Borussia Dortmund e il Bayer Leverkusen), mentre avranno una sola compagine Portogallo (Braga), Svizzera (Basilea), Turchia (Fenerbahçe), Belgio (Anderlecht), Repubblica Ceca (Sparta Praga), Ucraina (Shakhtar Donetsk). E, purtroppo, l’Italia. Giovanni Del Bianco