Altri Sport

Rigore alla Messi-Suarez, fra presa in giro e inutilità

Il rigore di Lionel Messi, trasformatosi in un assist per Luis Suarez, è stato oltraggioso nei confronti del Celta Vigo? La risposta ha diviso anche gli addetti ai lavori, ma probabilmente per queste situazioni (tipo anche il cucchiaio alla Totti) esiste una risposta per ogni situazione di punteggio: sullo zero a zero non c'è presa in giro, sul tre a uno con il Barcellona dilagante sì anche se l'intento era quello di portare avanti Suarez nella classifica cannonieri e non di farsi beffe del Celta. Di sicuro questo tipo di rigore non è un inedito nella storia del calcio, al punto che siamo sempre rimasti stupiti da quanto poco venga utilizzato come tiro a sorpresa. Ma non siamo allenatori, quindi ci fidiamo di chi strutturalmente ne capisce più di noi. Il primo episodio di cui esistano immagini decenti riguarda un Belgio-Islanda del 1957, qualificazioni per il Mondiale svedese (nessuna delle due squadre ci sarebbe andata, essendo quello il girone della Francia di Batteux, ma il Belgio era stato presente nel 1954 in Svizzera) quando Rik Coppens passò al compagno André Piters. Ma Piters non segnò: aspettò l'uscita di Hermansson e poi la ridiede a Coppens che finalmente fece gol. Insomma, considerando i difensori in rimonta e la lentezza del tutto, quasi più facile il tiro diretto. In Inghilterra fece scalpore nel 1964 un rigore del Plymouth Argyle contro il Manchester City, ideato non dai giocatori ma dal loro allenatore, il popolarissimo Malcolm Allison, ex difensore del West Ham e futura guida di tante squadre (anche se è nella storia come assistente di Joe Mercer al Manchester City): tocchetto di John Newman e gol di Mike Trebilcock in anticipo sul portiere. Uguale a quello di Coppens-Piters il rigore di un anziano Johan Cruijff e di Jesper Olsen, con gol di Cruijff, in un Ajax-Helmond del 1982. Il più clamoroso caso di insuccesso è quello di altri due grandi giocatori, Robert Pires e Thierry Henry, in un Arsenal-Manchester City del 2005: Pires va sul dischetto e finge di passare il pallone ad Henry, che non capisce che è una finta e scatta dentro l'area. A quel punto i difensori del City rimontano e spazzano via il pallone, senza che Pires nemmeno lo sfiori. Passato alla storia come un errore dei giocatori, era in realtà un errore del'arbitro perché il rigore era da ripetere. Meno illustri i precedenti dei brasiliani Leonardo e Kaio, due anni fa con la maglia del Jeonbuk Motors (Corea del Sud), o di tanti altri inglesi (uno che coinvolge il già citato Newman in Coppa di Lega), con la questione della presa in giro che va divisa da quella dell'utilità. La prima è controversa, la seconda con l'eccezione di Allison nemmeno è mai stata presa in considerazione dagli allenatori. Twitter @StefanoOlivari